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Kaos e complessità, elementi fondanti in ambito psicoterapeutico

di Silvana Bonanni – Emilio Gattico

Università degli Studi di Bergamo

Pubblicato sul numero 16 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling e Fenomenologia

In ogni caos c’è un cosmo, in ogni disordine un ordine segreto (Carl Gustav Jung)

Il nostro contributo, proprio a partire dal titolo “Kaos e complessità: elementi fondanti in ambito psicoterapeutico” vuole essere volutamente provocatorio, ma con l’intento di evidenziare come nel campo scientifico occorra in primo luogo liberarsi da presupposti di qualsiasi genere, in quanto tendono sovente a trasformarsi in pregiudizi. Questi ultimi poi sono non raramente assunti a guisa di principi indubitabili, quali garanti della coerenza delle conseguenze da essi dipendenti e giustificanti qualsiasi risultato.
Si è all’interno di una prospettiva radicalmente determinista, ove qualsiasi accadimento è connotato dal più rigido meccanicismo, con evidente bando di qualsiasi componente casuale o in ogni caso una loro drastica riduzione. Tutto ciò comporterà evidentemente differenti strategie discorsive a seconda degli argomenti dei quali si sarà chiamati a trattare e che daranno vita a differenti organizzazioni del discorso o, come preferiamo dire, schematizzazioni discorsive.
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Meccanismi di difesa e resistenze al contatto

di Sergio Mazzei

Direttore dell’Istituto Gestalt e Body Work

Pubblicato sul numero 12 di Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia.

 

Nella psicoterapia della Gestalt i meccanismi di difesa vengono chiamati “resistenze” e la domanda quindi è: da cosa ci si difende, da cosa si resiste?

Le difese vengono utilizzate quando c’è paura, quando c’è troppa angoscia e ci si sente in pericolo. Si sente, più o meno consciamente, che ci si deve trattenere dal fare qualcosa o dall’essere e dal manifestarsi in un qualche modo, principalmente davanti a qualcuno ma anche con se stessi. La resistenza infatti si applica nel contatto interpersonale, nell’incontro Io-Tu, ma anche nella relazione intrapsichica tra me e me stesso, quando per esempio evito di prendere consapevolezza di aspetti della mia esperienza di cui ho timore. Avere una resistenza implica la presenza di un Io che sceglie o aspira ad essere in un qualche modo e che evita, rifiuta di essere in qualche altro. Nella sua modalità di resistenza specifica la funzione “Io” applica nel ciclo del contatto principalmente l’introiezione (devo …, non devo …) e la proiezione (andrà male… sarò punito …) per interrompersi.

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