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La Pratica Filosofica

di G. Paolo Quattrini

Pubblicato sul Numero 21 di INformazione

Lungimiranza e valore: al di là dei confini dell’io, l’esperienza della qualità.

 

Filosofia è scienza della saggezza, conoscenza concettuale di qualcosa che concettuale non è: la saggezza è figlia dell’esperienza, e nell’esperienza la saggezza si articola attraverso il valore. Per secoli la domanda sull’essenza della realtà ha occupato lo spazio filosofico in tutte le sue figure, finchè Kierkgaard non affermò che questa centralità spetta alla domanda sul valore: cosa vale la pena di fare della propria vita? A questo punto si apre il discorso sulla pratica filosofica.

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Kaos e complessità, elementi fondanti in ambito psicoterapeutico

di Silvana Bonanni – Emilio Gattico

Università degli Studi di Bergamo

Pubblicato sul numero 16 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling e Fenomenologia

In ogni caos c’è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto (Carl Gustav Jung)

Il nostro contributo, proprio a partire dal titolo “Kaos e complessità: elementi fondanti in ambito psicoterapeutico” vuole essere volutamente provocatorio, ma con l’intento di evidenziare come nel campo scientifico occorra in primo luogo liberarsi da presupposti di qualsiasi genere, in quanto tendono sovente a trasformarsi in pregiudizi. Questi ultimi poi sono non raramente assunti a guisa di principi indubitabili, quali garanti della coerenza delle conseguenze da essi dipendenti e giustificanti qualsiasi risultato.
Si è all’interno di una prospettiva radicalmente determinista, ove qualsiasi accadimento è connotato dal più rigido meccanicismo, con evidente bando di qualsiasi componente casuale o in ogni caso una loro drastica riduzione. Tutto ciò comporterà evidentemente differenti strategie discorsive a seconda degli argomenti dei quali si sarà chiamati a trattare e che daranno vita a differenti organizzazioni del discorso o, come preferiamo dire, schematizzazioni discorsive.
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Meccanismi di difesa e resistenze al contatto

di Sergio Mazzei

Direttore dell’Istituto Gestalt e Body Work

Pubblicato sul numero 12 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia.

 

Nella psicoterapia della Gestalt i meccanismi di difesa vengono chiamati “resistenze” e la domanda quindi è: da cosa ci si difende, da cosa si resiste?

Le difese vengono utilizzate quando c’è paura, quando c’è troppa angoscia e ci si sente in pericolo. Si sente, più o meno consciamente, che ci si deve trattenere dal fare qualcosa o dall’essere e dal manifestarsi in un qualche modo, principalmente davanti a qualcuno ma anche con se stessi. La resistenza infatti si applica nel contatto interpersonale, nell’incontro Io-Tu, ma anche nella relazione intrapsichica tra me e me stesso, quando per esempio evito di prendere consapevolezza di aspetti della mia esperienza di cui ho timore. Avere una resistenza implica la presenza di un Io che sceglie o aspira ad essere in un qualche modo e che evita, rifiuta di essere in qualche altro. Nella sua modalità di resistenza specifica la funzione “Io” applica nel ciclo del contatto principalmente l’introiezione (devo …, non devo …) e la proiezione (andrà male… sarò punito …) per interrompersi.

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Esperienza artistica e conoscenza

di Gabriele Perrotti

Pubblicato sul numero 12 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia.

 

Furono i romantici a fornire una nuova concezione dell’arte, non più imitazionedella natura e quindi subordinata alla realtà, a ciò che già è, ma creazione e quindi qualcosa che aveva a che fare con la conoscenza e la verità. Il grande poeta tedesco Friedrich Hölderlin riteneva che la filosofia nascesse dalla poesia, perché solo la bellezza mette l’uomo in relazione con il divino. Per Friedrich Schlegel l’artista, genio dell’arbitrio assoluto, è il mediatore per eccellenza, colui che avverte il divino in sé e si sacrifica e si annienta per annunciare questo divino. Leggi tutto

La Gestalt nella scuola di formazione di Firenze

di GIOVANNI PAOLO QUATTRINI

Direttore – Istituto Gestalt Firenze – sede di Firenze

Pubblicato sulla rivista “Informazione Psicoterapia Counselling Fenomenologia” n° 1,
gennaio – febbraio 2003, pagg. 62-87, ed. IGF. Roma

 

Il background teorico: la rivoluzione esistenzialista

Nella relazione d’aiuto la teoria è strettamente funzionale alla pratica, nel senso che i concetti spiegano perché si fa quello che si fa nella pratica e così la supportano. Si potrebbe dire che la teoria sta alla pratica come il manico sta alla padella: è difficile maneggiare una padella senza il manico.

Esistenzialismo

Ora, un paio di secoli fa accadde una rivoluzione sostanziale nella storia del pensiero, che però quasi nessuno ha rimarcato a parte gli addetti ai lavori, tanto che il modo comune di pensare è ancora lo stesso di prima di questa rivoluzione.

Questa rivoluzione si chiama oggi esistenzialismo.

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La comunicazione

di G. Paolo Quattrini

Pubblicato sul numero 15 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia

 

Si può perdersi nelle parole, dimenticando le regole del gioco.

Il problema della comprensibilità: linguaggio analogico e linguaggio digitale  
D. – Di cosa c’è bisogno per potersi capire?
R. – Intendendo per capire che chi si esprime possa essere correttamente interpretato nelle sue intenzioni coscienti da chi presta attenzione, oltre al fatto che chi si esprime voglia significare davvero qualcosa a chi ascolta, c’è bisogno poi che lo faccia con segni che hanno un significato preciso, cioè che sono convenzionalmente codificati e riconoscibili dall’altro, e connessi da regole ugualmente conosciute e rispettate: c’è bisogno insomma che usi un linguaggio digitale .
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Il potere nella relazione terapeutica

di Claudio Billi

Abstract: La co-narrazione come strumento di comprensione della relazione tra paziente e terapeuta. Un’analisi delle dinamiche di potere che intercorrono fra le righe delle comunicazioni e il dialogo terapeutico e le sue manifestazioni relazionali.

Keywords: potere, relazione, psicoterapia, narrazione.

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