Navigate / search

INformazione numero 26

INformazione_26_Cover

È uscito il nuovo numero di Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia.

Il Numero 26

Editoriale

Babele!
Con questo titolo si avvia un’altra nuova stagione editoriale per INformazione e per l’Istituto Gestalt Firenze, con l’intento di aprire le pubblicazioni a contributi di respiro più manifestamente internazionali. Babele sarà infatti, oltre che una nuova rubrica fissa sulla rivista che ospiterà contributi in lingua italiana ma ispirati da esperienze di Gestalt e confronti con quelli di altre culture, un’interfaccia multilingue sul sito internet dell’Istituto. L’indirizzo fenomenologico esistenziale in sostanza prende il largo oltre i confini d’Italia e già da questo numero potrà contare su diversi contributi d’autore.
Si parte come di consueto con un articolo di Paolo Quattrini (potremmo definirlo ormai un vero e proprio editoriale) su Gestalt e Buddhismo. Il viaggio, che sembra quasi già un ritorno alle origini, toccherà le terre medio orientali con Valentina Barlacchi, ci traghetterà nel continente sudamericano con Alessandra Petrone e terminerà nelle terre di confine di un approccio transculturale con Lilla Turco.
Nella seconda parte di questo numero, chiuse le porte di Babele, ci inoltreremo come da tradizione su temi più marcatamente clinici, come quelli affrontati da Anna Ravenna sugli “uditori di voci”, i problemi alcoolcorrelati grazie a Benedetti/Londi/Colzi/Fanucchi/Magri/Patussi e il trattamento dell’autismo con Francesca M. Ferraro.

Buona lettura!

 

NB Per leggerlo integralmente (e scaricarlo) basta essere registrati e “loggati”, cosa che può essere fatta qui

La Redazione

Nemici senza guerra

di G. Paolo Quattrini

Pubblicato sul numero 11 della Rivista Formazione IN Psicoterapia, Counselling, Fenomenologia.

E’ implicito comune che il nemico si combatte, che nemico significa quindi guerra.
Si tratta però di un assunto congruo piuttosto a civiltà primitive e espansionistiche, nelle quali le relazioni erano di alleanza o attacco, e dove solo le culture territorialmente molto distanziate, tipo Europa e Cina, potevano limitarsi ad avere scambi commerciali senza altre implicazioni. Si tratta in realtà di una posizione alquanto paranoica, dove l’aspettativa è mangiare o essere mangiato.
Oggi, anche se siamo politicamente abbastanza differenziati da poter concepire l’esistenza di Stati nemici con cui intratteniamo relazioni e a cui non facciamo guerra, è ancora difficile sul piano individuale considerare nemiche specifiche persone senza per questo mettere in atto operazioni aggressive che prima o poi non si convertano in belliche.
Leggi tutto