Published On: 7 Marzo 2018Categories: Eventi, Eventi gratuiti, Eventi gratuiti Toscana

Lunedì 12 marzo 2018 (21.00)

PRIMO INCONTRO DEL CICLO
GESTALT E LETTERATURA
Vi invitiamo alla prima serata del ciclo di incontri dedicati a LETTERATURA E GESTALT
Saranno serate di presentazione di testi di letteratura, commentati alla luce del modello della Gestalt.
I romanzi offrono uno sguardo sull’esistenza, portano l’attenzione su luci e ombre del vivere, su temi che riguardano l’umanità in cammino, che cerca, indaga, sente e riflette sulla propria esperienza di vita nel mondo.

LE MEMORIE DI ADRIANO

di Marguerite Yourcenar (1951)
con
PAOLO QUATTRINI
psicologo, psicoterapeuta della gestalt

Animula vagula blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula rigida nodula
Nec ut soles, dabis iocos.
Piccola anima smarrita e soave,/compagna e ospite del corpo,/ora t’appresti a scendere in luoghi/incolori, ardui e spogli,/ove on avrai più gli svaghi consueti

Animula vagula blandula è il primo verso di una poesia scritta dallo stesso Adriano che Yourcenar riporta in prosa alla fine del quinto capitolo.

«Il vero luogo natio
è quello dove per la prima volta
si è posato uno sguardo consapevole su se stessi:
la mia prima patria sono stati i libri»
Eclettico, versatile e multiforme è il giovane Adriano: uomo assetato di conoscenza e allo stesso tempo dotato di virtù pratiche; animo raffinato e sensibile ma capace di atti crudeli, spirito inquieto, attratto dal mistero. In questo capitolo Adriano rivela al lettore i suoi gusti letterari e filosofici. Definisce la conoscenza della poesia inebriante quanto quella dell’amore; ringrazia anche il suo precettore per averlo costretto a studiare il greco: ha amato quella lingua e ritiene che «quasi tutto quel che gli uomini han detto di meglio è stato detto in greco. […] L’impero, l’ho governato in latino; in latino sarà inciso il mio epitaffio, sulle mura del mio mausoleo in riva al Tevere; ma in greco ho pensato, in greco ho vissuto». È durante la giovinezza che Adriano mette a fuoco la propria idea di libertà: una sorta di tecnica in grado di rendere l’uomo libero e dunque potente. Dapprima egli ricercò una libertà fatta di vacanze e di tempo libero; poi mirò a una libertà in cui fossero possibili due condizioni allo stesso tempo, un modus vivendi per il quale adempiere perfettamente al compito più gravoso senza impegnarsi interamente in esso; in seguito tentò una libertà a ritmo alterno e con essa la possibilità di interrompere un compito e poi riprenderlo senza sentirsi schiavo di esso; infine, raggiunse la libertà più importante di tutte, quella di assentire: accettare l’imprevisto, il disagio, la sciagura cercando di trarne giovamento e volgendolo al positivo. «E in questo modo» afferma Adriano «con un misto di riserva e di audacia, di sottomissione e di rivolta ben concertate, di esigenze estreme e di concessioni prudenti, ho finito per accettare me stesso».

Ricordiamo che la partecipazione alle serate
del ciclo GESTALT E LETTERATURA
sono gratuite
La prenotazione è obbligatoria.
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 3492394661

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