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LA TRASFORMAZIONE DEI VINCOLI D’AMORE

Con Fernando De Lucca

13-14 LUGLIO 2019 A FIRENZE

Seminario teorico-esperienziale in cui si discuterà in gruppo le attuali forme della famiglia, dell’amore e delle relazioni sessuali. Si lavorerà con le possibili modalità dell’intervento in clinica.
Questo lavoro propone la relazione tra quattro manifestazioni dell’umano: la sessualità, l’inclusione di diversi orientamenti sessuali, le forme di contatto con i modi in cui la proiezione interferisce in “amore” e la fedeltà ai modelli famigliari-personali dei membri di una relazione d’amore.
La proposta è offerta agli allievi in formazione in Gestalt e a tutti coloro che siano interessati all’argomento.

INFO E COSTI: info@azionicontaminazioni.it

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APOLLINEO – DIONISIACO

Istituto Gestalt Firenze e Azioni e Contaminazioni
sono felici di invitarvi

Venerdì 15 giugno (15.00-20.00)
Sabato 16 giugno (10.00-15.00)

APOLLINEO – DIONISIACO
La pratica dell’approssimazione come avvicinamento all’altro.
…APOLLO NON POTEVA VIVERE SENZA DIONISO!

Seminario condotto da
G. PAOLO QUATTRINI
psicologo, psicoterapeuta della gestalt
direttore scientifico dell’Istituto Gestalt Firenze
GIANNI CAPITANI
artista, counsellor, direttore Istituto Phenix, Puebla (MX)

Valevole come crediti formativi AICo (10 ore)
Per info e prenotazioni:
valentina.barlacchi@gmail.com — 3492394661

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ATTRAVERSO IL BURN-OUT

CON PAOLO QUATTRINI

Presentazione del Master annuale di formazione in Gestalt

La Gestalt e gli strumenti d’appoggio alla relazione d’aiuto

Per info e prenotazioni: valentina.barlacchi@gmail.com

Incontro gratuito previa prenotazione

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DAI SINTOMI ALLE SINTESI

CON PAOLO QUATTRINI

Presentazione del Master annuale di formazione in Gestalt

ISTITUTO GESTALT FIRENZE
Lunedì 28 maggio (21.00)
 
DAI SINTOMI ALLE SINTESI
CREATIVITÀ ED ESPRESSIONE
COME STRUMENTI DI LETTURA DELLA REALTÀ
Guardando da fuori dell’orizzonte degli eventi, i problemi della persona si possono in genere ricondurre a quei fenomeni sgraditi e ripetitivi chiamati sintomi. Le opinioni su cos’è un sintomo sono abbastanza discordi. I sintomi sono stati considerati per molto tempo qualcosa che si ha: l’approccio sistemico ha invece ampiamente dimostrato che sono qualcosa che si fa. Se nel primo caso il sintomo appare una cosa irrelata e statica, nel secondo caso si vede come un vero e proprio comportamento disfunzionale, dove la persona è intrappolata, a causa di guadagni secondari non sempre immediatamente riconoscibili. (…)
Bisogna quindi che l’operatore, come Virgilio, sia in grado di sopportare il contatto con l’espandersi dell’emozione fino all’acme, in modo da contenere e quindi “iniziare” la persona aiutata al mistero del ciclo, dell’andare e venire, del salire e scendere dell’esperienza emozionale, proprio come nell’antica tradizione orfica venivano iniziate le persone al mistero dei cicli della natura.
 
LA SERATA E’ APERTA A TUTTI
La partecipazione alla serata è gratuita,
la prenotazione è obbligatoria
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 3492394661

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OPEN DAY – Master annuale di formazione in Gestalt

Presentazione del Corso per Psicologi e Medici

A Firenze il 29 Aprile ore 18.00

Con Paolo Quattrini

L’intenzione di questo corso annuale è fornire strumenti relazionali e personali, poggiati sul modello della Gestalt fenomenologico esistenziale, fondamentali per ogni operatore della relazione d’aiuto. I presupposti affinché medici e psicologi acquisiscano competenze relazionali volte al prendersi cura anziché alla cura tout court, si basano su uno specifico modo di vivere, percepire e vedere la propria relazione al mondo. Il corso offre a psicologi e medici una formazione focalizzata sull’esperienza concreta dello stare in relazione con l’altro, complementare ai modelli teoretici accademici, spesso poco sviluppati in questa prospettiva.
Perché questi presupposti si rivelino nel loro significato, il lavoro in gruppo si configurerà nella continua creazione di esperienze relazionali, guidate dall’osservazione fenomenologica, dallo scambio dialogico, e dal cambiamento della prospettiva attraverso un atto creativo.

Incontro gratuito previa prenotazione:

per info: valentina.barlacchi@gmail.com

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Le nostre storie, i miti familiari tra sopravvivenza ed esistenza

Costellazioni Familiari Fenomenologiche

Shobha Arturi
Firenze 26 maggio 2018

Il mito è qualcosa che soddisfa bisogni conflittuali e inconciliabili, è un’alzata d’ingegno, meravigliosa, stupenda, un’invenzione pazzesca: invenzione o scoperta non importa, è di fatto un modo per barcamenarsi in mezzo ai nodi dell’anima.
Paolo Quattrini, Le Colonne d’Ercole

La famiglia è una forma di aggregazione che funziona da millenni per garantire la sopravvivenza dei suoi membri e soprattutto dei piccoli umani che nascono e restano così a lungo inermi. Sopravvivenza, innanzitutto, e una certa sicurezza e comodità ci sono assicurate da una forza centripeta che tiene insieme la famiglia, a scapito spesso dell’originalità di ciascun individuo.
Paure, dolori, esperienze traumatiche possono tenere campo e inondare con i loro mandati impliciti le menti ed i cuori di circoli familiari per più generazioni. Questo può ridurre la vita a ruoli rituali, forse rassicuranti, spesso soffocanti e poveri di spinta vitale verso nuove frontiere. Con le Costellazioni Familiari Fenomenologiche è possibile riconoscere ciò che a lungo è restato implicito e cominciare ad apprezzarne il disegno come cosmogonie, come mitologie che ci compenetrano ma non ci obbligano a cieche ripetizioni.
La sfida e l’anelito verso cui tendiamo è vedere in tralice i miti familiari, senza rinunciare ad essi. Anzi, proprio nel vederli apparire davanti a noi, trovare lo spazio per inventare nuove infinite modulazioni del vivere. Scoprendo e inventando il nostro unico modo di esistere.
Shobha G.Arturi laureata in medicina e chirurgia, specializzata in Agopuntura e Psicoterapia della Gestalt. Formata in Costellazioni Familiari, Danza Terapia e come conduttrice di tecniche di meditazione. Docente presso l’Istituto Gestalt di Firenze, l’Istituto Gestalt Romagna e la Scuola di Counselling a Mediazione Artistica Azioni e Contaminazioni di Firenze.
I posti sono limitati, occorre prenotare. Tel 3402298544

 

Il corpo è un’opera d’arte – Dal cancro al burlesque

LUNEDì DI SENSIBILIZZAZIONE ISTITUTO GESTALT FIRENZE
 
Lunedì 7 maggio 2018 (21.00)
FONDO ARTI E GESTALT – FIRENZE
VIA DEL GUARLONE 69

IL MIO CORPO E’ UN’OPERA D’ARTE

DAL CANCRO AL BURLESQUE
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO WOMEN LIFE LOVE
con

FRANCESCA SANITÀ

 
La malattia è un’esperienza di conoscenza, che ci mette inevitabilmente di fronte alle nostre debolezze, ma che ci fa scoprire o riconfermare i nostri punti di forza. La malattia è un’esperienza di rinnovamento che ci aiuta a capire cosa vogliamo ancora e cosa non vogliamo più. La malattia è un’esperienza affettiva che ci fa incontrare nuove meravigliose persone e perderne altre. La malattia è un’esperienza di trasformazione, che ci impone di amare un corpo diverso. La malattia è una esperienza in cui si prova paura, gioia, rabbia, dolore, sorpresa. La malattia è un’esperienza in cui a volte ci sentiamo estremamente soli e a volte sentiamo la presenza affettuosa degli altri. La malattia è un’esperienza che ci offre tanti momenti di condivisione con altre persone, che la stanno vivendo come noi. La malattia è tutto questo e tanto altro ancora. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato è per tutte noi molto importante. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato lo dobbiamo trattare con grande rispetto. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato lo possiamo fare conoscere agli altri: far vedere e sentire che la malattia è una esperienza complessa, sfaccettata, dirompente, una cosa intima e una rivoluzione.
-Francesca Sanità-
 
L’idea del progetto Women Life Love è nata durante la malattia di Francesca. Nella primavera del 2012 scopre di avere un carcinoma al seno. Come molte altre donne inizia i percorsi di riabilitazione del Ce.Ri.On., indispensabili per lei nel periodo delle cure e dopo. Grazie alla malattia ribalta la sua vita: il suo lavoro consiste nel condurre laboratori di teatro sociale, lascia l’associazione fondata molti anni prima e insieme a persone a lei molto care dà vita ad Arbus, Associazione di Promozione Sociale. Pensa ad un progetto, a qualcosa che la proietti in un futuro: la volontà è quella di trasformare l’esperienza della malattia in altro, in qualcosa di vitale, emozionante, bello e di condividere questa trasformazione con altre donne, donne della stessa famiglia, sorelle e di portare al pubblico un’ idea diversa della malattia oncologica.
È nato così IL MIO CORPO E’ UN’OPERA D’ARTE ed è nata così La cooperativa delle soubrettes, un gruppo di donne che hanno fatto insieme questo percorso, che hanno voluto provare a trasformare la loro esperienza di malattia in altro.
Dal 2014 al 2017 ci siamo incontrate ogni settimana, inizialmente per conoscerci, poi per trovare un modo di rappresentare tutto quello che mettiamo in scena con IL MIO CORPO E’ UN’ OPERA D’ARTE, infine per provare, provare e riprovare, preparare le repliche e portare avanti il nostro spettacolo che è arrivato alla nona rappresentazione e che è stato visto da 2000 persone. Uno spettacolo che dopo il preziosissimo sostegno di Michele Di Grande e dei contributi di Ispo e Lilt si sta autofinanziando grazie alla partecipazione degli spettatrice vengono ad assistere allo spettacolo.
La malattia oncologica è stata al centro del nostro lavoro, la malattia nei suoi mille aspetti, con tutte le sue sfaccettature, la malattia con tutte le persone che ci ruotano intorno; abbiamo provato ad affrontare ciò che è emerso dai nostri vissuti, dalle nostre riflessioni e dai nostri racconti, abbiamo provato a metterlo fuori da noi a dargli una forma, a renderlo comunicabile, visibile, percepibile.
Ricordiamo che la partecipazione
alle serate di sensibilizzazione IGF è gratuita,
la prenotazione è obbligatoria.
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
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GESTALT E LETTERATURA / LE CITTA’ INVISIBILI

Lunedì 9 aprile 2018 (21.00)

GESTALT E LETTERATURA
LE CITTÀ INVISIBILI
di Italo Calvino (1972)
con
SHOBHA ARTURI
medico, psicoterapeuta della gestalt

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio

Romanzo dalla struttura atipica, che si fa leggere discontinuamente, tessuto sullo sfondo del Milione di Marco Polo e sui dialoghi che Calvino immagina fra il Kublai Khan e l’esploratore veneziano, di ritorno dalle missioni come ambasciatore nello sconfinato impero. Straniero che parla di stranieri a un imperatore per cui il suo stesso impero e per lo più sconosciuto. Viaggio di esplorazione verso un esterno che diventa subito conoscenza e memoria del mondo interno. Viaggio per immagini e metafore che portano a un altrove spazioso e generativo. Viaggio nel presente che interroga il passato e il futuro. Viaggio alla ricerca di senso nel conoscere e riconoscere le cadute umane e la pesantezza di un mondo solo basato sul potere e sulla conquista a fronte dell’inaudibile e ineffabile filigrana fatta di leggerezza, di poesia, di speranza, di mistero.

“Io non ho né desideri né paure – dichiarò il Khan -e i miei sogni sono composti o dalla mente o dal caso. -Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o le settatasette meraviglie, ma le risposte che dà a una tua domanda. -O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere, come Tebe per bocca della sfinge”
Ricordiamo che la partecipazione alle serate
di sensibilizzazione sono gratuite
La prenotazione è obbligatoria.
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 3492394661

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GRUPPO DI PSICOTERAPIA DELLA GESTALT ATTRAVERSO LA VOCE E IL TEATRO

A PARTIRE DA MARZO 2018 A FIRENZE
IL MERCOLEDÌ (18.00-20.00)

GRUPPO DI
PSICOTERAPIA DELLA GESTALT
ATTRAVERSO LA VOCE E IL TEATRO
condotto da
VALENTINA BARLACCHI
psicologa, psicoterapeuta della gestalt

PRIMO INCONTRO: MERCOLEDÌ 14 MARZO
AMORE, LIBERTÀ E IMMAGINAZIONE

Le polarità in Gestalt
tra caos e creazione del vivere quotidiano

Chi sei tu?

Tu chi sei?
Sei tu chi?
Chi, chi sei tu?

Partendo dall’ascolto del proprio corpo, le tematiche personali verranno lavorate nel gruppo, attraverso l’esplorazione della propria voce e la teatralizzazione di scene del mondo interno. Il gruppo offre un’occasione di lavoro personale in relazione agli altri, con cui poter sperimentare parti nuove di sé, meno abituali.

Prenotazione obbligatoria.
Per informazioni:
valentina.barlacchi@gmail.com — 349 2394661

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GESTALT E LETTERATURA – Il treno

Lunedì 26 marzo 2018 (21.00)

SECONDO INCONTRO DEL CICLO
GESTALT E LETTERATURA
IL TRENO
di Georges Simenon (1961)
con
VALENTINA BARLACCHI

Quando tutto ormai vacilla ed è minacciato, dove più niente va da sé, né vale alcun diritto, dove si è espropriati di tutto, si tratta di capovolgere l’Esodo, il “cammino del fuori”, nel suo contrario: ribaltare l’Esilio e sfidarlo.
È questo il potere dell'”intimità”…

Sull’Intimità – François Jullien

10 maggio 1940. La storia è fatalmente semplice.
Un uomo, sua moglie, la figlia prendono il treno, valigia in mano. Come tutti, ammassati o intruppati. Lasciano la loro cittadina del nord della Francia.
Alla stazione, l’esodo è massiccio. Da una parte sono raggruppati gli uomini, dall’altra le donne e i bambini. Per un errore di manovra, nel caos degli ordini e dei contrordini, il treno è diviso in due. L’uomo si ritrova solo in un vagone strapieno.
Lì c’è una donna, anche lei sola, senza bagaglio – non si sa dove né come sia salita su quel vagone.

Ricordiamo che la partecipazione alle serate
del ciclo GESTALT E LETTERATURA
sono gratuite
La prenotazione è obbligatoria.
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