Navigate / search

GESTALT E LETTERATURA – Il treno

Lunedì 26 marzo 2018 (21.00)

SECONDO INCONTRO DEL CICLO
GESTALT E LETTERATURA
IL TRENO
di Georges Simenon (1961)
con
VALENTINA BARLACCHI

Quando tutto ormai vacilla ed è minacciato, dove più niente va da sé, né vale alcun diritto, dove si è espropriati di tutto, si tratta di capovolgere l’Esodo, il “cammino del fuori”, nel suo contrario: ribaltare l’Esilio e sfidarlo.
È questo il potere dell'”intimità”…

Sull’Intimità – François Jullien

10 maggio 1940. La storia è fatalmente semplice.
Un uomo, sua moglie, la figlia prendono il treno, valigia in mano. Come tutti, ammassati o intruppati. Lasciano la loro cittadina del nord della Francia.
Alla stazione, l’esodo è massiccio. Da una parte sono raggruppati gli uomini, dall’altra le donne e i bambini. Per un errore di manovra, nel caos degli ordini e dei contrordini, il treno è diviso in due. L’uomo si ritrova solo in un vagone strapieno.
Lì c’è una donna, anche lei sola, senza bagaglio – non si sa dove né come sia salita su quel vagone.

Ricordiamo che la partecipazione alle serate
del ciclo GESTALT E LETTERATURA
sono gratuite
La prenotazione è obbligatoria.
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 3492394661

Prenotati!

 

Validazione

GESTALT E LETTERATURA – Le memorie di Adriano

Lunedì 12 marzo 2018 (21.00)

PRIMO INCONTRO DEL CICLO
GESTALT E LETTERATURA
Vi invitiamo alla prima serata del ciclo di incontri dedicati a LETTERATURA E GESTALT
Saranno serate di presentazione di testi di letteratura, commentati alla luce del modello della Gestalt.
I romanzi offrono uno sguardo sull’esistenza, portano l’attenzione su luci e ombre del vivere, su temi che riguardano l’umanità in cammino, che cerca, indaga, sente e riflette sulla propria esperienza di vita nel mondo.

LE MEMORIE DI ADRIANO

di Marguerite Yourcenar (1951)
con
PAOLO QUATTRINI
psicologo, psicoterapeuta della gestalt

Animula vagula blandula
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula rigida nodula
Nec ut soles, dabis iocos.
Piccola anima smarrita e soave,/compagna e ospite del corpo,/ora t’appresti a scendere in luoghi/incolori, ardui e spogli,/ove on avrai più gli svaghi consueti

Animula vagula blandula è il primo verso di una poesia scritta dallo stesso Adriano che Yourcenar riporta in prosa alla fine del quinto capitolo.

«Il vero luogo natio
è quello dove per la prima volta
si è posato uno sguardo consapevole su se stessi:
la mia prima patria sono stati i libri»
Eclettico, versatile e multiforme è il giovane Adriano: uomo assetato di conoscenza e allo stesso tempo dotato di virtù pratiche; animo raffinato e sensibile ma capace di atti crudeli, spirito inquieto, attratto dal mistero. In questo capitolo Adriano rivela al lettore i suoi gusti letterari e filosofici. Definisce la conoscenza della poesia inebriante quanto quella dell’amore; ringrazia anche il suo precettore per averlo costretto a studiare il greco: ha amato quella lingua e ritiene che «quasi tutto quel che gli uomini han detto di meglio è stato detto in greco. […] L’impero, l’ho governato in latino; in latino sarà inciso il mio epitaffio, sulle mura del mio mausoleo in riva al Tevere; ma in greco ho pensato, in greco ho vissuto». È durante la giovinezza che Adriano mette a fuoco la propria idea di libertà: una sorta di tecnica in grado di rendere l’uomo libero e dunque potente. Dapprima egli ricercò una libertà fatta di vacanze e di tempo libero; poi mirò a una libertà in cui fossero possibili due condizioni allo stesso tempo, un modus vivendi per il quale adempiere perfettamente al compito più gravoso senza impegnarsi interamente in esso; in seguito tentò una libertà a ritmo alterno e con essa la possibilità di interrompere un compito e poi riprenderlo senza sentirsi schiavo di esso; infine, raggiunse la libertà più importante di tutte, quella di assentire: accettare l’imprevisto, il disagio, la sciagura cercando di trarne giovamento e volgendolo al positivo. «E in questo modo» afferma Adriano «con un misto di riserva e di audacia, di sottomissione e di rivolta ben concertate, di esigenze estreme e di concessioni prudenti, ho finito per accettare me stesso».

Ricordiamo che la partecipazione alle serate
del ciclo GESTALT E LETTERATURA
sono gratuite
La prenotazione è obbligatoria.
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 3492394661

Prenotati!

 

Validazione

IL MIO CORPO E’ UN’ OPERA D’ ARTE

PROGETTO WOMEN LIFE LOVE
Dal cancro al burlesque

Firenze 5 Marzo ore 21.00

La malattia è un’ esperienza di conoscenza, che ci mette inevitabilmente di fronte alle nostre debolezze, ma che ci fa scoprire o riconfermare i nostri punti di forza. La malattia è un’esperienza di rinnovamento che ci aiuta a capire cosa vogliamo ancora e cosa non vogliamo più. La malattia è un’esperienza affettiva che ci fa incontrare nuove meravigliose persone e perderne altre. La malattia è un’esperienza di trasformazione, che ci impone di amare un corpo diverso. La malattia è una esperienza in cui si prova paura, gioia, rabbia, dolore, sorpresa. La malattia è un’esperienza in cui a volte ci sentiamo estremamente soli e a volte sentiamo la presenza affettuosa degli altri. La malattia è un’esperienza che ci offre tanti momenti di condivisione con altre persone, che la stanno vivendo come noi. La malattia è tutto questo e tanto altro ancora. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato è per tutte noi molto importante. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato lo dobbiamo trattare con grande rispetto. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato lo possiamo fare conoscere agli altri: far vedere e sentire che la malattia è una esperienza complessa, sfaccettata, dirompente, una cosa intima e una rivoluzione. (Francesca Sanità)

L’idea del progetto Women Life Love è nata durante la malattia di Francesca. Nella primavera del 2012 scopre di avere un carcinoma al seno. Come molte altre donne inizia i percorsi di riabilitazione del Ce.Ri.On., indispensabili per lei nel periodo delle cure e dopo. Grazie alla malattia ribalta la sua vita: il suo lavoro consiste nel condurre laboratori di teatro sociale, lascia l’associazione fondata molti anni prima e insieme a persone a lei molto care dà vita ad Arbus, Associazione di Promozione Sociale. Pensa ad un progetto, a qualcosa che la proietti in un futuro: la volontà è quella di trasformare l’esperienza della malattia in altro, in qualcosa di vitale, emozionante, bello e di condividere questa trasformazione con altre donne, donne della stessa famiglia, sorelle e di portare al pubblico un’ idea diversa della malattia oncologica. Parla di questa sua forte necessità con l’amica Alessandra Gori psicologa, psicoterapeuta conduttrice dei gruppi di teatro-terapia e con le due responsabili del Ce.Ri.On. Maria Grazia Muraca medico chirurgo e Giovanna Franchi psiconcologa, professionisti di riferimento di Francesca. Nasce così “Women life love. La malattia oncologica come esperienza di vita” laboratorio e spettacolo teatrale con pazienti oncologiche. Il desiderio di realizzarlo è febbrile ma si scontra con la realtà, fino a quando Maria Grazia e Giovanna non mettono in contatto Francesca con Michele Di Grande. Michele, neurologo la cui esistenza è dedicata al ricordo della cara moglie Carla, si entusiasma e prende a cuore “Women life love”. Siamo pronte: Alessandra con l’aiuto delle volontarie di Donna come Prima contatta tutte le signore che hanno partecipato ai gruppi di teatro-terapia del Ce.Ri. On.. A Villa delle Rose dedichiamo un pomeriggio alla presentazione del progetto; facciamo degli incontri individuali con le pazienti che desiderano seguire questa avventura e nel maggio del 2015 partiamo! Francesca conduce il laboratorio, pensa allo spettacolo; iniziamo le prove, supportata da Alessandra, che ogni mese incontra le “attrici” per discutere e riflettere su ciò che viene messo in campo. Alessandra segue gli aspetti psicologici del progetto e somministra dei questionari che misurano qualitativamente uno degli obiettivi di “Women life love”: trasformare un’esperienza traumatica e subita, in occasione per sensibilizzare il pubblico al tema della malattia oncologica e alla prevenzione.
E’ nato così IL MIO CORPO E’ UN’OPERA D’ARTE ed è nata così La cooperativa delle soubrettes, un gruppo di donne che hanno fatto insieme questo percorso, che hanno voluto provare a trasformare la loro esperienza di malattia in altro. E’ stato ed è un percorso molto intenso, emozionante, in alcuni momenti difficile e spesso, spessissimo molto divertente. Abbiamo avuto la fortuna di ridere e piangere di tutto ciò che ci è successo e ci sta ancora succedendo. Con noi sono
state Alessandra Gori che ci ha “ricompattate” nei momenti più complicati e Roberta Lovino che ci ha fotografate. Per la realizzazione di questo spettacolo abbiamo avuto la fortuna di avere anche il preziosissimo contributo di Chiara Guarducci, Marco Ulivieri, Leonardo Granchi, Lorenzo Marini, Marco Falai, Viola Panik che hanno messo a nostra disposizione la loro professionalità con grande attenzione e amore.
Dal 2014 al 2017 ci siamo incontrate ogni settimana, inizialmente per conoscerci, poi per trovare un modo di rappresentare tutto quello che mettiamo in scena con IL MIO CORPO E’ UN’ OPERA D’ARTE, infine per provare, provare e riprovare, preparare le repliche e portare avanti il nostro spettacolo che è arrivato alla nona rappresentazione e che è stato visto da 2000 persone. Uno spettacolo che dopo il preziosissimo sostegno di Michele Di Grande e dei contributi di Ispo e Lilt si sta autofinanziando grazie alla partecipazione degli spettatrice vengono ad assistere allo spettacolo.
La malattia oncologica è stata al centro del nostro lavoro, la malattia nei suoi mille aspetti, con tutte le sue sfaccettature, la malattia con tutte le persone che ci ruotano intorno; abbiamo provato ad affrontare ciò che è emerso dai nostri vissuti, dalle nostre riflessioni e dai nostri racconti, abbiamo provato a metterlo fuori da noi a dargli una forma, a renderlo comunicabile, visibile, percepibile.

Prenotati!

 

Validazione

IL CONTATTO NELLA GESTALT

OPEN DAY ISTITUTO GESTALT FIRENZE

CON PAOLO QUATTRINI

Direttore dell’Istituto
Le iscrizioni alla scuola di specializzazione quadriennale in Psicoterapia della Gestalt per medici e psicologi sono ancora aperte
Evento gratuito, prenotazione obbligatoria
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 3492394661
 
Sede IGF – Fondo Arti e Gestalt
via del Guarlone, 69 – FIRENZE

Prenotati!

 

Validazione

ESPERIENZE DI CONTATTO E GIOCO

Lunedì 27 novembre 2017 (21.00)

con SILVIA GIANI

psicologa, psicoterapeuta della gestalt

Una serata per sperimentare la leggerezza di stare insieme in un contatto ludico con se stessi e gli altri. Sarà un incontro fondamentalmente esperienziale e anche un po’ all’insegna del non senso, per poi ritrovarlo avendolo perso.
Si consigliano vestiti comodi e idee stravaganti.

La partecipazione alle serate di sensibilizzazione e agli Open Days IGF e Scuola di Arti e Gestalt è gratuita, la prenotazione è obbligatoria.
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 349.2394661
Le serate si svolgeranno alla
Sede IGF – Fondo Arti e Gestalt
via del Guarlone, 69 – FIRENZE

TAIJI QUAN e QI GONG

Lunedì 13 novembre 2017 (21.00)

con SILVIA DAL CONTE

Imparare a ritrovare le proprie radici e l’intenzione dove c’è consapevolezza invece di controllo, per imparare a riconoscere ciò che pensiamo, sentiamo e proviamo e metterli in un gesto che trova la sua armonia.
“Guidare il Qi (energia), permettergli di entrare profondamente (con l’inspirazione) e di
raccogliersi (in bocca). Come si raccoglie, si espande; una volta espanso, sprofonderà giù. Quando sprofonda giù, si riposa e si stabilizza. Quando il Qi è stabile, comincia a germogliare e a crescere. Come cresce si puo’ spingere in alto e così raggiungere la corona della testa”.
Il TAIJI QUAN e il QI GONG coltivano questa energia, la
accumulano e la utilizzano per migliorare lo stato di benessere fisico e mentale. La colonna vertebrale diventa il perno del movimento a spirale che porta fluidità e continuità ai movimenti e al fluire dell’energia interna, simile al “movimento di un filo di seta che viene srotolato da un bozzolo”. L’intenzione è ciò che tiene lontano il rischio di cadere nella meccanicità e nel controllo del movimento e nel semplice sforzo muscolare.

La partecipazione alle serate di sensibilizzazione e agli Open Days IGF e Scuola di Arti e Gestalt è gratuita, la prenotazione è obbligatoria.
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 349.2394661
Le serate si svolgeranno alla
Sede IGF – Fondo Arti e Gestalt
via del Guarlone, 69 – FIRENZE

Prenotati!

 

Validazione

NELLA COSCIENZA DELLA RELAZIONE IL GIUDIZIO, LA CRITICA, L’OFFESA, LA PRETESA

Lunedì 6 novembre 2017 (21.00)

LIMITI O “VEICOLI DI TRASPORTO”?

con ORNELLA LUCILLA MARINI

counsellor, operatrice nel settore delle dinamiche di coppia,
regista, attrice

Nella morale comune giudizi, critiche, offese, pretese sono altamente condannabili soprattutto se manifestati ed usati nelle relazione affettive.
ma… a parte quelle rivolte verso pubblici ufficiali , non c’è una legge che vieta di offendersi giudicarsi criticarsi pretendere fra cittadini comuni.

In questo senso, ogni essere umano è libero di farlo o non farlo.

La partecipazione alle serate di sensibilizzazione e agli Open Days IGF e Scuola di Arti e Gestalt è gratuita, la prenotazione è obbligatoria.
Per prenotarsi è sufficiente inviare una mail o un sms:
valentina.barlacchi@gmail.com — 349.2394661
Le serate si svolgeranno alla
Sede IGF – Fondo Arti e Gestalt
via del Guarlone, 69 – FIRENZE

Prenotati!

 

Validazione

ESISTENZE FERTILI

Incontri quindicinali rivolti a donne sul tema dell’In-fertilità

Martedì 10 Ottobre 2017 ore 21.00

In-fertilità, verso la fertilità, verso una
nuova forza generatrice del proprio
percorso esistenziale.
Come una storia da scrivere e ri-scrivere
in quanto persone uniche, speciali ed irripetibili.
Da celebrare.
In-fertilità come un movimento che trasforma
una quotidianità vuota in un vuoto che si fertilizza
di possibilità, nella responsabilità
della propria esistenza.

“La creatività è la mia celebrazione della vita.” J. Zinker

INFO&Prenotazioni:
fabiospecchiulli@gmail.com – 328 9224123
tinti.barbara@gmail.com – 349 6715219

PRESSO:
Fondo Arti e Gestalt,
via del Guarlone, 69 (FI)

GESTALT, DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO E BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Lunedì 30 ottobre 2017 (21.00)

GESTALT, DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO
E BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI
GIOCO E LINGUAGGI ALTRI NELLA COSTRUZIONE DELLA RELAZIONE CON BAMBINI CON SPECIAL NEEDS

con
SERENA DRAGHI LORENZ

psicologa, arte e movimento terapeuta, esperta in DSAp

Cosa sono i Disturbi dell’Apprendimento Specifici (DSAp), quali sono i criteri per la Diagnosi nella pratica clinica e cosa si intende per Bisogni Educativi Speciali (BES)?
Dopo la Legge 104 (1992) per l’integrazione dei bambini con disabilità e la legge 170 (2010) per la tutela dei bambini con Disturbo dell’Apprendimento Specifico un altro passo avanti è stato compiuto con le ultime Circolari “a riguardo degli alunni con Bisogni Educativi Speciali e l’organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”. Le nuove normative stanno cambiando (se pur con fatica) le istituzioni formative e la loro rete di relazioni esterna verso una scuola più sensibile alle diversità di ogni alunno, più capace di valorizzare i diversi stili di apprendimento, le intelligenze multiple, i linguaggi altri, le metodologie laboratoriali e cooperative.
Saranno proposti alcuni casi clinici per discuterne le implicazioni teoriche e le possibili strategie di intervento (come psicologi, terapeuti, insegnanti e genitori). In molti casi la richiesta di valutazione nasconde molteplici domande di aiuto (da parte dei diversi contesti) che non devono essere trascurate e che per essere comprese necessitano di uno sguardo prospettico e olistico e un “mettersi in gioco” in prima persona rimanendo in contatto con la propria storia e i propri vissuti emotivi (difficoltà, debolezze e fragilità).
La condivisione e l’ascolto delle esperienze personali dei partecipanti farà da sfondo perché emerga una visione/figura multidimensionale nella quale “il tutto sia più della somma dei singoli elementi” e le difficoltà siano ribaltabili in risorse e capabilities.

Prenotati!

 

Validazione

DAL MAL-TRATTAMENTO AL BEN-ESSERE

Lunedì 23 ottobre 2017 (ore 21.00)

DAL MAL-TRATTAMENTO
AL BEN-ESSERE
UNA TRACCIA DI UN ITINERARIO
DI CONSAPEVOLEZZA

con
GIUSEPPE TOMAI

psicologo, psicoterapeuta

Pochi sono ancora gli spazi (scolastici, educativi e socio-culturali) dove si impara a riconoscere i molteplici aspetti in cui si presenta il mal-trattamento (dalle forme più evidenti a quelle più sottili e invisibili) e dove si avvia pratiche improntate al ben-essere degli individui, partendo dagli aspetti psico-sociali, relazionali e spirituali.

Prenotati!

 

Validazione