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Nemici senza guerra

di G. Paolo Quattrini

Pubblicato sul numero 11 della Rivista Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia.

E’ implicito comune che il nemico si combatte, che nemico significa quindi guerra.
Si tratta però di un assunto congruo piuttosto a civiltà primitive e espansionistiche, nelle quali le relazioni erano di alleanza o attacco, e dove solo le culture territorialmente molto distanziate, tipo Europa e Cina, potevano limitarsi ad avere scambi commerciali senza altre implicazioni. Si tratta in realtà di una posizione alquanto paranoica, dove l’aspettativa è mangiare o essere mangiato.
Oggi, anche se siamo politicamente abbastanza differenziati da poter concepire l’esistenza di Stati nemici con cui intratteniamo relazioni e a cui non facciamo guerra, è ancora difficile sul piano individuale considerare nemiche specifiche persone senza per questo mettere in atto operazioni aggressive che prima o poi non si convertano in belliche.
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