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III CONVEGNO DI ARTI E GESTALT – Le Arti della Gioia

Le arti della gioia.
La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

Programma convegno 1-2 dicembre

Antico Spedale del Bigallo – Bagno a Ripoli – Firenze

 

Sabato 1 dicembre

9.00-10.00 Registrazione
10.00-11.00 Apertura del Convengo
11.00-11.30 Pausa caffè
11.30-13.00 4 workshops in contemporanea
Shobha Arturi: “L’imprevisto”
G. Paolo Quattrini: “Amore e appartenenza”
Valentina Barlacchi: “Il Teatro delle voci: dalla desolazione alla bellezza nascosta”
Francesca Sanità: “Women Life Love: la malattia come esperienza di vita. Un progetto teatrale”
13.00-14.30 Pranzo
14.30-16.00 4 workshops in contemporanea
Tiziana Longo: “Everything and nothing” – Workshop di danza Butoh
Patrizia Menichelli: “Luoghi perduti ed esperienze: ciò che resta”
Anna R. Ravenna: “Famiglia”: passato, presente e futuro. Perdita di valori o nuove opportunità?
Pierluca Santoro: “Inquadrature esistenziali – Narrazioni fototerapeutiche”
16.00-16.30 Pausa caffè
16.30-18.00 Process Groups
18.00-19.00 Plenaria
Chairman: Chiara Bartoletti
19.30-21.00 Aperitivo-cena buffet
21.00 Spettacolo con musica dal vivo con Alessandra Bedino – attrice, Gianluigi Tosto – attore, Emanuele Le Pera – percussionista, Savino Pantone – violinista, Daniele Biagini, pianista, Valentina Barlacchi – voce

Domenica 2 dicembre

10.00-11.30 4 workshops in contemporanea
Gianluca Taddei: “Teatro sonoro dell’immaginario”
Alessandra Petrone: “Libertà e dittatura”
Claudia Bombardella: “Il mondo sommerso della voce”
Gianni Capitani: “Un’azione umana verso la bellezza”
11.30-12.00 Pausa caffè
12.00-13.30 Reading workshop con Chandra Livia Candiani “Le parole che mettono al mondo”
13.30-14.30 Pranzo
14.30-15.30 Process groups
15.30-16.30 Plenaria finale

 

INTRODUZIONE

Se i luoghi di archeologia industriale evocano e mostrano l’abbandono di un tempo lontano e di un’umanità dissolta nei giorni, allo stesso tempo svelano anche una bellezza che solo si può riconoscere attraversando le lande solitarie della desolazione.
La desolazione non è squallore. È una forma che si dissolve, che si piega alla legge del tempo e della storia di vita e di morte, che include la fine e nuovi inizi. È ciò che resta di una performance condivisa da uomini che, entrata in scena, con il suo potere (Macht come lo chiama Hannah Arendt), ha messo in gioco la vita della sfera pubblica e ora se ne è uscita attraversando la sua nascita, la sua libertà di gioco tra le parti, come
un’azione scenica che si risolve e si consuma.
Dal dissolversi di forme emerge qualcosa che può apparire desolante, ma che apre il cammino a una riconciliazione interna di parti dimenticate, rinnegate, umiliate, come poco adeguate, poco di successo, poco promettenti verso la scalata di un potere compatto e unitario che non preveda conflitti e dubbi, incrinature né crepe, ma si riconosce in un’unica immagine.
L’archeologia industriale ci porta in luoghi fisici dove lo smalto è passato da tempo, dove le crepe hanno incrinato in maniera indelebile la “forma bella” e lo sguardo è invitato a trascendere, cercando un insieme, tra i pezzi rimanenti, incrinati, che apra la società dell’immagine alla molteplicità, a “illuminazioni profane”, come diceva Walter Benjamin, sul senso dell’esperienza. Dall’uno a molti, da una a molte bellezze.
Quando si frattura la forma, si perde anche il senso del reale e allora nelle fratture della comprensione, quando non si capisce più niente, tra le crepe desolanti può fiorire una conoscenza soggettiva che dà vita al nuovo.
La molteplicità di sguardi aiuta le persone a partecipare a varie forme di bellezza; è un’educazione alla bellezza come fine dell’uomo e come aspirazione alla trascendenza, che prescinde dalle singole forme per rendersi aperta e disponibile a cogliere una nuova relazione invisibile, perché non equivale alla somma delle sue parti ma le trascende tutte, in un insieme.
Questa apertura di sguardo, che si posa come la scelta di una messa a fuoco fotografica, rivela l’illusorietà della percezione in quanto reale oggettivo; apre alla soggettività, alla parzialità di un reale che altro non è che una storia raccontata dall’occhio di chi guarda.
Ogni punto di vista determina la storia narrata, ed è necessariamente politico, nel senso che costruisce un edificio di senso e di valore, con le sue conseguenze sul vivere comune.
Si può dire che sempre e in ogni più semplice atto del vivere, il nostro agire nelle relazioni sia un agire politico, che si appoggia su una certa visione del mondo e la segue, augurabilmente fintanto che il senso del valore la sorregga.
Il senso del valore implica apprezzarlo, riconoscerlo, essere consapevoli di quale sapore etico persegua la nostra intenzione; ma non sempre è così facile, come ci mostra Hannah Arendt in “La banalità del male” e prima ancora De La Boetie in “Discorso sulla servitù volontaria”.
L’arte e l’estetica sono un gesto politico, testimoniano, esprimono la storia, l’epoca di un sentire individuale e collettivo percepito. Possiamo pensare a Guernica di Picasso e il senso di trascendenza appare potente e inspiegabile.
L’arte educa al senso di bellezza che non può avere padroni per potersi esprimere, non può rispondere ad un unico capo, per poter cercare nelle pieghe dei paradossi della vita umana da cui si genera.
L’arte ha bisogno del conflitto, della contrapposizione di opposti, della pluralità; l’arte ha bisogno che l’uomo si riappropri del suo essere politico, capace di esperire la libertà come un rischio e per fare questo non possa fare a meno dell’esperienza dello stupore, di ciò che appare come fenomeno inaspettato, non prevedibile.

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
(…)
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta
Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne
Gli uomini vuoti – T. S. Eliot

I luoghi dell’archeologia industriale diventano scenario reale e metafora del mondo come teatro, in cui la scena, come diceva Jerzy Grotowski, prevede che ci sia almeno uno spettatore, perché il teatro è “ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore”. Quel mondo in comune è dato dalla relazione tra attore e spettatore, tra azione e l’effetto che suscita.

-Valentina F. Barlacchi-

 

Costi e Organizzazione:

– Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza di G. Paolo Quattrini e concerto dal vivo di “La Metralli”, lunedì 26 novembre (ore 19.00): 12€

– Aperitivo-cena e conferenza con Maura Gancitano (TLON), mercoledì 28 novembre (ore 19.30): 8€

– Workshop “Il giardino dei sentieri che si biforcano” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre (ore 10.00-19.00): 50€ (30€ per chi è iscritto anche al convegno)

– Aperitivo-cena e proiezione “Sguardi sulla Fortezza” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre: (ore 19.30) 15€

– Convegno sabato 1 e domenica 2 dicembre: 110€ (iscrizione entro il 10 novembre) – 140€ (iscrizione dopo il 10 novembre). Allievi/Ex-allievi IGF, Iscritti AICo, Ex-allievi Azioni e Contaminazioni: 110€

Il costo di partecipazione al convegno comprende i pranzi del sabato e della domenica e le pause caffè delle due giornate.

– Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale, sabato 1 dicembre (19.30): 15€

 

L’Ostello del Bigallo dispone di 48 posti letto con diverse possibilità di sistemazione: camere, camerate e alcove. Le tariffe includono lenzuola e prima colazione a buffet.

Le sistemazioni si esauriscono in fretta; a chi è interessato, si consiglia di contattare il prima possibile la struttura per fermare il posto letto.

 

– Alcova uso singolo €29 (1 notte) – €56 (2 notti) – €84 (3 notti)

– Posto letto Alcova/Dormitorio €24 (1n.) – €42 (2n.) – €63 (3n.)

– Camera doppia €66/notte  –  Camera tripla €78/notte

– Badessa (family room 3+2) €125/notte

– Letto aggiuntivo €12/notte

– Supplemento riscaldamento €5/persona/soggiorno (indipendentemente dal numero di notti)

– Set asciugamani per Alcova/Dormitorio €2

 

Per il pernottamento riferirsi direttamente al Bigallo:      ostello@anticospedalebigallo.it

http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/

www.facebook.com/bigallohostel

Come arrivare all’Antico Spedale del Bigallo: http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/dove-siamo/

 

L’antico spedale del Bigallo

Un antico edificio medievale chiamato l’Antico Spedale del Bigallo dove già dal XIII secolo pellegrini viandanti cercarono rifugio.

Oggi è stato restaurato e dotato dei comfort necessari per garantire, come allora, un rifugio, un’esperienza di viaggio unico, sempre mantenendo la sua caratteristica atmosfera medievale.

All’Ostello del Bigallo, con i suoi 48 posti letto suddivisi in affascinanti dormitori e camere, c’è l’opportunità di soggiornare sulle colline a sud di Firenze, immersi in un contesto naturale unico e strettamente connesso al territorio e alle sue peculiarità e tradizioni.

 

Con la partecipazione di:

 

Shobha Arturi– medico psicoterapeuta, pratiche meditative, danza e consapevolezza corporea (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Valentina Barlacchi – psicoterapeuta, ricercatrice di teatro e voce nella performance e nel lavoro terapeutico (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Claudia Bombardella– polistrumentista, cantante, compositrice

Chandra Livia Candiani– poetessa

Maura Gancitano– scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Tiziana Longo– danzatrice (Motimaru/Dance Company)

Patrizia Menichelli– designer, performer, regista, ricercatrice (Teatro de los Sentidos Barcelona)

Alessandra Petrone– psicoterapeuta (Istituto Miriam Polster)

Armando Punzo– drammaturgo, regista teatrale, direttore artistico della Compagnia della Fortezza Volterra

Paolo Quattrini– psicoterapeuta, direttore scientifico IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Anna Rita Ravenna– psicoterapeuta, direttrice didattica IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Francesca Sanità– conduttrice di gruppi, regista, mediatore familiare (Associazione ARBUS)

Pierluca Santoro – psicoterapeuta, foto-videoterapeuta (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Gianluca Taddei– counsellor, musicista, musicoterapeuta, didatta al Conservatorio dell’Aquila (ATMOS Arti Terapeutiche)

 

SCARICA LA SCHEDA ISCRIZIONE

 

Convegno organizzato da

Azioni e Contaminazioni

e Istituto Gestalt di Firenze

Per info sui costi e prenotazioni:

art-counselling.it

Segreteria:

info@art-counselling.it

FESTIVAL DI ARTI E GESTALT

PROGRAMMA FESTIVAL – 26 NOVEMBRE – 2 DICEMBRE 2018 

Le arti della gioia.

La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

 

INTRODUZIONE

Se i luoghi di archeologia industriale evocano e mostrano l’abbandono di un tempo lontano e di un’umanità dissolta nei giorni, allo stesso tempo svelano anche una bellezza che solo si può riconoscere attraversando le lande solitarie della desolazione.

La desolazione non è squallore. È una forma che si dissolve, che si piega alla legge del tempo e della storia di vita e di morte, che include la fine e nuovi inizi. È ciò che resta di una performance condivisa da uomini che, entrata in scena, con il suo potere (Machtcome lo chiama Hannah Arendt), ha messo in gioco la vita della sfera pubblica e ora se ne è uscita attraversando la sua nascita, la sua libertà di gioco tra le parti, come

un’azione scenica che si risolve e si consuma.

Dal dissolversi di forme emerge qualcosa che può apparire desolante, ma che apre il cammino a una riconciliazione interna di parti dimenticate, rinnegate, umiliate, come poco adeguate, poco di successo, poco promettenti verso la scalata di un potere compatto e unitario che non preveda conflitti e dubbi, incrinature né crepe, ma si riconosce in un’unica immagine.

L’archeologia industriale ci porta in luoghi fisici dove lo smalto è passato da tempo, dove le crepe hanno incrinato in maniera indelebile la “forma bella” e lo sguardo è invitato a trascendere, cercando un insieme, tra i pezzi rimanenti, incrinati, che apra la società dell’immagine alla molteplicità, a “illuminazioni profane”, come diceva Walter Benjamin, sul senso dell’esperienza. Dall’uno a molti, da una a molte bellezze.

Quando si frattura la forma, si perde anche il senso del reale e allora nelle fratture della comprensione, quando non si capisce più niente, tra le crepe desolanti può fiorire una conoscenza soggettiva che dà vita al nuovo.

La molteplicità di sguardi aiuta le persone a partecipare a varie forme di bellezza; è un’educazione alla bellezza come fine dell’uomo e come aspirazione alla trascendenza, che prescinde dalle singole forme per rendersi aperta e disponibile a cogliere una nuova relazione invisibile, perché non equivale alla somma delle sue parti ma le trascende tutte, in un insieme.

Questa apertura di sguardo, che si posa come la scelta di una messa a fuoco fotografica, rivela l’illusorietà della percezione in quanto reale oggettivo; apre alla soggettività, alla parzialità di un reale che altro non è che una storia raccontata dall’occhio di chi guarda.

Ogni punto di vista determina la storia narrata, ed è necessariamente politico, nel senso che costruisce un edificio di senso e di valore, con le sue conseguenze sul vivere comune.

Si può dire che sempre e in ogni più semplice atto del vivere, il nostro agire nelle relazioni sia un agire politico, che si appoggia su una certa visione del mondo e la segue, augurabilmente fintanto che il senso del valore la sorregga.

Il senso del valore implica apprezzarlo, riconoscerlo, essere consapevoli di quale sapore etico persegua la nostra intenzione; ma non sempre è così facile, come ci mostra Hannah Arendt in “La banalità del male” e prima ancora De La Boetie in “Discorso sulla servitù volontaria”.

L’arte e l’estetica sono un gesto politico, testimoniano, esprimono la storia, l’epoca di un sentire individuale e collettivo percepito. Possiamo pensare a Guernica di Picasso e il senso di trascendenza appare potente e inspiegabile.

L’arte educa al senso di bellezza che non può avere padroni per potersi esprimere, non può rispondere ad un unico capo, per poter cercare nelle pieghe dei paradossi della vita umana da cui si genera.

L’arte ha bisogno del conflitto, della contrapposizione di opposti, della pluralità; l’arte ha bisogno che l’uomo si riappropri del suo essere politico, capace di esperire la libertà come un rischio e per fare questo non possa fare a meno dell’esperienza dello stupore, di ciò che appare come fenomeno inaspettato, non prevedibile.

 

Siamo gli uomini vuoti

Siamo gli uomini impagliati

Che appoggiano l’un l’altro

La testa piena di paglia. Ahimè!

(…)

Occhi che in sogno non oso incontrare

Nel regno di sogno della morte

Questi occhi non appaiono:

Laggiù gli occhi sono

Luce di sole su una colonna infranta

Laggiù un albero ondeggia

E voci vi sono 

Nel cantare del vento

Più distanti e più solenni

Di una stella che si spegne

Gli uomini vuoti – T. S. Eliot

 

I luoghi dell’archeologia industriale diventano scenario reale e metafora del mondo come teatro, in cui la scena, come diceva Jerzy Grotowski, prevede che ci sia almeno uno spettatore, perché il teatro è “ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore”Quel mondo in comune è dato dalla relazione tra attore e spettatore, tra azione e l’effetto che suscita.

-Valentina F. Barlacchi-

 

PROGRAMMA

 

Lunedì 26 novembre/Fondo Arti e Gestalt/ ore 19.00

IL MAXINARCISISMO E GLI EGOSAURI

Paolo Quattrini–Istituto Gestalt Firenze- direttore scientifico IGF

Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza e concerto dal vivo dei “La Metralli”

 

Mercoledì 28 novembre /Fondo Arti e Gestalt/ ore 19.30

LA POLITICA DEI SENTIMENTI. PERCORSI PER LO SVILUPPO DI UN NUOVO VIVERE DEMOCRATICO

Maura Gancitano–TLON- scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Aperitivo-cena e conferenza.

 

Venerdì 30 novembre /Bigallo/ ore 10.00-19.00

IL GIARDINO DEI SENTIERI CHE SI BIFORCANO

Armando Punzo– Compagnia della Fortezza Volterra – direttore artistico, drammaturgo, regista teatrale

Workshop intensivo teorico-pratico ispirato al percorso di ricerca artistica sull’opera di J.L. Borges

 

Venerdì 30 novembre /Bigallo/ ore 19.30

SGUARDI SULLA FORTEZZA

Aperitivo-cena e conferenza. Il teatro di Armando Punzo raccontato in film e video attraverso gli sguardi di altri registi.

 

Sabato 1 e domenica 2 dicembre /Bigallo

LE ARTI DELLA GIOIA: La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

Convegno. Due giornate di workshop e confronti sui temi proposti nel Festival

 

Sabato 1 dicembre /Bigallo/ ore 19.30

A VOLTE RITORNO

Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale

Adattamento di A. Bedino dal romanzo di John Niven con Alessandra Bedino– attrice, Gianluigi Tosto– attore, Emanuele Le Pera– percussionista, Savino Pantone– violinista, Daniele Biagini, pianista, Valentina Barlacchi– voce

 

Con la partecipazione di:

Shobha Arturi– medico psicoterapeuta, pratiche meditative, danza e consapevolezza corporea (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Valentina Barlacchi – psicoterapeuta, ricercatrice di teatro e voce nella performance e nel lavoro terapeutico (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Claudia Bombardella– polistrumentista, cantante, compositrice

Chandra Livia Candiani– poeta

Maura Gancitano– scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Tiziana Longo– danzatrice (Motimaru/Dance Company)

Patrizia Menichelli– designer, performer, regista, ricercatrice (Teatro de los Sentidos Barcelona)

Alessandra Petrone– psicoterapeuta (Istituto Miriam Polster)

Armando Punzo– drammaturgo, regista teatrale, direttore artistico della Compagnia della Fortezza Volterra

G. Paolo Quattrini– psicoterapeuta, direttore scientifico IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Anna Rita Ravenna– psicoterapeuta, direttrice didattica IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Francesca Sanità– conduttrice di gruppi, regista, mediatore familiare (Associazione ARBUS)

Pierluca Santoro – psicoterapeuta, foto-videoterapeuta (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Gianluca Taddei– counsellor, musicista, musicoterapeuta, didatta al Conservatorio dell’Aquila (ATMOS Arti Terapeutiche)

 

Costi e Organizzazione:

– Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza di G. Paolo Quattrini e concerto dal vivo di “La Metralli”, lunedì 26 novembre (ore 19.00): 12€

– Aperitivo-cena e conferenza con Maura Gancitano (TLON), mercoledì 28 novembre (ore 19.30): 8€

– Workshop “Il giardino dei sentieri che si biforcano” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre (ore 10.00-19.00): 50€ (30€ per chi è iscritto anche al convegno)

– Aperitivo-cena e proiezione “Sguardi sulla Fortezza” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre: (ore 19.30) 15€

– Convegno sabato 1 e domenica 2 dicembre: 110€ (iscrizione entro il 10 novembre) – 140€ (iscrizione dopo il 10 novembre). Allievi/Ex-allievi IGF, Iscritti AICo, Ex-allievi Azioni e Contaminazioni: 110€

Il costo di partecipazione al convegno comprende i pranzi del sabato e della domenica e le pause caffè delle due giornate.

– Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale, sabato 1 dicembre (19.30): 15€

 

L’Ostello del Bigallo dispone di 48 posti letto con diverse possibilità di sistemazione: camere, camerate e alcove. Le tariffe includono lenzuola e prima colazione a buffet.

Le sistemazioni si esauriscono in fretta; a chi è interessato, si consiglia di contattare il prima possibile la struttura per fermare il posto letto.

– Alcova uso singolo €29 (1 notte) – €56 (2 notti) – €84 (3 notti)

– Posto letto Alcova/Dormitorio €24 (1n.) – €42 (2n.) – €63 (3n.)

– Camera doppia €66/notte – Camera tripla €78/notte

– Badessa (family room 3+2) €125/notte

– Letto aggiuntivo €12/notte

– Supplemento riscaldamento €5/persona/soggiorno (indipendentemente dal numero di notti)

– Set asciugamani per Alcova/Dormitorio €2

 

Per il pernottamento riferirsi direttamente al Bigallo: ostello@anticospedalebigallo.it

http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/

www.facebook.com/bigallohostel

Come arrivare all’Antico Spedale del Bigallo:http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/dove-siamo/

L’antico spedale del Bigallo

Un antico edificio medievale chiamato l’Antico Spedale del Bigallo dove già dal XIII secolo pellegrini viandanti cercarono rifugio.

Oggi è stato restaurato e dotato dei comfort necessari per garantire, come allora, un rifugio, un’esperienza di viaggio unico, sempre mantenendo la sua caratteristica atmosfera medievale.

All’Ostello del Bigallo, con i suoi 48 posti letto suddivisi in affascinanti dormitori e camere, c’è l’opportunità di soggiornare sulle colline a sud di Firenze, immersi in un contesto naturale unico e strettamente connesso al territorio e alle sue peculiarità e tradizioni.

Sedi eventi:

Fondo Arti e Gestalt – Via del Guarlone 67/A Firenze

Bigallo – Antico Spedale del Bigallo – Bagno a Ripoli – Firenze

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Per info sui costi e prenotazioni:
art-counselling.it
Segreteria:
info@art-counselling.it

Prenotati!

 

Validazione

L’ARTE DI RIDERE

con
MICHELE GALGANI
1-2-3 novembre

L’arte di ridere (già “In Riso Veritas”) è un percorso esperienziale dedicato alla parte più seria della vita: la possibilità di poterne ridere.

Introduzione

Il ridere è una “cartina tornasole” dello stato di salute psico-fisica di una persona. Quando il riso aumenta in quantità e qualità, la vita migliora, quando è assente per molto tempo la qualità della vita ne risente in modo evidente.
Ridere aiuta a guarire le ferite e a stare meglio in quello che si fa: nonostante ciò molte persone ridono poco, spesso prevalgono risolini, risate isteriche, sorrisi forzati, ma si presentano raramente quelle belle risate “di pancia”.
Ridere fa così bene, perché è l’atto finale di un percorso, anche molto breve, che ci ha visti in qualche modo protagonisti meravigliati e interessati al mondo, rinnovati nelle possibilità di viverlo. E poi ridere fa bene perché provoca iniezione di energia e di movimento in corpi o in relazioni fino a poco prima statici. Ridere avvicina alla parte più profonda e vera di sé stessi, migliora la qualità delle relazioni, avvicina le persone, le rende più disponibili verso gli altri e allontana o ad-dirittura sconfigge il dolore e la sofferenza. Infine, ridere stimola la creatività, ovvero la capacità di utilizzare ciò di cui si dispone per farci cose nuove, più belle e utili.
Se ridere ha tutti questi benefici, rinunciarvi non conviene. Può fare davvero molto male. Chi lo fa è costretto a farlo da qualcosa che lo distrae fortemente, che lo costringe ad avere altre priorità, o perché è stato educato a rinunciare a tutto ciò che può condurre al riso, come il gioco.
Un percorso di formazione può dunque essere di aiuto per recuperare questa parte della propria esistenza, allenarla, trovando il personale modo di giocare, guardare il mondo da diversi punti di vista e, mentre ci si lascia stupire, provare a notarne i lati più insoliti, imprevisti, intriganti.

Il seminario
Il principale obiettivo del seminario è quello di aiutare i partecipanti a scoprire e riscoprire il personale rapporto con la voglia e capacità di stupirsi, di giocare con le cose che si hanno a disposizione, e di lasciarsi pervadere da quell’energia così importante e vitale che si sprigiona ogni volta che un imprevisto non pericoloso e ricco di nuove conoscenze fa cambiare punto di vista.
Il partecipante verrà aiutato a coniugare gli aspetti della risata che più o riguardano con la propria vita quotidiana, affinchè la risata, ma in particolar modo il percorso che conduce ad essa, possa essere applicato, tradotto e reinventato in ogni circostanza lo si desideri o nella quale la si ritenga utile. Ridere fa bene alle relazioni, con sé stessi e con gli altri, pertanto non vi è ambito nel quale non o si possa fare o non vi sia addirittura una estrema necessità di coltivarlo.

Obiettivi
1. Dare voce alla parte ironica e umoristica che è in ogni partecipante, lasciarla esprimere, per scegliere se e come usarla.
2. Scoprire come il riso può migliorare la qualità del rapporto con il mondo, con la quotidianità e con noi stessi.
3. Imparare ad accogliere l’Altro, sofferente o no che sia, per quello che è, così com’è, nel momento in cui lo incontro
4. Accettare le parti di noi che non ci piacciono, che ci rendono impossibile ridere e far ridere, provare con esse una convivenza meno ostile e più fantasiosa
5. Concedersi un po’ di destrutturazione e assaporare gli spazi che si aprono in un contesto protetto.

Metodologia

Il corso propone molte esperienze pratiche alternate ad alcune riflessione teoriche. Il gruppo verrà accompagnato in una successione di giochi atti a sciogliere le tensioni, a testare da subito le qualità e le disponibilità, mirati ogni volta a dare la possibilità a ciascuno di esprimersi per quello che è attraverso lo specchio della risata.
I giochi saranno di tipo fisico, di movimento, di improvvisazione, di narrazione, attraverso l’uso della parola, dei gesti, del suono o del silenzio. Le persone saranno accompagnate nella ricerca dei propri confini, dei propri bisogni e delle qualità che, se lasciate fiorire, possono darvi una ri-sposta.
Il conduttore farà molto affidamento alla capacità generativa che il gruppo, in quanto organismo vivente, ha di suo, ma sarà garante, stimolo e contenitore dell’espressività e dell’emotività di cia-scun membro.

Orario indicativo:
venerdì: 14 – 20
sabato: 10 – 20
domenica: 10 – 16:00

Il luogo
Fondo Arti e Gestalt
Via del Guarlone 67/a – Firenze
Azioni e Contaminazioni www.art-counselling.it

Partecipanti
Il corso è aperto a qualsiasi essere umano che abbia ancora un pizzico di curiosità per sé e per la vita.
Non c’è limite d’età, anche se è preferibile la partecipazione di persone maggiorenni.
Il percorso è particolarmente indicato per coloro che affrontano periodo particolarmente difficili o stressanti sia dal punto di vista personale che lavorativo.

Docente del corso
Michele Galgani, psicologo, psicoterapeuta e psicòmico.
Nato a Lucca nel 1975
Dal 2006 svolge l’attività privata di psicoterapeuta per individui, coppie, famiglie e gruppi.
Dal 2006 conduce in tutta Italia percorsi di formazione e/o crescita personale dedicati al ridere.
Dal 2008 è psicologo palliativista presso l’Hospice Aurelio Marena di Bitonto (BA).
Autore di due volumi: Ridendo si impara e Sto con Te. Accompagnare sé stessi verso la fine della vita per le edizioni L’Età dell’Acquario di Torino.
Ha approfondito la tematica del clown teatrale e sociale con diversi maestri: Jango Edwards, Avner The Eccentric, Miloud Oukili, Virginia Imaz, Alessio Targioni, Paolo Nani.
Ha il 47 di scarpe.

Per info e prenotazioni:
info@art-counselling.it
Valentina Barlacchi 349.2394661
www.art-counselling.it

“COPPIE E FAMIGLIE IERI OGGI E DOMANI”

L’amore come veicolo verso la pace

Laboratorio con la dott.ssa Anna Ravenna

CONTENUTI E PROGRAMMA:
Unioni civili, coppie di fatto, famiglie tradizionali, famiglie monoparentali, famiglie multinucleari, matrimoni gay, procreazione assistita, ci siamo adottati.
Crisi di valori o opportunità?
Quale è la tua situazione d’origine? Quale quella attuale? E se dovessi lavorare con coppie/famiglie diverse dalle tue, quali difficoltà immagini che incontreresti?

DOCENTE: Anna Ravenna. Psicoterapeuta, Psicologa, Didatta Supervisore iscritta al n.3083 dell’Albo degli Psicologi/elenco degli Psicoterapeuti della Regione Lazio – Roma Italia. FORMATORE AICo.
Fondatrice della FeIG (Federazione Italiana Gestalt ad orientamente fenomenologico esistenziale), Past-President della FISIG (Federazione Italiana Scuole ed Istituti Gestalt), membro della Commissione per l’etica e la deontologia professionale della FIAP/CNSP (Federazione Italiana Associazione Psicoterapeuti/ Coordinamento Nazionale Scuole di Psicoterapia ), già membro del Comitato direttivo della FORGE (Fédération Internationale des Organismes de Formation à la Gestalt), membro dell’EAGT (European Association for Gestalt Therapy), fondatrice e supervisore del SAIFIP (Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica) Az. Osp. S. Camillo, Roma.
Attività professionale nell’ambito della psicoterapia, della supervisione e della didattica secondo il modello della Gestalt Therapy, attività clinica in setting individuale, di coppia ed in gruppo, con particolare interesse per l’approccio psicofisiologico e gestaltico per le problematiche sociali di emarginazione.

SEDE DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA:  A Firenze in Via del Guarlone 69.

DATE E ORARI: A novembre Sabato 24 dalle 11,30 alle 20 e Domenica 25 dalle 10 alle 19.

COSTO: €130.
Si informa che vista la rilevanza dell’incontro le iscrizioni si effettueranno fino alla fine esaurimento del n. previsto. Per informazioni e per le iscrizioni contattare tramite n. 339 12 56 173 o alla mail anamariacostantini@tiscali.it.

La partecipazione è con prenotazione obbligatoria.
Il pranzo è autogestito.

Si certificheranno 16 ore di formazione e di formazione permanente accreditata da AICo.
L’attività formativa proposta è parte del Corso di Formazione di Counselling per lo Sviluppo e il Potenziamento dell’Essere accreditato da AICo ((Associazione Italiana di Counselling).
www.ateliergestaltcounselling.it

Il mestiere di amare – Costellazioni Familiari Fenomenologiche

Shobha Arturi

Firenze 6 ottobre 2018

 

“L’amore è diverso

da quello che credevo,

più vicino a un’ape operaia

a un tessitore

che a un acrobata ubriaco,

più simile a un mestiere

che a un sentire.”

Chandra Livia Candiani,

Fatti vivo, Einaudi

 

Stare insieme, tessere relazioni, è indispensabile a un vivere che abbia sapore, che non sia solo desolata landa di cose e sopravvivenza. E tutti sappiamo per esperienza come sia mestiere quotidiano e difficile.

Il lavoro con le Costellazioni familiari fenomenologiche ci aiuta a riconoscere le abitudini nel relazionarci che ci tengono legati e appartenenti al passato, con risentimento e pretesa o per fedeltà. Legami che si tramandano con i loro mandati e limiti per generazioni e che ci tengono avvinti quanto più li detestiamo o li disconosciamo. Scioglierli comincia da un comprendere, che non è intellettuale, ma esistenziale: un prendere insieme, un abbracciare e prendere in sé.

E’ un lavoro intenso e delicato, personale e individuale, che ci mette in un contatto sincero e onesto con noi stessi e con l’umanità che cerca in noi come negli altri qualcosa di meglio nella vita e nello stare insieme.

Shobha G.Arturi laureata in medicina e chirurgia, specializzata in Agopuntura e Psicoterapia della Gestalt. Formata in Costellazioni Familiari, Danza Terapia e come conduttrice di tecniche di meditazione. Docente presso l’Istituto Gestalt di Firenze, l’Istituto Gestalt Romagna e la Scuola di Counselling a Mediazione Artistica Azioni e Contaminazioni di Firenze.

I posti sono limitati, occorre prenotare. Tel 3402298544

 

V Congresso FEIG – INDIFFERENZA CREATIVA: INTENZIONE E VUOTO FERTILE

Sabato 22 e Domenica 23 Settembre 2018 – BIGALLO FIRENZE

Si svolgerà a Firenze, sulle colline intorno alla città,
dove saremo ospitati dall’Antico Spedale del Bigallo,
un antico edificio medioevale, dove già dal XII secolo i pellegrini viandanti sostavano.

Il convegno sarà un’occasione di sperimentazione, riflessione, esplorazione di temi tra la filosofia e la terapia della Gestalt, incontrando direttori di istituti di Psicoterapia e Counselling di Gestalt ad orientamento fenomenologico esistenziale.
L’evento è rivolto a tutti coloro che, per professione o per ricerca personale, siano interessati a esplorare la Fenomenologia e l’Esistenzialismo come prospettive di una migliore qualità dell’esistere nel mondo personale e professionale.
Le due giornate offriranno la possibilità di partecipare a workshop esperienziali e di confrontarsi tra partecipanti e conduttori, sulle scoperte, apprendimenti e sulle intenzioni alla base delle proposte.

Dice Nagarjuna …quelli che pensano che il mondo non è reale son come le vacche, e quelli che pensano che non lo è sono anche peggio!
…questo non spiega niente ma apre una porta: si sente che non è una scemenza, è una porta sull’ineffabile, che non può essere detto, ma può essere evocato.
Paolo Quattrini

La fede, in senso laico, forse è il coraggio di posare uno sguardo limpido sulla tragedia che la vita può diventare, se non si cerca niente tra le pieghe della normalità apparente.
L’asse dell’approccio fenomenologico-esistenziale si sostanzia nel perseguire il valore invece della coazione a ripetere: uscire dal destino, da quello che ci è toccato per carattere e per storia, per potersi muovere in un mondo più libero, pur dentro le limitazioni della condizione umana.
Una storia ha una prospettiva se si scopre che “non aveva importanza”, ma che allo stesso tempo “ne è valsa la pena”; è affascinante quando trascende se stessa, quando vanifica ciò che è successo e i protagonisti, nell’averla vissuta, scoprono qualcosa che trascende le sue premesse: nel caso di Ulisse l’aver conosciuto molte genti e le loro città.
Una particolarità nella pratica psicoterapeutica è che l’aiuto psicologico risulta particolarmente funzionale quando si accetta che ciò che dicono i pazienti è importantissimo e contemporaneamente senza nessuna importanza.

Finché si è vivi il cielo rimane ineffabile. Le persone si accompagnano al regno dei cieli (che non è sensorialmente desiderabile) in un processo che deve essere condiviso. Non si può spiegare e spiegarsi: se si intuisce di più dell’altro, quando lo si accompagna verso l’ineffabile si fa senza spiegazioni, con una mappa che non è all’insegna della logica aristotelica, ma piuttosto del paradosso.

Allora si potrebbe dire che il grande salto nel buio, quando si lavora con la terapia, stia proprio nell’aver fiducia o fede che noi e gli altri possiamo attingere, oltre al conosciuto del proprio recinto, ad un mondo interno capace di condurci verso un ignoto interessante, se abbiamo il coraggio di fare il tuffo.
Come ricercatori di questo spazio invisibile, ci vuole fede nell’esistenza di qualcosa che non si vede, che a volte si intuisce, per un entusiasmo che fa vibrare, ma spesso scompare senza lasciare traccia, solo aloni in controluce.

Come disse a suo tempo il povero Cristo a Maria Maddalena, non è la porta che importa, ma ciò che sta oltre la porta

Gli psicoterapeuti accompagnano le persone in posti che non conoscono, ma contemporaneamente è anche vero che li conoscono: come dice il Cristo gnostico, la verità è dentro di te, ascoltala, è una scintilla divina che deve essere liberata. Sono cose che inconsciamente ognuno sa, e anche sa come le sa, da dove gli vengono. Sono le parole con cui si dice l’ineffabile, che però rimane altro da qualsiasi parola: come in tutti processi di pellegrinaggio, non bisogna scambiare la meta con il percorso, è quest’ultimo che è importante. Possiamo andare verso la stella polare, ma non aspettarci di raggiungerla.

Un mondo senza pieghe implicava il tramonto dei tacchi a spillo, ma questi ultimi invece potevano benissimo calpestare l’ineffabile. Il vero problema era in realtà trovare la porta e attraversarla poi insieme ai suoi tacchi, e lei si mise subito alla ricerca
(Paolo Quattrini)

PRESIDENTE DEL CONVEGNO :
G. Paolo Quattrini – IGF Firenze Presidente FeiG
Comitato Scientifico:
G.P. Paolo Quattrini, Valentina Barlacchi, Alexander Lommatzch

ISTITUTI PROMOTORI :
Azioni e Contaminazioni – Valentina Barlacchi, Pierluca Santoro, Shobha Arturi – Firenze
Ferma-Mente – Stefano Pericoli – Tania Pacciani – Firenze, Cecina
Istituto Gestalt Firenze IGF – Anna Ravenna, G. Paolo Quattrini – Firenze
Istituto Miriam Polster – Alessandra Petrone, Stefania Pagni e Elisabetta Acomanni –  Firenze
Istituto Mercurius – Maria Grazia Ceparano – Firenze
Associazione Aletheia – Giuseppe Tomai- Firenze
Istituto Mille e una meta/Gestalt Viva – Francesca Belforte, Claudio Billi – Livorno
Istituto Gestalt Lucca-Arcobaleno – Emanuele Perelli, Silvia Cioni – Lucca
Associazione Morphè – Valentina Longhi, Francesca Annesini, Simona Giannotti – Livorno

ISTITUTI INVITATI:
Istituto Gestalt Bogotà (Jorge Villalonga)
Sociedade Luso Espaniola de Psicoterapia Gestalt (Macarena Diuana)

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Azioni e Contaminazioni
Via del Guarlone, 67/A – Firenze
Tel 349.2394661 e-mail info@art-counselling.it

INFORMAZIONI GENERALI
SEDE DEL CONVEGNO
Antico Spedale del Bigallo
Via del Bigallo e Apparita, 14
Bagno a Ripoli (FI)
055/631538 eventi@anticospedalebigallo.it

QUOTE DI ISCRIZIONE
– Allievi o ex Allievi Istituti Promotori 80 €
– Soci AICo (professionisti o in formazione) 80 €
– Altri 100 €
Le quote comprendono la partecipazione alle attività del convegno, i coffee break e i pranzi del sabato e della domenica
L’aperitivo-cena buffet del sabato sera (ore 19.30-21.00), con serata musicale (ore 21.00), ha un costo di 15€

MODALITÀ DI PAGAMENTO
Le quote devono essere versate presso la FeIG
IBAN: IT36W0335901600100000101691
CAUSALE: [Nome partecipante E Istituto/Associazione di provenienza] – CONVEGNO FEIG 2018
La contabile del bonifico effettuato deve essere spedita all’Istituto di riferimento E alla Segreteria organizzativa info@art-counselling.it

PROGRAMMA

Sabato 22

9.30 – Registrazione
10.00 – Apertura convegno
10.30 – Pausa caffè
11.00 – Prima sessione workshops
Valentina Barlacchi – Dallo spazio del respiro al canto delle polarità, verso un politeismo interiore
Maria Grazia Ceparano – Il vuoto fertile e il mito della cornucopia
Stefano Pericoli – Che intenzioni hanno le tue emozioni?
Alessandra Petrone – L’Assenza
12.30 – Plenaria
13.30 – Pausa pranzo
15.00 – Seconda sessione workshops
Paolo Quattrini – Indifferenza creativa, vuoto fertile e libero arbitrio
Francesca Belforte e Claudio Billi – I “si’” e i “no” della vita: empowerment esistenziale
Pierluca Santoro – La profondità del campo tra figura e sfondo
Valentina Longhi – Dal gesto all’intenzione. Co-creazione della relazione come improvvisazione
16.30 – Pausa
17.00 – Plenaria

19.30 – Aperitivo-cena
20.30 – Spettacolo e DJ Set: Nahawand Quartet (Alessia Anastassopulos – Hani Gergi, Emanuele Le Pera, Valentina Barlacchi) con la partecipazione di Cecilia Gallia. – Dj Set a cura di Hugolini.

Domenica 23

Terza sessione workshops – 10.00
Impermanenza – Emanuele Perelli e Silvia Cioni
La Presenza – Alessandra Petrone
Relazione terapeutica, una nuova relazione: Macarena Diuana
implicazione, complementarietà e creatività
Pausa caffè – 11.30
Quarta sessione workshops – 12.00
L’intenzione della maschera – Tania Pacciani
Pellegrinaggio: viaggio al centro di se’. Partire leggeri – Shobha Arturi
L’importanza dell’umorismo e delle risorse espressive nella terapia della Gestalt – Jorge Villalonga
L’orientamento sensoriale e l’accesso alle risorse – Giuseppe Tomai
Pausa Pranzo – 13.30
Plenaria  – 14.30
Chiusura convegno – 16.30

PRENOTAZIONE OSTELLO BIGALLO
Il Bigallo (www.anticospedalebigallo.it) offre la possibilità di pernottamento per 50 posti letto con le seguenti possibilità di sistemazione. Le tariffe includono la prima colazione e le lenzuola:
– 1 camera matrimoniale con bagno privato € 66,00 a notte – 12 € per l’aggiunta di un 3° letto
-1 camera a 2 letti con bagno privato € 66 a notte
– 1 camera a 3 letti con bagno privato € 78 a notte
– 1 camera con 1 stanza a 2 letti e 1 stanza a 3 letti con bagno privato € 125 a notte
– Posto letto nel dormitorio ( vedi sul sito: camerate e alcove) € 24 a persona a notte Per la prenotazione delle stanze scrivere direttamente al Bigallo
Tel. 055/630907 – ostello@anticospedalebigallo.it
Per chi arrivasse la sera del venerdì è possibile prenotare la cena proposta dall’Ostello: “Pasta time” che comprende un primo piatto abbondante e un bicchiere di vino a 7 €
Trasporti/Passaggi
Per chi avesse bisogno di un passaggio per raggiungere il Bigallo, sarà possibile darsi appuntamento presso la sede di Azioni e Contaminazioni, in Via del Guarlone, 69, zona Firenze sud (dalla Stazione S.M.N. bus n°14 – fermata in Via Aretina-altezza Obi Hall/ Supermercato Esselunga del Gignoro), oppure il bus n°20 da Piazza San Marco (fermata alla Chiesa di Santa Caterina / campetti della Sancat).
Si prega di comunicare agli istituti promotori gli orari previsti di arrivo presso la sede e di partenza dal Bigallo, per poter organizzare i passaggi con l’aiuto anche di altri partecipanti muniti di macchina.
L’antico Spedale del Bigallo
Un antico edificio medievale chiamato L’Antico Spedale del Bigallo dove già dal XII secolo pellegrini viandanti cercarono un rifugio.
Oggi è stato restaurato e dotato dei comfort necessari per garantire, come allora, un rifugio, un’esperienza di viaggio unico, sempre mantenendo la sua caratteristica atmosfera medievale.
All’Ostello del Bigallo, con i suoi 52 posti letti suddivisi in affascinanti dormitori e camere, c’è l’opportunità di soggiornare sulle colline a sud di Firenze, immersi in un contesto naturale unico e strettamente connesso al territorio e alle sue peculiarità e tradizioni.
La cucina del Bigallo
La cucina del Bigallo parte da ingredienti semplici e basilari, perché tutto viene fatto in casa dalle mani esperte dei nostri cuochi: dalla schiacciata alla pasta fresca, dalle quiche salate al pan di spagna. Puntiamo solo su prodotti di qualità e freschissimi ( nessun cibo congelato e in scatola viene utilizzato), perché crediamo che qualsiasi piatto meriti attenzione e cura e diventi una vera portata solo con gli ingredienti migliori. Il tutto viene impreziosito dagli aromi del Bigallo, che crescono nel giardino medievale dell’Antico Spedale del Bigallo, proprio come facevano i primi custodi dello Spedale, che da questo giardino prendevano gli ingredienti per la propria cucina.

SCARICA LA SCHEDA ISCRIZIONE

Prenotati!

 

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LA TRASFORMAZIONE DEI VINCOLI D’AMORE

Con Fernando De Lucca

13-14 LUGLIO 2019 A FIRENZE

Seminario teorico-esperienziale in cui si discuterà in gruppo le attuali forme della famiglia, dell’amore e delle relazioni sessuali. Si lavorerà con le possibili modalità dell’intervento in clinica.
Questo lavoro propone la relazione tra quattro manifestazioni dell’umano: la sessualità, l’inclusione di diversi orientamenti sessuali, le forme di contatto con i modi in cui la proiezione interferisce in “amore” e la fedeltà ai modelli famigliari-personali dei membri di una relazione d’amore.
La proposta è offerta agli allievi in formazione in Gestalt e a tutti coloro che siano interessati all’argomento.

INFO E COSTI: info@azionicontaminazioni.it

Prenotati!

 

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APOLLINEO – DIONISIACO

Istituto Gestalt Firenze e Azioni e Contaminazioni
sono felici di invitarvi

Venerdì 15 giugno (15.00-20.00)
Sabato 16 giugno (10.00-15.00)

APOLLINEO – DIONISIACO
La pratica dell’approssimazione come avvicinamento all’altro.
…APOLLO NON POTEVA VIVERE SENZA DIONISO!

Seminario condotto da
G. PAOLO QUATTRINI
psicologo, psicoterapeuta della gestalt
direttore scientifico dell’Istituto Gestalt Firenze
GIANNI CAPITANI
artista, counsellor, direttore Istituto Phenix, Puebla (MX)

Valevole come crediti formativi AICo (10 ore)
Per info e prenotazioni:
valentina.barlacchi@gmail.com — 3492394661

Prenotati!

 

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PANTA REI TOSCANA

Residenziale di Gestalt

Tenuta Rota in Tornia Casa Rossa – Reggello Firenze

 Dal 5 Settembre (con arrivo il 4 sera) all’8 Settembre

Paolo Quattrini

(psicoterapeuta e direttore dell’Istituto Gestalt Firenze)

Francesca Cantaro

(psicoterapeuta e direttore dell’Istituto Gestalt Milano)

 

  • il costo del corso è € 350  (as usual)

  • il costo dell’alloggio è € 240 comprensivo di alloggio più:  cena del 4 / colazione pranzo e cena del 5 / colazione pranzo e cena del 6 / colazione e pranzo del 7 (il 7 andremo fuori a cena) / colazione e pranzo dell’8

 

i posti sono limitati. sono 19 in tutto. il luogo è l’agriturismo CASA ROSSA a tenuta Tornia,  Leccio di Reggello e qua potete vedere la struttura

http://www.tenutatornia.com/

come fare per iscriversi:

  1. chiedermi se c’è ancora posto e, se si, ….. vedi il punto 2

  2. inviare bonifico di 100 euro a IBAN  IT69I0306938023100000000942 intestato a Tenuta di Rota

  3. Contestualmente  mandatemi a gestalt.milano@gmail.com il vostro nominativo

 

  • nome e cognome

  • indirizzo mail e numero di telefono

  • copia del bonifico effettuato

AICo ore di formazione permanente: 30

per informazioni e iscrizioni:

gestalt.milano@gmail.com