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LA GRAMMATICA DEL GESTO E DELLA PAROLA/ Teatro e Voce nella relazione d’aiuto

Con Valentina Barlacchi

Palestra teorico-pratica di Gestalt a mediazione artistica Teoria e pratica delle quattro grammatiche dell’arte applicate al counselling Ciclo di 4 incontri in cui si affronteranno temi teorici e a cui seguiranno sessioni di lavoro individuale e/o di gruppo condotti dai partecipanti stessi e supervisionati dai conduttori.

  • La Grammatica del corpo. Il corpo nella relazione d’aiuto Shobha Arturi, 8 marzo, 13.30-18.30
  • La Grammatica del gesto e della parola. Teatri di pace e teatri di guerra Valentina Barlacchi, 12 aprile, 14.00-20.00
  • La Grammatica del suono e della voce. Il sogno polifonico Valentina Barlacchi e Pierluca Santoro, 27 settembre, 14.00-20.00
  • La Grammatica della percezione. L’immagine come narrazione di sé Pierluca Santoro, 25 ottobre, 14.00-20.00

Costo: 65 euro/incontro (se prenotazione per tutto il ciclo, totale di 180 euro)

Informazioni e prenotazioni: valentina.barlacchi@gmail.com — 349.2394661

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INTERNATIONAL GESTALT TRAINING / Teatro e creatività: il pieno e il vuoto

1-5 Maggio 2019 – Firenze

Residenziale di Gestalt Internazionale.

Sessioni di lavoro: il gesto, la parola, il suono e l’immagine

Con:

  • G. Paolo Quattrini – Gestalt Psychotherapist, scientific director IGF (Gestalt Institute of Florence)
  • Valentina Barlacchi – Gestalt psychotherapist, theater and voice therapist (Gestalt Institute of Florence, Azioni e Contaminazioni)
  • Pierluca Santoro – Gestalt psychotherapist, photo-video therapist (Gestalt Institute of Florence, Azioni e Contaminazioni)
  • Shobha Arturi – Gestalt psychotherapist, meditation, dance and body awareness (Florence Gestalt Institute, Azioni e Contaminazioni)
  • Michele Galgani – Gestalt psychotherapist and Psy-Clown

Nell’approccio gestaltico il teatro ha preferibilmente senso etico, ossia di ricerca di qualità dell’esperienza e quindi della vita: la sperimentazione teatrale, permette allo sperimentatore di articolare un linguaggio, in questo caso comportamentale, con cui costruire la sua quotidianità relazionale senza essere limitato dalle coazioni di una comunicazione rimasta a un livello formale e non creativo. Si tratta di una ricerca comportamentale che non è indirizzata alla scoperta di una verità (il comportamento giusto, adatto, sano, ecc.) ma al rivelarsi della fluidità della realtà, che in questo modo appare agli esseri umani come una molteplicità di forme, di cui ognuno può disporre per costruire frasi comportamentali significative ed eventualmente dotate di valore etico e estetico, secondo le intenzioni della persona stessa.

Sessioni di lavoro:

  1. Mercoledì 1 Maggio ore 16.00-20.00
  2. Giovedì 2 Maggio ore 10.00-20.00
  3. Venerdì 3 Maggio ore 10.00-20.00
  4. Sabato 4 Maggio ore 10.00-20.00
  5. Domenica 5 Maggio ore 10.00-14.00

Il corso è gratuito per gli allievi non italiani che avranno da sostenere solo il costo del vitto e dell’alloggio.

Il costo è di 250€. 200€ per soci AiCo e allievi IGF

Valevole come 20 ore di terapia certificata.

Sede del residenziale: Pax Christi. Via Quintole per le rose 131
50023 impruneta (firenze)

Info reperibili sul sito: www.casaperlapace.it

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LA GRAMMATICA DEL CORPO / Il Corpo nella relazione d’aiuto

FIRENZE 8 MARZO ORE 13.00 – 18.30

Con Shobha Arturi

Palestra teorico-pratica di Gestalt a mediazione artistica

Teoria e pratica delle quattro grammatiche dell’arte applicate al counselling

Ciclo di 4 incontri in cui si affronteranno temi teorici e a cui seguiranno sessioni di lavoro individuale e/o di gruppo condotti dai partecipanti stessi e supervisionati dai conduttori.

  • La Grammatica del corpo. Il corpo nella relazione d’aiuto Shobha Arturi, 8 marzo, 13.30-18.30
  • La Grammatica del gesto e della parola. Teatri di pace e teatri di guerra Valentina Barlacchi, 12 aprile, 14.00-20.00
  • La Grammatica del suono e della voce. Il sogno polifonico Valentina Barlacchi e Pierluca Santoro, 27 settembre, 14.00-20.00
  • La Grammatica della percezione. L’immagine come narrazione di sé Pierluca Santoro, 25 ottobre, 14.00-20.00

Costo: 65 euro/incontro (se prenotazione per tutto il ciclo, totale di 180 euro)

Informazioni e prenotazioni: valentina.barlacchi@gmail.com — 349.2394661

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L’invisibile – Costellazioni Familiari Fenomenologiche

con Shobha Arturi

Firenze 16 -17 marzo 2019

Il lavoro intenso e delicato con le Costellazioni familiari fenomenologiche ci aiuta a portare in luce l’invisibile nelle reti relazionali presenti e passate. Reti e tele sottili fatte di nodi e snodi, di eventi a volte dimenticati, accantonati, esclusi dalla nostra consapevolezza e che proprio per questo mantengono una carica energetica e una forza condizionante nelle nostre scelte attuali. Come sartie che ci tengono ancorati a percorsi e traiettorie ripetitive.
L’esclusione di eventi, persone o parti interne di noi stessi invischia il flusso del nostro divenire. Le possibilità di creare e inventare e di incontrare e conoscere il mondo dentro e fuori di noi, rimangono così confinate da barriere, tanto evanescenti quanto invalicabili come il cerchio disegnato che teneva prigioniero il bambino Yazide nel racconto di Gurdjieff. Fino a che non affiniamo i sensi e cominciamo a vedere l’invisibile, ciò che sta dietro, lo sfondo anche mitologico per cui la nostra esistenza cessa di essere isolata e solitaria e ripetitiva e diventa essa stessa parte di un mito e creatrice di miti.

Shobha G.Arturi laureata in medicina e chirurgia, specializzata in Agopuntura e Psicoterapia della Gestalt. Formata in Costellazioni Familiari, Danza Terapia e come conduttrice in tecniche di meditazione. Docente presso l’Istituto Gestalt di Firenze, L’Istituto Gestalt Romagna, e il Scuola di Counselling a Mediazione Artistica Azioni e Contaminazioni di Firenze.
I posti sono limitati, occorre prenotare. Tel 3402298544

Gestalt e Teatro con Paolo Quattrini

16-17 febbraio

Gestalt e Teatro

Con Paolo Quattrini

«E’ importante diventare protagonisti delle proprie storie anziché restarne succubi, e quindi comportarsi responsabilmente, cioè assumersi le proprie scelte esistenziali. Le proprie storie sono fatte di comportamenti: la scelta di gesti, di parole e di toni di voce compone vere e proprie architetture. E’ la costruzione che fa tutta la differenza: comportamenti sostanzialmente analoghi ma diversi nel modo di manifestarsi possono avere infatti un risultato molto differente.
Con un comportamento respons-abile si diventa protagonisti della propria storia, nel bene o nel male.
Essere responsabili significa anche realizzare che quanto si fa ha comunque un prezzo: “decidere” viene dal latino “de-caedo”, “taglio via da”, in quanto ogni decisione equivale alla rinuncia a tutto ciò che si lascia da parte. Ma proprio questa rinuncia, come nella regia teatrale, ci rende completamente artefici della nostra esistenza».

Nel corso del seminario i partecipanti avranno l’occasione di sperimentare le basi dell’approccio gestaltico di orientamento fenomenologico esistenziale, in particolare la messa in scena teatrale che offre l’opportunità di fare esperienza di nuovi modi di stare al mondo.

Il seminario è rivolto agli allievi della scuola di teatroterapia e a tutti coloro che desiderano approfondire i temi proposti.

Sabato ore 14-20 / Domenica ore 9-17

Presso il Vivaio del Malcantone, Via del Malcantone, 15/A. Firenze

INFORMAZIONI: 
luisa.lauretta@libero.it 
Cell. 389 9621477

L’immagine dell’evento è di Massimo Modisti, “Senza titolo”, acrilico su tavola, misura 125 x 91 cm, anno 2011. Per gentile concessione dell’Associazione La Nuova Tinaia Onlus di Firenze.

WS CON PILAR OCAMPO – GESTALT E SPIRITUALITA’

GESTALT E SPIRITUALITA’

OLTRE IL VUOTO FERTILE
CON PILAR OCAMPO
 
Fondatrice Centro Gestalt Oaxaca – Mexico
 
Sabato 16 Marzo: dalle 10.00 alle 18.00
Domenica 17 Marzo: dalle 10:00 alle 18:00
 
La spiritualità non è un concetto ma un’esperienza profondamente radicata nella terapia della gestalt; un processo continuo tra terapeuta e cliente. Questo workshop è un’opportunità per esplorare un’intera prospettiva integrata della teoria del campo oltre una definizione limitata.
 
Sede: Koinè – Via Tigrè 77 – 00199 Roma
 
Fermata Libia Metro B1
 
Il prezzo del workshop è :
170 € con inscrizione entro il 15 Febbraio (Tramite acconto di 50 euro )
200 € dopo il 15 Febbraio (sempre tramite acconto di 50 euro)
Per gli ex allievi IGF è previsto uno sconto del 10% su entrambe le soluzioni.
Quota associativa Koinè – Istituto Gestalt Roma 15€
Si rilascia attestato di partecipazione
Per info sui costi e prenotazioni:
 
info@koine-gestalt.it

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RADICI PER VOLARE / Costellazioni Familiari Fenomenologiche

Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra
per parlare al cielo in ascolto.
Rabindranath Tagore

Shobha Arturi

Firenze 12 – 13 gennaio 2019

Le storie che viviamo non sono indipendenti dalle nostre esperienze passate. Esperienze e relazioni a cui più o meno consapevolmente restiamo legati, o perché le riteniamo positive e le vogliamo ripetere, o perché le riteniamo negative e le rifiutiamo e vogliamo evitarle. In entrambi i casi restiamo invischiati in una ripetizione che impedisce alle novità di irrompere nella nostra vita. Poniamo a noi stessi e alle nostre molteplici possibilità limiti che prendiamo per invalicabili, muraglie fatte di fantasmi.
Il lavoro con le Costellazioni Familiari Fenomenologiche può aiutarci a intendere il nostro passato e il nostro presente come opportunità e non come destino. Un lavoro che passa attraverso una comprensione aperta e di cuore di vincoli e leggi non scritte che regolano la nostra vita, rendendo la libertà di scelta attuale e più piena. Possiamo così farci più disponibili agli imprevisti, incontrarli senza troppa paura, inventarci a partire da ora una trama che renda la vita interessante e avvincente, dove gli ostacoli passati e presenti e le aspettative non siano così enormi da lasciarci sconfitti e con l’amaro in bocca.
Le nostre radici da intrecci paralizzanti che ci ancorano a destini già scritti diventano possibilità da cui rami e fioriture sostengono lo spiccare del nostro irripetibile e unico volare.

Shobha G.Arturi laureata in medicina e chirurgia, specializzata in Agopuntura e Psicoterapia della Gestalt. Formata in Costellazioni Familiari, Danza Terapia e come conduttrice in tecniche di meditazione. Docente presso l’Istituto Gestalt di Firenze, L’Istituto Gestalt Romagna, e il Scuola di Counselling a Mediazione Artistica Azioni e Contaminazioni di Firenze.
I posti sono limitati, occorre prenotare. Tel 3402298544

III CONVEGNO DI ARTI E GESTALT – Le Arti della Gioia

Le arti della gioia.
La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

Programma convegno 1-2 dicembre

Antico Spedale del Bigallo – Bagno a Ripoli – Firenze

 

Sabato 1 dicembre

9.00-10.00 Registrazione
10.00-11.00 Apertura del Convengo
11.00-11.30 Pausa caffè
11.30-13.00 4 workshops in contemporanea
Shobha Arturi: “L’imprevisto”
G. Paolo Quattrini: “Amore e appartenenza”
Valentina Barlacchi: “Il Teatro delle voci: dalla desolazione alla bellezza nascosta”
Francesca Sanità: “Women Life Love: la malattia come esperienza di vita. Un progetto teatrale”
13.00-14.30 Pranzo
14.30-16.00 4 workshops in contemporanea
Tiziana Longo: “Everything and nothing” – Workshop di danza Butoh
Patrizia Menichelli: “Luoghi perduti ed esperienze: ciò che resta”
Anna R. Ravenna: “Famiglia”: passato, presente e futuro. Perdita di valori o nuove opportunità?
Pierluca Santoro: “Inquadrature esistenziali – Narrazioni fototerapeutiche”
16.00-16.30 Pausa caffè
16.30-18.00 Process Groups
18.00-19.00 Plenaria
Chairman: Chiara Bartoletti
19.30-21.00 Aperitivo-cena buffet
21.00 Spettacolo con musica dal vivo con Alessandra Bedino – attrice, Gianluigi Tosto – attore, Emanuele Le Pera – percussionista, Savino Pantone – violinista, Daniele Biagini, pianista, Valentina Barlacchi – voce

Domenica 2 dicembre

10.00-11.30 4 workshops in contemporanea
Gianluca Taddei: “Teatro sonoro dell’immaginario”
Alessandra Petrone: “Libertà e dittatura”
Claudia Bombardella: “Il mondo sommerso della voce”
Gianni Capitani: “Un’azione umana verso la bellezza”
11.30-12.00 Pausa caffè
12.00-13.30 Reading workshop con Chandra Livia Candiani “Le parole che mettono al mondo”
13.30-14.30 Pranzo
14.30-15.30 Process groups
15.30-16.30 Plenaria finale

 

INTRODUZIONE

Se i luoghi di archeologia industriale evocano e mostrano l’abbandono di un tempo lontano e di un’umanità dissolta nei giorni, allo stesso tempo svelano anche una bellezza che solo si può riconoscere attraversando le lande solitarie della desolazione.
La desolazione non è squallore. È una forma che si dissolve, che si piega alla legge del tempo e della storia di vita e di morte, che include la fine e nuovi inizi. È ciò che resta di una performance condivisa da uomini che, entrata in scena, con il suo potere (Macht come lo chiama Hannah Arendt), ha messo in gioco la vita della sfera pubblica e ora se ne è uscita attraversando la sua nascita, la sua libertà di gioco tra le parti, come
un’azione scenica che si risolve e si consuma.
Dal dissolversi di forme emerge qualcosa che può apparire desolante, ma che apre il cammino a una riconciliazione interna di parti dimenticate, rinnegate, umiliate, come poco adeguate, poco di successo, poco promettenti verso la scalata di un potere compatto e unitario che non preveda conflitti e dubbi, incrinature né crepe, ma si riconosce in un’unica immagine.
L’archeologia industriale ci porta in luoghi fisici dove lo smalto è passato da tempo, dove le crepe hanno incrinato in maniera indelebile la “forma bella” e lo sguardo è invitato a trascendere, cercando un insieme, tra i pezzi rimanenti, incrinati, che apra la società dell’immagine alla molteplicità, a “illuminazioni profane”, come diceva Walter Benjamin, sul senso dell’esperienza. Dall’uno a molti, da una a molte bellezze.
Quando si frattura la forma, si perde anche il senso del reale e allora nelle fratture della comprensione, quando non si capisce più niente, tra le crepe desolanti può fiorire una conoscenza soggettiva che dà vita al nuovo.
La molteplicità di sguardi aiuta le persone a partecipare a varie forme di bellezza; è un’educazione alla bellezza come fine dell’uomo e come aspirazione alla trascendenza, che prescinde dalle singole forme per rendersi aperta e disponibile a cogliere una nuova relazione invisibile, perché non equivale alla somma delle sue parti ma le trascende tutte, in un insieme.
Questa apertura di sguardo, che si posa come la scelta di una messa a fuoco fotografica, rivela l’illusorietà della percezione in quanto reale oggettivo; apre alla soggettività, alla parzialità di un reale che altro non è che una storia raccontata dall’occhio di chi guarda.
Ogni punto di vista determina la storia narrata, ed è necessariamente politico, nel senso che costruisce un edificio di senso e di valore, con le sue conseguenze sul vivere comune.
Si può dire che sempre e in ogni più semplice atto del vivere, il nostro agire nelle relazioni sia un agire politico, che si appoggia su una certa visione del mondo e la segue, augurabilmente fintanto che il senso del valore la sorregga.
Il senso del valore implica apprezzarlo, riconoscerlo, essere consapevoli di quale sapore etico persegua la nostra intenzione; ma non sempre è così facile, come ci mostra Hannah Arendt in “La banalità del male” e prima ancora De La Boetie in “Discorso sulla servitù volontaria”.
L’arte e l’estetica sono un gesto politico, testimoniano, esprimono la storia, l’epoca di un sentire individuale e collettivo percepito. Possiamo pensare a Guernica di Picasso e il senso di trascendenza appare potente e inspiegabile.
L’arte educa al senso di bellezza che non può avere padroni per potersi esprimere, non può rispondere ad un unico capo, per poter cercare nelle pieghe dei paradossi della vita umana da cui si genera.
L’arte ha bisogno del conflitto, della contrapposizione di opposti, della pluralità; l’arte ha bisogno che l’uomo si riappropri del suo essere politico, capace di esperire la libertà come un rischio e per fare questo non possa fare a meno dell’esperienza dello stupore, di ciò che appare come fenomeno inaspettato, non prevedibile.

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
(…)
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta
Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne
Gli uomini vuoti – T. S. Eliot

I luoghi dell’archeologia industriale diventano scenario reale e metafora del mondo come teatro, in cui la scena, come diceva Jerzy Grotowski, prevede che ci sia almeno uno spettatore, perché il teatro è “ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore”. Quel mondo in comune è dato dalla relazione tra attore e spettatore, tra azione e l’effetto che suscita.

-Valentina F. Barlacchi-

 

Costi e Organizzazione:

– Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza di G. Paolo Quattrini e concerto dal vivo di “La Metralli”, lunedì 26 novembre (ore 19.00): 12€

– Aperitivo-cena e conferenza con Maura Gancitano (TLON), mercoledì 28 novembre (ore 19.30): 8€

– Workshop “Il giardino dei sentieri che si biforcano” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre (ore 10.00-19.00): 50€ (30€ per chi è iscritto anche al convegno)

– Aperitivo-cena e proiezione “Sguardi sulla Fortezza” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre: (ore 19.30) 15€

– Convegno sabato 1 e domenica 2 dicembre: 110€ (iscrizione entro il 10 novembre) – 140€ (iscrizione dopo il 10 novembre). Allievi/Ex-allievi IGF, Iscritti AICo, Ex-allievi Azioni e Contaminazioni: 110€

Il costo di partecipazione al convegno comprende i pranzi del sabato e della domenica e le pause caffè delle due giornate.

– Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale, sabato 1 dicembre (19.30): 15€

 

L’Ostello del Bigallo dispone di 48 posti letto con diverse possibilità di sistemazione: camere, camerate e alcove. Le tariffe includono lenzuola e prima colazione a buffet.

Le sistemazioni si esauriscono in fretta; a chi è interessato, si consiglia di contattare il prima possibile la struttura per fermare il posto letto.

 

– Alcova uso singolo €29 (1 notte) – €56 (2 notti) – €84 (3 notti)

– Posto letto Alcova/Dormitorio €24 (1n.) – €42 (2n.) – €63 (3n.)

– Camera doppia €66/notte  –  Camera tripla €78/notte

– Badessa (family room 3+2) €125/notte

– Letto aggiuntivo €12/notte

– Supplemento riscaldamento €5/persona/soggiorno (indipendentemente dal numero di notti)

– Set asciugamani per Alcova/Dormitorio €2

 

Per il pernottamento riferirsi direttamente al Bigallo:      ostello@anticospedalebigallo.it

http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/

www.facebook.com/bigallohostel

Come arrivare all’Antico Spedale del Bigallo: http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/dove-siamo/

 

L’antico spedale del Bigallo

Un antico edificio medievale chiamato l’Antico Spedale del Bigallo dove già dal XIII secolo pellegrini viandanti cercarono rifugio.

Oggi è stato restaurato e dotato dei comfort necessari per garantire, come allora, un rifugio, un’esperienza di viaggio unico, sempre mantenendo la sua caratteristica atmosfera medievale.

All’Ostello del Bigallo, con i suoi 48 posti letto suddivisi in affascinanti dormitori e camere, c’è l’opportunità di soggiornare sulle colline a sud di Firenze, immersi in un contesto naturale unico e strettamente connesso al territorio e alle sue peculiarità e tradizioni.

 

Con la partecipazione di:

 

Shobha Arturi– medico psicoterapeuta, pratiche meditative, danza e consapevolezza corporea (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Valentina Barlacchi – psicoterapeuta, ricercatrice di teatro e voce nella performance e nel lavoro terapeutico (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Claudia Bombardella– polistrumentista, cantante, compositrice

Chandra Livia Candiani– poetessa

Maura Gancitano– scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Tiziana Longo– danzatrice (Motimaru/Dance Company)

Patrizia Menichelli– designer, performer, regista, ricercatrice (Teatro de los Sentidos Barcelona)

Alessandra Petrone– psicoterapeuta (Istituto Miriam Polster)

Armando Punzo– drammaturgo, regista teatrale, direttore artistico della Compagnia della Fortezza Volterra

Paolo Quattrini– psicoterapeuta, direttore scientifico IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Anna Rita Ravenna– psicoterapeuta, direttrice didattica IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Francesca Sanità– conduttrice di gruppi, regista, mediatore familiare (Associazione ARBUS)

Pierluca Santoro – psicoterapeuta, foto-videoterapeuta (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Gianluca Taddei– counsellor, musicista, musicoterapeuta, didatta al Conservatorio dell’Aquila (ATMOS Arti Terapeutiche)

 

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Convegno organizzato da

Azioni e Contaminazioni

e Istituto Gestalt di Firenze

Per info sui costi e prenotazioni:

art-counselling.it

Segreteria:

info@art-counselling.it

FESTIVAL DI ARTI E GESTALT

PROGRAMMA FESTIVAL – 26 NOVEMBRE – 2 DICEMBRE 2018 

Le arti della gioia.

La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

 

INTRODUZIONE

Se i luoghi di archeologia industriale evocano e mostrano l’abbandono di un tempo lontano e di un’umanità dissolta nei giorni, allo stesso tempo svelano anche una bellezza che solo si può riconoscere attraversando le lande solitarie della desolazione.

La desolazione non è squallore. È una forma che si dissolve, che si piega alla legge del tempo e della storia di vita e di morte, che include la fine e nuovi inizi. È ciò che resta di una performance condivisa da uomini che, entrata in scena, con il suo potere (Machtcome lo chiama Hannah Arendt), ha messo in gioco la vita della sfera pubblica e ora se ne è uscita attraversando la sua nascita, la sua libertà di gioco tra le parti, come

un’azione scenica che si risolve e si consuma.

Dal dissolversi di forme emerge qualcosa che può apparire desolante, ma che apre il cammino a una riconciliazione interna di parti dimenticate, rinnegate, umiliate, come poco adeguate, poco di successo, poco promettenti verso la scalata di un potere compatto e unitario che non preveda conflitti e dubbi, incrinature né crepe, ma si riconosce in un’unica immagine.

L’archeologia industriale ci porta in luoghi fisici dove lo smalto è passato da tempo, dove le crepe hanno incrinato in maniera indelebile la “forma bella” e lo sguardo è invitato a trascendere, cercando un insieme, tra i pezzi rimanenti, incrinati, che apra la società dell’immagine alla molteplicità, a “illuminazioni profane”, come diceva Walter Benjamin, sul senso dell’esperienza. Dall’uno a molti, da una a molte bellezze.

Quando si frattura la forma, si perde anche il senso del reale e allora nelle fratture della comprensione, quando non si capisce più niente, tra le crepe desolanti può fiorire una conoscenza soggettiva che dà vita al nuovo.

La molteplicità di sguardi aiuta le persone a partecipare a varie forme di bellezza; è un’educazione alla bellezza come fine dell’uomo e come aspirazione alla trascendenza, che prescinde dalle singole forme per rendersi aperta e disponibile a cogliere una nuova relazione invisibile, perché non equivale alla somma delle sue parti ma le trascende tutte, in un insieme.

Questa apertura di sguardo, che si posa come la scelta di una messa a fuoco fotografica, rivela l’illusorietà della percezione in quanto reale oggettivo; apre alla soggettività, alla parzialità di un reale che altro non è che una storia raccontata dall’occhio di chi guarda.

Ogni punto di vista determina la storia narrata, ed è necessariamente politico, nel senso che costruisce un edificio di senso e di valore, con le sue conseguenze sul vivere comune.

Si può dire che sempre e in ogni più semplice atto del vivere, il nostro agire nelle relazioni sia un agire politico, che si appoggia su una certa visione del mondo e la segue, augurabilmente fintanto che il senso del valore la sorregga.

Il senso del valore implica apprezzarlo, riconoscerlo, essere consapevoli di quale sapore etico persegua la nostra intenzione; ma non sempre è così facile, come ci mostra Hannah Arendt in “La banalità del male” e prima ancora De La Boetie in “Discorso sulla servitù volontaria”.

L’arte e l’estetica sono un gesto politico, testimoniano, esprimono la storia, l’epoca di un sentire individuale e collettivo percepito. Possiamo pensare a Guernica di Picasso e il senso di trascendenza appare potente e inspiegabile.

L’arte educa al senso di bellezza che non può avere padroni per potersi esprimere, non può rispondere ad un unico capo, per poter cercare nelle pieghe dei paradossi della vita umana da cui si genera.

L’arte ha bisogno del conflitto, della contrapposizione di opposti, della pluralità; l’arte ha bisogno che l’uomo si riappropri del suo essere politico, capace di esperire la libertà come un rischio e per fare questo non possa fare a meno dell’esperienza dello stupore, di ciò che appare come fenomeno inaspettato, non prevedibile.

 

Siamo gli uomini vuoti

Siamo gli uomini impagliati

Che appoggiano l’un l’altro

La testa piena di paglia. Ahimè!

(…)

Occhi che in sogno non oso incontrare

Nel regno di sogno della morte

Questi occhi non appaiono:

Laggiù gli occhi sono

Luce di sole su una colonna infranta

Laggiù un albero ondeggia

E voci vi sono 

Nel cantare del vento

Più distanti e più solenni

Di una stella che si spegne

Gli uomini vuoti – T. S. Eliot

 

I luoghi dell’archeologia industriale diventano scenario reale e metafora del mondo come teatro, in cui la scena, come diceva Jerzy Grotowski, prevede che ci sia almeno uno spettatore, perché il teatro è “ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore”Quel mondo in comune è dato dalla relazione tra attore e spettatore, tra azione e l’effetto che suscita.

-Valentina F. Barlacchi-

 

PROGRAMMA

 

Lunedì 26 novembre/Fondo Arti e Gestalt/ ore 19.00

IL MAXINARCISISMO E GLI EGOSAURI

Paolo Quattrini–Istituto Gestalt Firenze- direttore scientifico IGF

Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza e concerto dal vivo dei “La Metralli”

 

Mercoledì 28 novembre /Fondo Arti e Gestalt/ ore 19.30

LA POLITICA DEI SENTIMENTI. PERCORSI PER LO SVILUPPO DI UN NUOVO VIVERE DEMOCRATICO

Maura Gancitano–TLON- scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Aperitivo-cena e conferenza.

 

Venerdì 30 novembre /Bigallo/ ore 10.00-19.00

IL GIARDINO DEI SENTIERI CHE SI BIFORCANO

Armando Punzo– Compagnia della Fortezza Volterra – direttore artistico, drammaturgo, regista teatrale

Workshop intensivo teorico-pratico ispirato al percorso di ricerca artistica sull’opera di J.L. Borges

 

Venerdì 30 novembre /Bigallo/ ore 19.30

SGUARDI SULLA FORTEZZA

Aperitivo-cena e conferenza. Il teatro di Armando Punzo raccontato in film e video attraverso gli sguardi di altri registi.

 

Sabato 1 e domenica 2 dicembre /Bigallo

LE ARTI DELLA GIOIA: La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

Convegno. Due giornate di workshop e confronti sui temi proposti nel Festival

 

Sabato 1 dicembre /Bigallo/ ore 19.30

A VOLTE RITORNO

Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale

Adattamento di A. Bedino dal romanzo di John Niven con Alessandra Bedino– attrice, Gianluigi Tosto– attore, Emanuele Le Pera– percussionista, Savino Pantone– violinista, Daniele Biagini, pianista, Valentina Barlacchi– voce

 

Con la partecipazione di:

Shobha Arturi– medico psicoterapeuta, pratiche meditative, danza e consapevolezza corporea (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Valentina Barlacchi – psicoterapeuta, ricercatrice di teatro e voce nella performance e nel lavoro terapeutico (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Claudia Bombardella– polistrumentista, cantante, compositrice

Chandra Livia Candiani– poeta

Maura Gancitano– scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Tiziana Longo– danzatrice (Motimaru/Dance Company)

Patrizia Menichelli– designer, performer, regista, ricercatrice (Teatro de los Sentidos Barcelona)

Alessandra Petrone– psicoterapeuta (Istituto Miriam Polster)

Armando Punzo– drammaturgo, regista teatrale, direttore artistico della Compagnia della Fortezza Volterra

G. Paolo Quattrini– psicoterapeuta, direttore scientifico IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Anna Rita Ravenna– psicoterapeuta, direttrice didattica IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Francesca Sanità– conduttrice di gruppi, regista, mediatore familiare (Associazione ARBUS)

Pierluca Santoro – psicoterapeuta, foto-videoterapeuta (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Gianluca Taddei– counsellor, musicista, musicoterapeuta, didatta al Conservatorio dell’Aquila (ATMOS Arti Terapeutiche)

 

Costi e Organizzazione:

– Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza di G. Paolo Quattrini e concerto dal vivo di “La Metralli”, lunedì 26 novembre (ore 19.00): 12€

– Aperitivo-cena e conferenza con Maura Gancitano (TLON), mercoledì 28 novembre (ore 19.30): 8€

– Workshop “Il giardino dei sentieri che si biforcano” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre (ore 10.00-19.00): 50€ (30€ per chi è iscritto anche al convegno)

– Aperitivo-cena e proiezione “Sguardi sulla Fortezza” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre: (ore 19.30) 15€

– Convegno sabato 1 e domenica 2 dicembre: 110€ (iscrizione entro il 10 novembre) – 140€ (iscrizione dopo il 10 novembre). Allievi/Ex-allievi IGF, Iscritti AICo, Ex-allievi Azioni e Contaminazioni: 110€

Il costo di partecipazione al convegno comprende i pranzi del sabato e della domenica e le pause caffè delle due giornate.

– Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale, sabato 1 dicembre (19.30): 15€

 

L’Ostello del Bigallo dispone di 48 posti letto con diverse possibilità di sistemazione: camere, camerate e alcove. Le tariffe includono lenzuola e prima colazione a buffet.

Le sistemazioni si esauriscono in fretta; a chi è interessato, si consiglia di contattare il prima possibile la struttura per fermare il posto letto.

– Alcova uso singolo €29 (1 notte) – €56 (2 notti) – €84 (3 notti)

– Posto letto Alcova/Dormitorio €24 (1n.) – €42 (2n.) – €63 (3n.)

– Camera doppia €66/notte – Camera tripla €78/notte

– Badessa (family room 3+2) €125/notte

– Letto aggiuntivo €12/notte

– Supplemento riscaldamento €5/persona/soggiorno (indipendentemente dal numero di notti)

– Set asciugamani per Alcova/Dormitorio €2

 

Per il pernottamento riferirsi direttamente al Bigallo: ostello@anticospedalebigallo.it

http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/

www.facebook.com/bigallohostel

Come arrivare all’Antico Spedale del Bigallo:http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/dove-siamo/

L’antico spedale del Bigallo

Un antico edificio medievale chiamato l’Antico Spedale del Bigallo dove già dal XIII secolo pellegrini viandanti cercarono rifugio.

Oggi è stato restaurato e dotato dei comfort necessari per garantire, come allora, un rifugio, un’esperienza di viaggio unico, sempre mantenendo la sua caratteristica atmosfera medievale.

All’Ostello del Bigallo, con i suoi 48 posti letto suddivisi in affascinanti dormitori e camere, c’è l’opportunità di soggiornare sulle colline a sud di Firenze, immersi in un contesto naturale unico e strettamente connesso al territorio e alle sue peculiarità e tradizioni.

Sedi eventi:

Fondo Arti e Gestalt – Via del Guarlone 67/A Firenze

Bigallo – Antico Spedale del Bigallo – Bagno a Ripoli – Firenze

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Per info sui costi e prenotazioni:
art-counselling.it
Segreteria:
info@art-counselling.it

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