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LA GRAMMATICA DEL CORPO / Il Corpo nella relazione d’aiuto

FIRENZE 8 MARZO ORE 13.00 – 18.30

Con Shobha Arturi

Palestra teorico-pratica di Gestalt a mediazione artistica

Teoria e pratica delle quattro grammatiche dell’arte applicate al counselling

Ciclo di 4 incontri in cui si affronteranno temi teorici e a cui seguiranno sessioni di lavoro individuale e/o di gruppo condotti dai partecipanti stessi e supervisionati dai conduttori.

  • La Grammatica del corpo. Il corpo nella relazione d’aiuto Shobha Arturi, 8 marzo, 13.30-18.30
  • La Grammatica del gesto e della parola. Teatri di pace e teatri di guerra Valentina Barlacchi, 12 aprile, 14.00-20.00
  • La Grammatica del suono e della voce. Il sogno polifonico Valentina Barlacchi e Pierluca Santoro, 27 settembre, 14.00-20.00
  • La Grammatica della percezione. L’immagine come narrazione di sé Pierluca Santoro, 25 ottobre, 14.00-20.00

Costo: 65 euro/incontro (se prenotazione per tutto il ciclo, totale di 180 euro)

Informazioni e prenotazioni: valentina.barlacchi@gmail.com — 349.2394661

Prenotati!

 

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L’invisibile – Costellazioni Familiari Fenomenologiche

con Shobha Arturi

Firenze 16 -17 marzo 2019

Il lavoro intenso e delicato con le Costellazioni familiari fenomenologiche ci aiuta a portare in luce l’invisibile nelle reti relazionali presenti e passate. Reti e tele sottili fatte di nodi e snodi, di eventi a volte dimenticati, accantonati, esclusi dalla nostra consapevolezza e che proprio per questo mantengono una carica energetica e una forza condizionante nelle nostre scelte attuali. Come sartie che ci tengono ancorati a percorsi e traiettorie ripetitive.
L’esclusione di eventi, persone o parti interne di noi stessi invischia il flusso del nostro divenire. Le possibilità di creare e inventare e di incontrare e conoscere il mondo dentro e fuori di noi, rimangono così confinate da barriere, tanto evanescenti quanto invalicabili come il cerchio disegnato che teneva prigioniero il bambino Yazide nel racconto di Gurdjieff. Fino a che non affiniamo i sensi e cominciamo a vedere l’invisibile, ciò che sta dietro, lo sfondo anche mitologico per cui la nostra esistenza cessa di essere isolata e solitaria e ripetitiva e diventa essa stessa parte di un mito e creatrice di miti.

Shobha G.Arturi laureata in medicina e chirurgia, specializzata in Agopuntura e Psicoterapia della Gestalt. Formata in Costellazioni Familiari, Danza Terapia e come conduttrice in tecniche di meditazione. Docente presso l’Istituto Gestalt di Firenze, L’Istituto Gestalt Romagna, e il Scuola di Counselling a Mediazione Artistica Azioni e Contaminazioni di Firenze.
I posti sono limitati, occorre prenotare. Tel 3402298544

Gestalt e Teatro con Paolo Quattrini

16-17 febbraio

Gestalt e Teatro

Con Paolo Quattrini

«E’ importante diventare protagonisti delle proprie storie anziché restarne succubi, e quindi comportarsi responsabilmente, cioè assumersi le proprie scelte esistenziali. Le proprie storie sono fatte di comportamenti: la scelta di gesti, di parole e di toni di voce compone vere e proprie architetture. E’ la costruzione che fa tutta la differenza: comportamenti sostanzialmente analoghi ma diversi nel modo di manifestarsi possono avere infatti un risultato molto differente.
Con un comportamento respons-abile si diventa protagonisti della propria storia, nel bene o nel male.
Essere responsabili significa anche realizzare che quanto si fa ha comunque un prezzo: “decidere” viene dal latino “de-caedo”, “taglio via da”, in quanto ogni decisione equivale alla rinuncia a tutto ciò che si lascia da parte. Ma proprio questa rinuncia, come nella regia teatrale, ci rende completamente artefici della nostra esistenza».

Nel corso del seminario i partecipanti avranno l’occasione di sperimentare le basi dell’approccio gestaltico di orientamento fenomenologico esistenziale, in particolare la messa in scena teatrale che offre l’opportunità di fare esperienza di nuovi modi di stare al mondo.

Il seminario è rivolto agli allievi della scuola di teatroterapia e a tutti coloro che desiderano approfondire i temi proposti.

Sabato ore 14-20 / Domenica ore 9-17

Presso il Vivaio del Malcantone, Via del Malcantone, 15/A. Firenze

INFORMAZIONI: 
luisa.lauretta@libero.it 
Cell. 389 9621477

L’immagine dell’evento è di Massimo Modisti, “Senza titolo”, acrilico su tavola, misura 125 x 91 cm, anno 2011. Per gentile concessione dell’Associazione La Nuova Tinaia Onlus di Firenze.

WS CON PILAR OCAMPO – GESTALT E SPIRITUALITA’

GESTALT E SPIRITUALITA’

OLTRE IL VUOTO FERTILE
CON PILAR OCAMPO
 
Fondatrice Centro Gestalt Oaxaca – Mexico
 
Sabato 16 Marzo: dalle 10.00 alle 18.00
Domenica 17 Marzo: dalle 10:00 alle 18:00
 
La spiritualità non è un concetto ma un’esperienza profondamente radicata nella terapia della gestalt; un processo continuo tra terapeuta e cliente. Questo workshop è un’opportunità per esplorare un’intera prospettiva integrata della teoria del campo oltre una definizione limitata.
 
Sede: Koinè – Via Tigrè 77 – 00199 Roma
 
Fermata Libia Metro B1
 
Il prezzo del workshop è :
170 € con inscrizione entro il 15 Febbraio (Tramite acconto di 50 euro )
200 € dopo il 15 Febbraio (sempre tramite acconto di 50 euro)
Per gli ex allievi IGF è previsto uno sconto del 10% su entrambe le soluzioni.
Quota associativa Koinè – Istituto Gestalt Roma 15€
Si rilascia attestato di partecipazione
Per info sui costi e prenotazioni:
 
info@koine-gestalt.it

Prenotati!

 

Validazione

RADICI PER VOLARE / Costellazioni Familiari Fenomenologiche

Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra
per parlare al cielo in ascolto.
Rabindranath Tagore

Shobha Arturi

Firenze 12 – 13 gennaio 2019

Le storie che viviamo non sono indipendenti dalle nostre esperienze passate. Esperienze e relazioni a cui più o meno consapevolmente restiamo legati, o perché le riteniamo positive e le vogliamo ripetere, o perché le riteniamo negative e le rifiutiamo e vogliamo evitarle. In entrambi i casi restiamo invischiati in una ripetizione che impedisce alle novità di irrompere nella nostra vita. Poniamo a noi stessi e alle nostre molteplici possibilità limiti che prendiamo per invalicabili, muraglie fatte di fantasmi.
Il lavoro con le Costellazioni Familiari Fenomenologiche può aiutarci a intendere il nostro passato e il nostro presente come opportunità e non come destino. Un lavoro che passa attraverso una comprensione aperta e di cuore di vincoli e leggi non scritte che regolano la nostra vita, rendendo la libertà di scelta attuale e più piena. Possiamo così farci più disponibili agli imprevisti, incontrarli senza troppa paura, inventarci a partire da ora una trama che renda la vita interessante e avvincente, dove gli ostacoli passati e presenti e le aspettative non siano così enormi da lasciarci sconfitti e con l’amaro in bocca.
Le nostre radici da intrecci paralizzanti che ci ancorano a destini già scritti diventano possibilità da cui rami e fioriture sostengono lo spiccare del nostro irripetibile e unico volare.

Shobha G.Arturi laureata in medicina e chirurgia, specializzata in Agopuntura e Psicoterapia della Gestalt. Formata in Costellazioni Familiari, Danza Terapia e come conduttrice in tecniche di meditazione. Docente presso l’Istituto Gestalt di Firenze, L’Istituto Gestalt Romagna, e il Scuola di Counselling a Mediazione Artistica Azioni e Contaminazioni di Firenze.
I posti sono limitati, occorre prenotare. Tel 3402298544

III CONVEGNO DI ARTI E GESTALT – Le Arti della Gioia

Le arti della gioia.
La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

Programma convegno 1-2 dicembre

Antico Spedale del Bigallo – Bagno a Ripoli – Firenze

 

Sabato 1 dicembre

9.00-10.00 Registrazione
10.00-11.00 Apertura del Convengo
11.00-11.30 Pausa caffè
11.30-13.00 4 workshops in contemporanea
Shobha Arturi: “L’imprevisto”
G. Paolo Quattrini: “Amore e appartenenza”
Valentina Barlacchi: “Il Teatro delle voci: dalla desolazione alla bellezza nascosta”
Francesca Sanità: “Women Life Love: la malattia come esperienza di vita. Un progetto teatrale”
13.00-14.30 Pranzo
14.30-16.00 4 workshops in contemporanea
Tiziana Longo: “Everything and nothing” – Workshop di danza Butoh
Patrizia Menichelli: “Luoghi perduti ed esperienze: ciò che resta”
Anna R. Ravenna: “Famiglia”: passato, presente e futuro. Perdita di valori o nuove opportunità?
Pierluca Santoro: “Inquadrature esistenziali – Narrazioni fototerapeutiche”
16.00-16.30 Pausa caffè
16.30-18.00 Process Groups
18.00-19.00 Plenaria
Chairman: Chiara Bartoletti
19.30-21.00 Aperitivo-cena buffet
21.00 Spettacolo con musica dal vivo con Alessandra Bedino – attrice, Gianluigi Tosto – attore, Emanuele Le Pera – percussionista, Savino Pantone – violinista, Daniele Biagini, pianista, Valentina Barlacchi – voce

Domenica 2 dicembre

10.00-11.30 4 workshops in contemporanea
Gianluca Taddei: “Teatro sonoro dell’immaginario”
Alessandra Petrone: “Libertà e dittatura”
Claudia Bombardella: “Il mondo sommerso della voce”
Gianni Capitani: “Un’azione umana verso la bellezza”
11.30-12.00 Pausa caffè
12.00-13.30 Reading workshop con Chandra Livia Candiani “Le parole che mettono al mondo”
13.30-14.30 Pranzo
14.30-15.30 Process groups
15.30-16.30 Plenaria finale

 

INTRODUZIONE

Se i luoghi di archeologia industriale evocano e mostrano l’abbandono di un tempo lontano e di un’umanità dissolta nei giorni, allo stesso tempo svelano anche una bellezza che solo si può riconoscere attraversando le lande solitarie della desolazione.
La desolazione non è squallore. È una forma che si dissolve, che si piega alla legge del tempo e della storia di vita e di morte, che include la fine e nuovi inizi. È ciò che resta di una performance condivisa da uomini che, entrata in scena, con il suo potere (Macht come lo chiama Hannah Arendt), ha messo in gioco la vita della sfera pubblica e ora se ne è uscita attraversando la sua nascita, la sua libertà di gioco tra le parti, come
un’azione scenica che si risolve e si consuma.
Dal dissolversi di forme emerge qualcosa che può apparire desolante, ma che apre il cammino a una riconciliazione interna di parti dimenticate, rinnegate, umiliate, come poco adeguate, poco di successo, poco promettenti verso la scalata di un potere compatto e unitario che non preveda conflitti e dubbi, incrinature né crepe, ma si riconosce in un’unica immagine.
L’archeologia industriale ci porta in luoghi fisici dove lo smalto è passato da tempo, dove le crepe hanno incrinato in maniera indelebile la “forma bella” e lo sguardo è invitato a trascendere, cercando un insieme, tra i pezzi rimanenti, incrinati, che apra la società dell’immagine alla molteplicità, a “illuminazioni profane”, come diceva Walter Benjamin, sul senso dell’esperienza. Dall’uno a molti, da una a molte bellezze.
Quando si frattura la forma, si perde anche il senso del reale e allora nelle fratture della comprensione, quando non si capisce più niente, tra le crepe desolanti può fiorire una conoscenza soggettiva che dà vita al nuovo.
La molteplicità di sguardi aiuta le persone a partecipare a varie forme di bellezza; è un’educazione alla bellezza come fine dell’uomo e come aspirazione alla trascendenza, che prescinde dalle singole forme per rendersi aperta e disponibile a cogliere una nuova relazione invisibile, perché non equivale alla somma delle sue parti ma le trascende tutte, in un insieme.
Questa apertura di sguardo, che si posa come la scelta di una messa a fuoco fotografica, rivela l’illusorietà della percezione in quanto reale oggettivo; apre alla soggettività, alla parzialità di un reale che altro non è che una storia raccontata dall’occhio di chi guarda.
Ogni punto di vista determina la storia narrata, ed è necessariamente politico, nel senso che costruisce un edificio di senso e di valore, con le sue conseguenze sul vivere comune.
Si può dire che sempre e in ogni più semplice atto del vivere, il nostro agire nelle relazioni sia un agire politico, che si appoggia su una certa visione del mondo e la segue, augurabilmente fintanto che il senso del valore la sorregga.
Il senso del valore implica apprezzarlo, riconoscerlo, essere consapevoli di quale sapore etico persegua la nostra intenzione; ma non sempre è così facile, come ci mostra Hannah Arendt in “La banalità del male” e prima ancora De La Boetie in “Discorso sulla servitù volontaria”.
L’arte e l’estetica sono un gesto politico, testimoniano, esprimono la storia, l’epoca di un sentire individuale e collettivo percepito. Possiamo pensare a Guernica di Picasso e il senso di trascendenza appare potente e inspiegabile.
L’arte educa al senso di bellezza che non può avere padroni per potersi esprimere, non può rispondere ad un unico capo, per poter cercare nelle pieghe dei paradossi della vita umana da cui si genera.
L’arte ha bisogno del conflitto, della contrapposizione di opposti, della pluralità; l’arte ha bisogno che l’uomo si riappropri del suo essere politico, capace di esperire la libertà come un rischio e per fare questo non possa fare a meno dell’esperienza dello stupore, di ciò che appare come fenomeno inaspettato, non prevedibile.

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
(…)
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta
Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne
Gli uomini vuoti – T. S. Eliot

I luoghi dell’archeologia industriale diventano scenario reale e metafora del mondo come teatro, in cui la scena, come diceva Jerzy Grotowski, prevede che ci sia almeno uno spettatore, perché il teatro è “ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore”. Quel mondo in comune è dato dalla relazione tra attore e spettatore, tra azione e l’effetto che suscita.

-Valentina F. Barlacchi-

 

Costi e Organizzazione:

– Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza di G. Paolo Quattrini e concerto dal vivo di “La Metralli”, lunedì 26 novembre (ore 19.00): 12€

– Aperitivo-cena e conferenza con Maura Gancitano (TLON), mercoledì 28 novembre (ore 19.30): 8€

– Workshop “Il giardino dei sentieri che si biforcano” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre (ore 10.00-19.00): 50€ (30€ per chi è iscritto anche al convegno)

– Aperitivo-cena e proiezione “Sguardi sulla Fortezza” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre: (ore 19.30) 15€

– Convegno sabato 1 e domenica 2 dicembre: 110€ (iscrizione entro il 10 novembre) – 140€ (iscrizione dopo il 10 novembre). Allievi/Ex-allievi IGF, Iscritti AICo, Ex-allievi Azioni e Contaminazioni: 110€

Il costo di partecipazione al convegno comprende i pranzi del sabato e della domenica e le pause caffè delle due giornate.

– Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale, sabato 1 dicembre (19.30): 15€

 

L’Ostello del Bigallo dispone di 48 posti letto con diverse possibilità di sistemazione: camere, camerate e alcove. Le tariffe includono lenzuola e prima colazione a buffet.

Le sistemazioni si esauriscono in fretta; a chi è interessato, si consiglia di contattare il prima possibile la struttura per fermare il posto letto.

 

– Alcova uso singolo €29 (1 notte) – €56 (2 notti) – €84 (3 notti)

– Posto letto Alcova/Dormitorio €24 (1n.) – €42 (2n.) – €63 (3n.)

– Camera doppia €66/notte  –  Camera tripla €78/notte

– Badessa (family room 3+2) €125/notte

– Letto aggiuntivo €12/notte

– Supplemento riscaldamento €5/persona/soggiorno (indipendentemente dal numero di notti)

– Set asciugamani per Alcova/Dormitorio €2

 

Per il pernottamento riferirsi direttamente al Bigallo:      ostello@anticospedalebigallo.it

http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/

www.facebook.com/bigallohostel

Come arrivare all’Antico Spedale del Bigallo: http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/dove-siamo/

 

L’antico spedale del Bigallo

Un antico edificio medievale chiamato l’Antico Spedale del Bigallo dove già dal XIII secolo pellegrini viandanti cercarono rifugio.

Oggi è stato restaurato e dotato dei comfort necessari per garantire, come allora, un rifugio, un’esperienza di viaggio unico, sempre mantenendo la sua caratteristica atmosfera medievale.

All’Ostello del Bigallo, con i suoi 48 posti letto suddivisi in affascinanti dormitori e camere, c’è l’opportunità di soggiornare sulle colline a sud di Firenze, immersi in un contesto naturale unico e strettamente connesso al territorio e alle sue peculiarità e tradizioni.

 

Con la partecipazione di:

 

Shobha Arturi– medico psicoterapeuta, pratiche meditative, danza e consapevolezza corporea (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Valentina Barlacchi – psicoterapeuta, ricercatrice di teatro e voce nella performance e nel lavoro terapeutico (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Claudia Bombardella– polistrumentista, cantante, compositrice

Chandra Livia Candiani– poetessa

Maura Gancitano– scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Tiziana Longo– danzatrice (Motimaru/Dance Company)

Patrizia Menichelli– designer, performer, regista, ricercatrice (Teatro de los Sentidos Barcelona)

Alessandra Petrone– psicoterapeuta (Istituto Miriam Polster)

Armando Punzo– drammaturgo, regista teatrale, direttore artistico della Compagnia della Fortezza Volterra

Paolo Quattrini– psicoterapeuta, direttore scientifico IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Anna Rita Ravenna– psicoterapeuta, direttrice didattica IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Francesca Sanità– conduttrice di gruppi, regista, mediatore familiare (Associazione ARBUS)

Pierluca Santoro – psicoterapeuta, foto-videoterapeuta (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Gianluca Taddei– counsellor, musicista, musicoterapeuta, didatta al Conservatorio dell’Aquila (ATMOS Arti Terapeutiche)

 

SCARICA LA SCHEDA ISCRIZIONE

 

Convegno organizzato da

Azioni e Contaminazioni

e Istituto Gestalt di Firenze

Per info sui costi e prenotazioni:

art-counselling.it

Segreteria:

info@art-counselling.it

FESTIVAL DI ARTI E GESTALT

PROGRAMMA FESTIVAL – 26 NOVEMBRE – 2 DICEMBRE 2018 

Le arti della gioia.

La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

 

INTRODUZIONE

Se i luoghi di archeologia industriale evocano e mostrano l’abbandono di un tempo lontano e di un’umanità dissolta nei giorni, allo stesso tempo svelano anche una bellezza che solo si può riconoscere attraversando le lande solitarie della desolazione.

La desolazione non è squallore. È una forma che si dissolve, che si piega alla legge del tempo e della storia di vita e di morte, che include la fine e nuovi inizi. È ciò che resta di una performance condivisa da uomini che, entrata in scena, con il suo potere (Machtcome lo chiama Hannah Arendt), ha messo in gioco la vita della sfera pubblica e ora se ne è uscita attraversando la sua nascita, la sua libertà di gioco tra le parti, come

un’azione scenica che si risolve e si consuma.

Dal dissolversi di forme emerge qualcosa che può apparire desolante, ma che apre il cammino a una riconciliazione interna di parti dimenticate, rinnegate, umiliate, come poco adeguate, poco di successo, poco promettenti verso la scalata di un potere compatto e unitario che non preveda conflitti e dubbi, incrinature né crepe, ma si riconosce in un’unica immagine.

L’archeologia industriale ci porta in luoghi fisici dove lo smalto è passato da tempo, dove le crepe hanno incrinato in maniera indelebile la “forma bella” e lo sguardo è invitato a trascendere, cercando un insieme, tra i pezzi rimanenti, incrinati, che apra la società dell’immagine alla molteplicità, a “illuminazioni profane”, come diceva Walter Benjamin, sul senso dell’esperienza. Dall’uno a molti, da una a molte bellezze.

Quando si frattura la forma, si perde anche il senso del reale e allora nelle fratture della comprensione, quando non si capisce più niente, tra le crepe desolanti può fiorire una conoscenza soggettiva che dà vita al nuovo.

La molteplicità di sguardi aiuta le persone a partecipare a varie forme di bellezza; è un’educazione alla bellezza come fine dell’uomo e come aspirazione alla trascendenza, che prescinde dalle singole forme per rendersi aperta e disponibile a cogliere una nuova relazione invisibile, perché non equivale alla somma delle sue parti ma le trascende tutte, in un insieme.

Questa apertura di sguardo, che si posa come la scelta di una messa a fuoco fotografica, rivela l’illusorietà della percezione in quanto reale oggettivo; apre alla soggettività, alla parzialità di un reale che altro non è che una storia raccontata dall’occhio di chi guarda.

Ogni punto di vista determina la storia narrata, ed è necessariamente politico, nel senso che costruisce un edificio di senso e di valore, con le sue conseguenze sul vivere comune.

Si può dire che sempre e in ogni più semplice atto del vivere, il nostro agire nelle relazioni sia un agire politico, che si appoggia su una certa visione del mondo e la segue, augurabilmente fintanto che il senso del valore la sorregga.

Il senso del valore implica apprezzarlo, riconoscerlo, essere consapevoli di quale sapore etico persegua la nostra intenzione; ma non sempre è così facile, come ci mostra Hannah Arendt in “La banalità del male” e prima ancora De La Boetie in “Discorso sulla servitù volontaria”.

L’arte e l’estetica sono un gesto politico, testimoniano, esprimono la storia, l’epoca di un sentire individuale e collettivo percepito. Possiamo pensare a Guernica di Picasso e il senso di trascendenza appare potente e inspiegabile.

L’arte educa al senso di bellezza che non può avere padroni per potersi esprimere, non può rispondere ad un unico capo, per poter cercare nelle pieghe dei paradossi della vita umana da cui si genera.

L’arte ha bisogno del conflitto, della contrapposizione di opposti, della pluralità; l’arte ha bisogno che l’uomo si riappropri del suo essere politico, capace di esperire la libertà come un rischio e per fare questo non possa fare a meno dell’esperienza dello stupore, di ciò che appare come fenomeno inaspettato, non prevedibile.

 

Siamo gli uomini vuoti

Siamo gli uomini impagliati

Che appoggiano l’un l’altro

La testa piena di paglia. Ahimè!

(…)

Occhi che in sogno non oso incontrare

Nel regno di sogno della morte

Questi occhi non appaiono:

Laggiù gli occhi sono

Luce di sole su una colonna infranta

Laggiù un albero ondeggia

E voci vi sono 

Nel cantare del vento

Più distanti e più solenni

Di una stella che si spegne

Gli uomini vuoti – T. S. Eliot

 

I luoghi dell’archeologia industriale diventano scenario reale e metafora del mondo come teatro, in cui la scena, come diceva Jerzy Grotowski, prevede che ci sia almeno uno spettatore, perché il teatro è “ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore”Quel mondo in comune è dato dalla relazione tra attore e spettatore, tra azione e l’effetto che suscita.

-Valentina F. Barlacchi-

 

PROGRAMMA

 

Lunedì 26 novembre/Fondo Arti e Gestalt/ ore 19.00

IL MAXINARCISISMO E GLI EGOSAURI

Paolo Quattrini–Istituto Gestalt Firenze- direttore scientifico IGF

Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza e concerto dal vivo dei “La Metralli”

 

Mercoledì 28 novembre /Fondo Arti e Gestalt/ ore 19.30

LA POLITICA DEI SENTIMENTI. PERCORSI PER LO SVILUPPO DI UN NUOVO VIVERE DEMOCRATICO

Maura Gancitano–TLON- scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Aperitivo-cena e conferenza.

 

Venerdì 30 novembre /Bigallo/ ore 10.00-19.00

IL GIARDINO DEI SENTIERI CHE SI BIFORCANO

Armando Punzo– Compagnia della Fortezza Volterra – direttore artistico, drammaturgo, regista teatrale

Workshop intensivo teorico-pratico ispirato al percorso di ricerca artistica sull’opera di J.L. Borges

 

Venerdì 30 novembre /Bigallo/ ore 19.30

SGUARDI SULLA FORTEZZA

Aperitivo-cena e conferenza. Il teatro di Armando Punzo raccontato in film e video attraverso gli sguardi di altri registi.

 

Sabato 1 e domenica 2 dicembre /Bigallo

LE ARTI DELLA GIOIA: La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

Convegno. Due giornate di workshop e confronti sui temi proposti nel Festival

 

Sabato 1 dicembre /Bigallo/ ore 19.30

A VOLTE RITORNO

Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale

Adattamento di A. Bedino dal romanzo di John Niven con Alessandra Bedino– attrice, Gianluigi Tosto– attore, Emanuele Le Pera– percussionista, Savino Pantone– violinista, Daniele Biagini, pianista, Valentina Barlacchi– voce

 

Con la partecipazione di:

Shobha Arturi– medico psicoterapeuta, pratiche meditative, danza e consapevolezza corporea (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Valentina Barlacchi – psicoterapeuta, ricercatrice di teatro e voce nella performance e nel lavoro terapeutico (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Claudia Bombardella– polistrumentista, cantante, compositrice

Chandra Livia Candiani– poeta

Maura Gancitano– scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Tiziana Longo– danzatrice (Motimaru/Dance Company)

Patrizia Menichelli– designer, performer, regista, ricercatrice (Teatro de los Sentidos Barcelona)

Alessandra Petrone– psicoterapeuta (Istituto Miriam Polster)

Armando Punzo– drammaturgo, regista teatrale, direttore artistico della Compagnia della Fortezza Volterra

G. Paolo Quattrini– psicoterapeuta, direttore scientifico IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Anna Rita Ravenna– psicoterapeuta, direttrice didattica IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Francesca Sanità– conduttrice di gruppi, regista, mediatore familiare (Associazione ARBUS)

Pierluca Santoro – psicoterapeuta, foto-videoterapeuta (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Gianluca Taddei– counsellor, musicista, musicoterapeuta, didatta al Conservatorio dell’Aquila (ATMOS Arti Terapeutiche)

 

Costi e Organizzazione:

– Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza di G. Paolo Quattrini e concerto dal vivo di “La Metralli”, lunedì 26 novembre (ore 19.00): 12€

– Aperitivo-cena e conferenza con Maura Gancitano (TLON), mercoledì 28 novembre (ore 19.30): 8€

– Workshop “Il giardino dei sentieri che si biforcano” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre (ore 10.00-19.00): 50€ (30€ per chi è iscritto anche al convegno)

– Aperitivo-cena e proiezione “Sguardi sulla Fortezza” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre: (ore 19.30) 15€

– Convegno sabato 1 e domenica 2 dicembre: 110€ (iscrizione entro il 10 novembre) – 140€ (iscrizione dopo il 10 novembre). Allievi/Ex-allievi IGF, Iscritti AICo, Ex-allievi Azioni e Contaminazioni: 110€

Il costo di partecipazione al convegno comprende i pranzi del sabato e della domenica e le pause caffè delle due giornate.

– Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale, sabato 1 dicembre (19.30): 15€

 

L’Ostello del Bigallo dispone di 48 posti letto con diverse possibilità di sistemazione: camere, camerate e alcove. Le tariffe includono lenzuola e prima colazione a buffet.

Le sistemazioni si esauriscono in fretta; a chi è interessato, si consiglia di contattare il prima possibile la struttura per fermare il posto letto.

– Alcova uso singolo €29 (1 notte) – €56 (2 notti) – €84 (3 notti)

– Posto letto Alcova/Dormitorio €24 (1n.) – €42 (2n.) – €63 (3n.)

– Camera doppia €66/notte – Camera tripla €78/notte

– Badessa (family room 3+2) €125/notte

– Letto aggiuntivo €12/notte

– Supplemento riscaldamento €5/persona/soggiorno (indipendentemente dal numero di notti)

– Set asciugamani per Alcova/Dormitorio €2

 

Per il pernottamento riferirsi direttamente al Bigallo: ostello@anticospedalebigallo.it

http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/

www.facebook.com/bigallohostel

Come arrivare all’Antico Spedale del Bigallo:http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/dove-siamo/

L’antico spedale del Bigallo

Un antico edificio medievale chiamato l’Antico Spedale del Bigallo dove già dal XIII secolo pellegrini viandanti cercarono rifugio.

Oggi è stato restaurato e dotato dei comfort necessari per garantire, come allora, un rifugio, un’esperienza di viaggio unico, sempre mantenendo la sua caratteristica atmosfera medievale.

All’Ostello del Bigallo, con i suoi 48 posti letto suddivisi in affascinanti dormitori e camere, c’è l’opportunità di soggiornare sulle colline a sud di Firenze, immersi in un contesto naturale unico e strettamente connesso al territorio e alle sue peculiarità e tradizioni.

Sedi eventi:

Fondo Arti e Gestalt – Via del Guarlone 67/A Firenze

Bigallo – Antico Spedale del Bigallo – Bagno a Ripoli – Firenze

SCARICA LA SCHEDA ISCRIZIONE

Per info sui costi e prenotazioni:
art-counselling.it
Segreteria:
info@art-counselling.it

Prenotati!

 

Validazione

L’ARTE DI RIDERE

con
MICHELE GALGANI
1-2-3 novembre

L’arte di ridere (già “In Riso Veritas”) è un percorso esperienziale dedicato alla parte più seria della vita: la possibilità di poterne ridere.

Introduzione

Il ridere è una “cartina tornasole” dello stato di salute psico-fisica di una persona. Quando il riso aumenta in quantità e qualità, la vita migliora, quando è assente per molto tempo la qualità della vita ne risente in modo evidente.
Ridere aiuta a guarire le ferite e a stare meglio in quello che si fa: nonostante ciò molte persone ridono poco, spesso prevalgono risolini, risate isteriche, sorrisi forzati, ma si presentano raramente quelle belle risate “di pancia”.
Ridere fa così bene, perché è l’atto finale di un percorso, anche molto breve, che ci ha visti in qualche modo protagonisti meravigliati e interessati al mondo, rinnovati nelle possibilità di viverlo. E poi ridere fa bene perché provoca iniezione di energia e di movimento in corpi o in relazioni fino a poco prima statici. Ridere avvicina alla parte più profonda e vera di sé stessi, migliora la qualità delle relazioni, avvicina le persone, le rende più disponibili verso gli altri e allontana o ad-dirittura sconfigge il dolore e la sofferenza. Infine, ridere stimola la creatività, ovvero la capacità di utilizzare ciò di cui si dispone per farci cose nuove, più belle e utili.
Se ridere ha tutti questi benefici, rinunciarvi non conviene. Può fare davvero molto male. Chi lo fa è costretto a farlo da qualcosa che lo distrae fortemente, che lo costringe ad avere altre priorità, o perché è stato educato a rinunciare a tutto ciò che può condurre al riso, come il gioco.
Un percorso di formazione può dunque essere di aiuto per recuperare questa parte della propria esistenza, allenarla, trovando il personale modo di giocare, guardare il mondo da diversi punti di vista e, mentre ci si lascia stupire, provare a notarne i lati più insoliti, imprevisti, intriganti.

Il seminario
Il principale obiettivo del seminario è quello di aiutare i partecipanti a scoprire e riscoprire il personale rapporto con la voglia e capacità di stupirsi, di giocare con le cose che si hanno a disposizione, e di lasciarsi pervadere da quell’energia così importante e vitale che si sprigiona ogni volta che un imprevisto non pericoloso e ricco di nuove conoscenze fa cambiare punto di vista.
Il partecipante verrà aiutato a coniugare gli aspetti della risata che più o riguardano con la propria vita quotidiana, affinchè la risata, ma in particolar modo il percorso che conduce ad essa, possa essere applicato, tradotto e reinventato in ogni circostanza lo si desideri o nella quale la si ritenga utile. Ridere fa bene alle relazioni, con sé stessi e con gli altri, pertanto non vi è ambito nel quale non o si possa fare o non vi sia addirittura una estrema necessità di coltivarlo.

Obiettivi
1. Dare voce alla parte ironica e umoristica che è in ogni partecipante, lasciarla esprimere, per scegliere se e come usarla.
2. Scoprire come il riso può migliorare la qualità del rapporto con il mondo, con la quotidianità e con noi stessi.
3. Imparare ad accogliere l’Altro, sofferente o no che sia, per quello che è, così com’è, nel momento in cui lo incontro
4. Accettare le parti di noi che non ci piacciono, che ci rendono impossibile ridere e far ridere, provare con esse una convivenza meno ostile e più fantasiosa
5. Concedersi un po’ di destrutturazione e assaporare gli spazi che si aprono in un contesto protetto.

Metodologia

Il corso propone molte esperienze pratiche alternate ad alcune riflessione teoriche. Il gruppo verrà accompagnato in una successione di giochi atti a sciogliere le tensioni, a testare da subito le qualità e le disponibilità, mirati ogni volta a dare la possibilità a ciascuno di esprimersi per quello che è attraverso lo specchio della risata.
I giochi saranno di tipo fisico, di movimento, di improvvisazione, di narrazione, attraverso l’uso della parola, dei gesti, del suono o del silenzio. Le persone saranno accompagnate nella ricerca dei propri confini, dei propri bisogni e delle qualità che, se lasciate fiorire, possono darvi una ri-sposta.
Il conduttore farà molto affidamento alla capacità generativa che il gruppo, in quanto organismo vivente, ha di suo, ma sarà garante, stimolo e contenitore dell’espressività e dell’emotività di cia-scun membro.

Orario indicativo:
venerdì: 14 – 20
sabato: 10 – 20
domenica: 10 – 16:00

Il luogo
Fondo Arti e Gestalt
Via del Guarlone 67/a – Firenze
Azioni e Contaminazioni www.art-counselling.it

Partecipanti
Il corso è aperto a qualsiasi essere umano che abbia ancora un pizzico di curiosità per sé e per la vita.
Non c’è limite d’età, anche se è preferibile la partecipazione di persone maggiorenni.
Il percorso è particolarmente indicato per coloro che affrontano periodo particolarmente difficili o stressanti sia dal punto di vista personale che lavorativo.

Docente del corso
Michele Galgani, psicologo, psicoterapeuta e psicòmico.
Nato a Lucca nel 1975
Dal 2006 svolge l’attività privata di psicoterapeuta per individui, coppie, famiglie e gruppi.
Dal 2006 conduce in tutta Italia percorsi di formazione e/o crescita personale dedicati al ridere.
Dal 2008 è psicologo palliativista presso l’Hospice Aurelio Marena di Bitonto (BA).
Autore di due volumi: Ridendo si impara e Sto con Te. Accompagnare sé stessi verso la fine della vita per le edizioni L’Età dell’Acquario di Torino.
Ha approfondito la tematica del clown teatrale e sociale con diversi maestri: Jango Edwards, Avner The Eccentric, Miloud Oukili, Virginia Imaz, Alessio Targioni, Paolo Nani.
Ha il 47 di scarpe.

Per info e prenotazioni:
info@art-counselling.it
Valentina Barlacchi 349.2394661
www.art-counselling.it

“COPPIE E FAMIGLIE IERI OGGI E DOMANI”

L’amore come veicolo verso la pace

Laboratorio con la dott.ssa Anna Ravenna

CONTENUTI E PROGRAMMA:
Unioni civili, coppie di fatto, famiglie tradizionali, famiglie monoparentali, famiglie multinucleari, matrimoni gay, procreazione assistita, ci siamo adottati.
Crisi di valori o opportunità?
Quale è la tua situazione d’origine? Quale quella attuale? E se dovessi lavorare con coppie/famiglie diverse dalle tue, quali difficoltà immagini che incontreresti?

DOCENTE: Anna Ravenna. Psicoterapeuta, Psicologa, Didatta Supervisore iscritta al n.3083 dell’Albo degli Psicologi/elenco degli Psicoterapeuti della Regione Lazio – Roma Italia. FORMATORE AICo.
Fondatrice della FeIG (Federazione Italiana Gestalt ad orientamente fenomenologico esistenziale), Past-President della FISIG (Federazione Italiana Scuole ed Istituti Gestalt), membro della Commissione per l’etica e la deontologia professionale della FIAP/CNSP (Federazione Italiana Associazione Psicoterapeuti/ Coordinamento Nazionale Scuole di Psicoterapia ), già membro del Comitato direttivo della FORGE (Fédération Internationale des Organismes de Formation à la Gestalt), membro dell’EAGT (European Association for Gestalt Therapy), fondatrice e supervisore del SAIFIP (Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica) Az. Osp. S. Camillo, Roma.
Attività professionale nell’ambito della psicoterapia, della supervisione e della didattica secondo il modello della Gestalt Therapy, attività clinica in setting individuale, di coppia ed in gruppo, con particolare interesse per l’approccio psicofisiologico e gestaltico per le problematiche sociali di emarginazione.

SEDE DELL’ATTIVITÀ FORMATIVA:  A Firenze in Via del Guarlone 69.

DATE E ORARI: A novembre Sabato 24 dalle 11,30 alle 20 e Domenica 25 dalle 10 alle 19.

COSTO: €130.
Si informa che vista la rilevanza dell’incontro le iscrizioni si effettueranno fino alla fine esaurimento del n. previsto. Per informazioni e per le iscrizioni contattare tramite n. 339 12 56 173 o alla mail anamariacostantini@tiscali.it.

La partecipazione è con prenotazione obbligatoria.
Il pranzo è autogestito.

Si certificheranno 16 ore di formazione e di formazione permanente accreditata da AICo.
L’attività formativa proposta è parte del Corso di Formazione di Counselling per lo Sviluppo e il Potenziamento dell’Essere accreditato da AICo ((Associazione Italiana di Counselling).
www.ateliergestaltcounselling.it