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Dai sintomi alle sintesi: il lavoro gestaltico dal piano psichico al piano fisico

23 SETTEMBRE

Paolo Quattrini -Psicoterapeuta, Direttore scientifico IGF

Dalle ore 20 alle 22

Problema centrale della psicoterapia è sempre la connessione fra il piano psichico e quello fisico dell’organismo, e scuole diverse hanno punti di vista differenti a questo proposito. Freud propose l’idea della conversione isterica, intendendo con questo una relazione a mediazione simbolica fra avvenimenti psichici e correlazioni corporee: in questa ottica si può pensare che l’ulcera possa derivare da un bisogno di cure materne simbolizzate nel cibo e scaricate sul piano fisico in una sofferenza dell’apparato digerente. Reich considerava invece la contrazione fisica come una “corazza”, una difesa muscolare dagli avvenimenti esterni: contrendosi il corpo ammortizza gli urti della vita, ma evidentemente lo stato di contrazione rende difficile la vita quotidiana, che ha forma di flusso e che si ferma sugli ostacoli.

L’interruzione di questo fluire comporta una perdita di trasmissione del sostegno fra un evento interno e l’altro, e sposta la vita psichica dal sentire al pensare.

Il punto di intersezione tra il piano psichico e fisico è l’emozione, una realtà che è di ordine psichico in quanto “legge” il mondo intorno e informa l’organismo su quello che serve alla sopravvivenza, ed è anche di ordine fisico perché spinge il corpo all’azione in modo difficilmente contenibile

L’approccio gestaltico si fonda sulla differenza fra blocco e flusso: utilizza un lavoro “nel corpo”, l’ascolto sensoriale degli eventi intrapsichici su cui intervenire con il libero arbitrio, che sposta le correnti interne verso mete scelte consapevolmente.

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