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	<title>Istituto Gestalt Firenze - I.G.F.</title>
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	<description>Formazione in Psicoterapia della Gestalt</description>
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		<title>Webinar con Erving Polster e incontro tra gestaltisti e non&#8230;.il 19 aprile p.v.</title>
		<link>http://www.igf-gestalt.it/news/webinar-con-erving-polster-e-incontro-tra-gestaltisti-e-non-il-19-aprile-p-v/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 13:28:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michaela</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete invitati ad un&#8217;incontro tra GESTALTISTI E NON  sul tema &#8220;Comunità e Koiné: per una democrazia partecipativa&#8221;   il 19 aprile p.v.  alle ore 21,00  presso la sede di Roma dell&#8217;I.G.F. in Via Costabella n.21.  Seguirà uno &#8220;Special Webinar&#8221; con &#8230; <a href="http://www.igf-gestalt.it/news/webinar-con-erving-polster-e-incontro-tra-gestaltisti-e-non-il-19-aprile-p-v/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siete invitati ad un&#8217;incontro tra GESTALTISTI E NON  sul tema &#8220;<em><strong>Comunità e Koiné: per una democrazia partecipativa</strong></em>&#8221;   il 19 aprile p.v.  alle ore 21,00  presso la sede di Roma dell&#8217;I.G.F. in Via Costabella n.21.  Seguirà uno <em><strong>&#8220;Special Webinar</strong></em>&#8221; con <em><strong>Erving Polster</strong></em></p>
<p>L&#8217;incontro è gratuito e a numero chiuso. Verrà rilasciato un attestato di partecipazione.</p>
<p>Le prenotazioni per email all&#8217;indirizzo: roma@igf-gestalt.it</p>
<p><a href="http://www.igf-gestalt.it/wp-content/uploads/2012/04/ERVING-POLSTER-19-APRILE-2012.pdf">Webinar con Erving Polster 19 APRILE 2012</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Etica e deontologia: alcune definizioni in prospettiva gestaltica</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 14:05:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michaela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestalt Blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.igf-gestalt.it/?p=3568</guid>
		<description><![CDATA[28/03/2012 - I codici deontologici, come ogni normativa, sono delle “mappe” e si fondano su principi e norme di autodisciplina che emergono, come astrazioni, dalla pratica e dal confronto delle diverse esperienze professionali a tutela della comunità professionale e a garanzia della qualità dei servizi prestati. 
Come ogni codificazione, tali testi sono espressione della cultura e dei costumi prevalenti (lat. mores, da cui morale). Essi, e tutto il più ampio contesto normativo che li precede e li accompagna, non possono, in quanto tali, che cristallizzare l’attività professionale in norme generali ed astratte che, per loro natura, ignorano il flusso evolutivo nel quale ogni evento umano è immerso e dal quale trae significato. <a href="http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/3568/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Liberamente ispirato a scritti di<em> Paolo Quattrini </em>e<em> Anna R. Ravenna</em></strong></p>
<p><em>Pubblicato il 28 marzo 2012</em></p>
<p>&nbsp;<br />
&nbsp;<br />
I codici deontologici, come ogni normativa, sono delle “mappe” e si fondano su principi e norme di autodisciplina che emergono, come astrazioni, dalla pratica e dal confronto delle diverse esperienze professionali a tutela della comunità professionale e a garanzia della qualità dei servizi prestati.<br />
Come ogni codificazione, tali testi sono espressione della cultura e dei costumi prevalenti (lat. mores, da cui morale). Essi, e tutto il più ampio contesto normativo che li precede e li accompagna, non possono, in quanto tali, che cristallizzare l’attività professionale in norme generali ed astratte che, per loro natura, ignorano il flusso evolutivo nel quale ogni evento umano è immerso e dal quale trae significato.<br />
La morale, dunque, può essere considerata come l’insieme di tutte le norme in diverso modo vigenti in una comunità (codici, regolamenti, prassi, costume…) che la persona è bene che osservi al fine di una buona convivenza, tenendo tuttavia presenti le loro continue evoluzioni.<br />
È l’incontro tra etica e morale che permette alle norme di immergersi nella concreta realtà delle relazioni umane, flusso in continuo divenire.<br />
Se definiamo l’etica come la misura di valore di comportamenti concreti, contestualizzati, essa non può che essere esperita “in situazione” e, quindi, solo dai soggetti che della situazione partecipano.<br />
Se per etica professionale intendiamo, dunque, la qualità dell’esperienza relazionale nel suo farsi, in ambito psicoterapeutico come in ogni altro ambito, una morale senza etica sarebbe paragonabile al pilota automatico degli aerei che deduce gli spostamenti necessari dai calcoli fatti dagli strumenti.<br />
Fermo restando l’efficacia del calcolo degli strumenti di bordo (i principi e le regole della morale/della normativa) è importante sottolineare che essi sono utili, anzi necessari, per misurare gli aspetti quantitativi della relazione, non per misurarne la qualità.<br />
Tutto ciò che è qualitativo non può essere concettualizzato, descritto, codificato in un testo, non può essere valutato attraverso criteri pre-definiti, uguali per tutti e descritti una volta per tutte.<br />
La qualità, una caratteristica che attiene all’insieme, è il risultato di quello che Paolo Quattrini chiama l’effetto composizione visibile solo in ottica olistica e dato, non dalla somma delle parti, ma dalla relazione che ogni parte ha con le altre e con il tutto in quanto insieme.<br />
In quest’ottica possiamo considerare l’etica, l’arte della convivenza, arte della quale si può solo avere un’esperienza diretta e olistica.<br />
La convivenza si attua attraverso comportamenti e il comportamento umano è un evento intenzionale finalizzato, che si svolge all’interno di un continuum. Per dare una valutazione di un comportamento dobbiamo, tuttavia, sempre fare riferimento arbitrariamente ad una sezione di questo continuum. Il significato dell’evento varia con il variare della sezione scelta, con il variare della punteggiatura.<br />
Il valore del comportamento, dunque, può essere definito esclusivamente dal vissuto che ne hanno gli individui coinvolti nella relazione che si attua in un dato  contesto. Solo loro possono sentire il sapore che quel comportamento suscita, possono sentire l’interesse, il piacere a restare nella relazione in base a valori che, in quanto tali, non possono che essere personali.<br />
Ogni relazione, quindi anche quella psicoterapeutica, si fonda su scelte e assunzioni di responsabilità reciproche.</p>
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		<title>Supervisione con Paolo Quattrini dal 3 al 7 aprile 2012</title>
		<link>http://www.igf-gestalt.it/news/supervisione-con-paolo-quattrini-dal-3-al-7-aprile-2012/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 13:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michaela</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.igf-gestalt.it/?p=3543</guid>
		<description><![CDATA[Residenziale di supervisione con Paolo Quattrini :   30 ore di formazione, presso la Villa del Seminario- Casa Diocesana E. Bartoletti Via della Chiesa Prima, 427/M – Arliano, 55100 Lucca (LU) Tel: 0583 368691 – Fax: 0583 549933 info@villadelseminario.com – &#8230; <a href="http://www.igf-gestalt.it/news/supervisione-con-paolo-quattrini-dal-3-al-7-aprile-2012/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Residenziale <strong></strong><strong></strong> di supervisione con Paolo Quattrini :   <strong>30 ore</strong> di formazione, presso la Villa del Seminario- Casa Diocesana E. Bartoletti Via della Chiesa Prima, 427/M – Arliano, 55100 Lucca (LU) Tel: 0583 368691 – Fax: 0583 549933 <a href="mailto:info@villadelseminario.com" target="_blank">info@villadelseminario.com</a> – <a href="http://www.villadelseminario.com/" target="_blank">www.villadelseminario.com</a></p>
<p>Per ulteriori informazioni  visitare la pagina web:</p>
<p><a href="http://www.igf-gestalt.it/seminario-convegno/supervisione/">http://www.igf-gestalt.it/seminario-convegno/supervisione/</a></p>
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		<title>&#8220;La Forma che emerge dal confronto&#8221; Convegno Nazionale 9-10 giugno 2012</title>
		<link>http://www.igf-gestalt.it/news/convegno-nazionale-9-10-giugno-2012-la-forma-che-emerge-dal-confronto/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 12:16:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michaela</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.igf-gestalt.it/?p=3527</guid>
		<description><![CDATA[Convegno Nazionale &#8220;La Forma che emerge dal confronto&#8221; La terapia della Gestalt nell’infanzia: dialogo con gli altri modelli di intervento. 9-10 giugno 2012 -  Centro Congressi Stazione Marittima – Molo Bersaglieri,3 - Trieste  La terapia  gestaltica applicata all’infanzia, in particolare il &#8230; <a href="http://www.igf-gestalt.it/news/convegno-nazionale-9-10-giugno-2012-la-forma-che-emerge-dal-confronto/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Convegno Nazionale &#8220;La Forma che emerge dal confronto&#8221;</strong><br />
La terapia della Gestalt nell’infanzia: dialogo con gli altri modelli di intervento.<br />
9-10 giugno 2012 -  Centro Congressi Stazione Marittima – Molo Bersaglieri,3 -<strong> Trieste </strong></p>
<p>La terapia  gestaltica applicata all’infanzia, in particolare il modello di <strong>Violet Oaklander</strong> arriva in Italia con la presenza della sua allieva e diretta collaboratrice <strong>Lynn Stadler</strong>.<br />
Delineeremo i tratti principali del modello con lezioni teoriche e sessioni dimostrative, intervallate e commentate dagli interventi di gestaltisti italiani e di esponenti di spicco degli altri approcci terapeutici che si dedicano al mondo dei bambini.</p>
<p>Per ulteriori informazioni è possibile consultare la pagina web:<br />
<a href="http://www.igf-gestalt.it/seminario-convegno/la-forma-che-emerge-dal-confronto/">http://www.igf-gestalt.it/seminario-convegno/la-forma-che-emerge-dal-confronto/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricordando Bruno Callieri: La festa e il dono per l’LXXXV anno di Bruno Callieri</title>
		<link>http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/la-festa-e-il-dono-per-l%e2%80%99lxxxv-anno-di-bruno-callieri/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 15:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>betti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestalt Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[13/02/2012 - La cerimonia di omaggio per l’LXXXV anno di Bruno Callieri si è svolta a Roma, il 6 novembre 2008, con l’augurio di un folto gruppo di allievi e la presentazione di un volume a lui dedicato: Io e Tu. Fenomenologia dell’incontro, a cura di Gilberto Di Petta (EUR - Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2008).
Nella sontuosa Sala delle Colonne di Palazzo Marini (sala conferenze della Camera dei Deputati) in Via Poli 19, estimatori, amici, Colleghi e allievi hanno voluto festeggiare affettuosamente l’ottantacinquesimo anno della irripetibile presenza mondana di Bruno Callieri, intellettuale di straordinaria umanità.  <a href="http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/la-festa-e-il-dono-per-l%e2%80%99lxxxv-anno-di-bruno-callieri/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicato il 13 febbraio 2012</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordando Bruno Callieri:</p>
<p><strong>Io e Tu: un volume scritto sullo spartito di Martin Buber di Sergio Mellina</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>La cerimonia</strong></p>
<p><em></em>La cerimonia di omaggio per l’LXXXV anno di Bruno Callieri si è svolta a Roma, il 6 novembre 2008, con l’augurio di un folto gruppo di allievi e la presentazione di un volume a lui dedicato: Io e Tu. Fenomenologia dell’incontro, a cura di Gilberto Di Petta (EUR &#8211; Edizioni Universitarie Romane, Roma, 2008).<br />
Nella sontuosa Sala delle Colonne di Palazzo Marini (sala conferenze della Camera dei Deputati) in Via Poli 19, estimatori, amici, Colleghi e allievi hanno voluto festeggiare affettuosamente l’ottantacinquesimo anno della irripetibile presenza mondana di Bruno Callieri, intellettuale di straordinaria umanità. Uomo sensibilissimo ai problemi del suo tempo per inclinazione naturale, neuropsichiatra clinico di raffinata cultura per vocazione, infaticabile studioso di psicopatologia per passione. Maestro insigne per più generazioni di psichiatri, fenomenologicamente orientati, è stato amico d’insigni maestri delle scienze umane.<br />
Filosofi, storici, giuristi, antropologi, sociologi, teologi, etnografi, etnopsichiatri e, naturalmente, psichiatri e psicologi – che, numerosi, ha incontrato nel corso del suo lungo tragitto euristico e aporetico sui temi ambigui della follia – hanno voluto onorarlo della loro stima e amicizia, essendone ricambiati in entrambi questi aspetti peculiari (e fra i più ricchi) della relazione umana.<br />
Lo stile fenomenologico in psicopatologia è antico e moderno allo stesso tempo. Lo stile è forma ma anche sostanza. La forma è ciò che appare, ma ciò che appare dell’umana presenza è anche ciò che l’uomo rivela di sé: quello, e non altro, è il suo modo di presentificarsi, di declinarsi nel mondo della vita. La persona può aggiungere qualcosa con la parola, perché il linguaggio dimora all’ombra dell’essere, ma la mondanizzazione della presenza è nient’altro che l’esser-ci.<br />
Come si usava un tempo negli ambienti accademici della mitteleuropa (ma anche nella migliore tradizione scientifica presente, ora a vero dire un po’ meno frequentemente), quattro amici1 hanno voluto rendere omaggio all’ottantacinquesimo anno di Bruno Callieri, con la pubblicazione di una raccolta di saggi. «Quattro “compagni di strada” (tre psichiatri e una filosofa) – è scritto sul retro di copertina del volume – e un allievo interloquiscono, attraverso queste pagine, con il Maestro, con il Clinico, con l’uomo Bruno Callieri». Da questa interlocuzione, a questi personaggi consueta ed elettivamente affine, ne scaturisce «uno squarcio prospettico che illumina, oltre al percorso di alcune vite, la complessa vicenda storica della psichiatria del Novecento, tagliata al livello di alcuni dei suoi più cruciali nodi psicopatologici» (ibid.).<br />
Per cogliere compiutamente il senso di questa celebrazione, bisogna parlare separatamente dei due aspetti che hanno caratterizzato l’avvenimento, scindendo il momento della festa da quello del dono.<br />
Infatti, da un lato si festeggiavano gli 85 anni del Maestro, dall’altro si presentava un libro a lui dedicato per la circostanza: Io e Tu. Fenomenologia dell’incontro, il dono, per l’appunto, uscito nel luglio 2008 per “i tipi” della EUR. L’iniziativa torna a merito della passione della Dottoressa Fernanda Conti Pallai, direttrice della “piccola ma coraggiosa Casa Editrice” romana, che ormai da anni raccoglie, riordina, ristampa, promuove, diffonde e cura ufficialmente l’intera opera di Bruno Callieri.</p>
<p><strong>La festa</strong></p>
<p>La presentazione del volumetto (170 pagine) – al cospetto del Maestro festeggiato – è avvenuta, come detto, nel pomeriggio di giovedi 6 novembre 2008. Estimatori, allievi, amici e conoscenti sono accorsi numerosi, desiderosi di ascoltare il Maestro, manifestargli la simpatia e tributargli tutto il loro affetto. Dal canto suo, Bruno Callieri, felice di ricevere gli invitati alla sua festa, sprigionava calore umano riconoscendo uno per uno gli amici che andavano a salutarlo al tavolo della conferenza. Per tutti aveva una parola affettuosa e garbata e tutti si sentivano da lui ri-conosciuti.<br />
Gli oratori hanno lodato la sua passione, sottolineato la peculiarità del suo stile di lavoro, ricordato l’originalità della sua ricerca ed elogiato l’ancor lucida produzione fenomenologica.<br />
Ad introdurre la presentazione del testo ed a tratteggiare anche la figura del festeggiato (con premuroso e aristocratico garbo), è stata Maria Antonietta Coccanari de’ Fornari, storica della medicina e presidentessa della sezione tiburtina dell’AMCI, da sempre estimatrice di Callieri.<br />
Ha fatto seguito Antonello Correale, primario psichiatra della ASL B di Roma, psicoanalista didatta freudiano, non remoto alla lezione fenomenologica di Ludwig Binswanger. Esponente di spicco della scuola romana di psichiatria clinica cresciuta all’ombra dell’eclettico Gian Carlo Reda (fra i primi cattedratici della disciplina separata dalla neurologia voluta da Mario Gozzano e Carlo Lorenzo Cazzullo), ha sottolineato le sinergie tra la psicoanalisi e la Daseinsanalyse. Oratore facondo e gradevolissimo, Correale ha riconosciuto le straordinarie possibilità del metodo antropoanalitico d’illuminare il mondo dello psicotico.<br />
Di questo mondo, ha voluto ricordare come Bruno Callieri ne abbia approfondito la conoscenza, lo spessore di senso e le valenze ermeneutico-espressive. Di questo mondo impervio e vertiginoso della follia – ha aggiunto Correale – Callieri ha saputo indicarne alcuni aditi strategici di penetrazione. Per esempio, esplorare la declinazione mondana della persona, scrutarne le colorazioni di mondo, ascoltare la ritmicità o cogliere la dissintonicità di rumore/suono di cui la presenza umana riempie il suo mondo. E, ancora, osservare la singolarità, l’irripetibilità dell’umana presenza, oltre che redigere la sequenza del flusso della storia interiore dell’essere, a partire dall’ascolto di un’anamnesi attenta. Antonello Correale ha terminato il suo intervento, auspicando che la collaborazione tra le tematizzazioni epistemologiche della psicoanalisi e quelle della psicopatologia fenomenologica possa riprendere con profitto proprio dal punto in cui maturò, per ragioni in fondo non insanabili, la grande frattura tra il Maestro viennese e l’allievo svizzero di Kreuzlingen.<br />
Angela Ales Bello, decano di Filosofia all’Università Lateranense di Roma, direttore del Centro Ricerche Fenomenologiche di Roma, ha brevemente riassunto gli ambiti di studio dell’antropologia fenomenologica per coglierne le possibili intersezioni con le altre discipline dell’uomo e segnatamente quelle psicologiche e psicopatologiche.<br />
Dopo aver rammentato i numerosi contributi recati, dalle osservazioni di Bruno Callieri, allo sviluppo del pensiero antropofenomenologico, dove la comparazione tra riflessione teorica ed esperienza clinica si sono sempre alimentate vicendevolmente in infiniti rimandi di squarci folgoranti sulla dimensione della follia, ha richiamato la vivissima attualità filosofica della corrente fenomenologica. A testimonianza di un suo percorso interiore di studiosa delle esperienze umane, Angela Ales Bello, ha sentito inoltre la necessità – tenuto conto dello spirito del tempo presente, invero poco incline alla speranza – di sollecitare le investigazioni sulla fenomenologia della religione, richiamando i suoi pregevoli lavori sul pensiero e sulle scelte coerenti (fino al sacrificio ad Auschwitz) di Edith Stein.<br />
Non si può non cogliere in questi brevi richiami della studiosa romana una riproposizione della riflessione centrale della fenomenologia husserliana, ossia la domanda concernente il senso della storia e dell’esistenza, che è stata anche il punto di partenza delle aporie della Stein – Endliches und ewiges Sein, (Essere finito ed Essere eterno), 1936 – fin da quando, partendo dall’Università di Breslavia (sua città natale), si recò al cosiddetto Circolo di Gottinga, per incontrare i più celebrati fenomenologi del tempo (Franz Brentano, Edmund Husserl, Max Scheler, Martin Heidegger). Non si può neppure negare l’attualità pienissima di questioni centrali che agitano la nostra società contemporanea, come quelle dell’apparire e dell’essere, del vero e del falso, della paura, della speranza e della responsabilità.<br />
Tematizzazioni, queste, che sono balzate alla mente nel momento stesso in cui Angela Ales Bello pronunciava la sua allocuzione. Le sue parole sortivano l’effetto di mettere in collegamento il presente indecifrabile, tremebondo e disperante) con una larga fetta di cultura tedesca di fine Ottocento e primo Novecento (precedentemente, successivamente e nell’interguerra dei due conflitti mondiali). Esse rinviavano l’uditorio direttamente all’Idealismo, allo Storicismo tedesco contemporaneo, alla fenomenologia dello spirito, alla filosofia e alla psichiatria tedesca cosiddetta della “crisi”. E ancora all’esistenzialismo heideggeriano e alla catastrofe che ne è seguita, non solo in Germania, confermando tutte le inquietudini che questi sistemi di pensiero avevano contribuito a sollevare. Nessuno può chiamarsi fuori, poiché la responsabilità (e conseguentemente tanto l’etica della responsabilità quanto l’etica della convinzione) è ineludibilmente personale: sia che assuma la consapevolezza delle conseguenze del proprio agire, sia che si trascenda in una dimensione religiosa, sia che si declini distruttivamente nel nichilismo. Dunque, in definitiva la condizione dell’Essere (fragile, nudo, solo) è quella di essere-gettato-nel-mondo. Ciò malgrado, egli, l’essente, la presenza, non può mai esimersi (espropriarsi) dall’intenzionalità, peculiarità che gli è propria e ontologicamente intrinseca alla natura umana.<br />
Ha concluso, infine, la presentazione di questa festa dell’Ottantacinquesimo, un vigoroso Gilberto Di Petta, dalla prosa che “torna alle cose”. Il discepolo ha voluto sottolineare del Maestro – cui è legato da affetto filiale oltre che gratitudine di allievo devoto – il non trascurabile dettaglio che Bruno Callieri, a suo tempo, è stato uno dei due psichiatri italiani invitato a contribuire con un saggio (Aspetti psicopatologicoclinici della Wahnstimmung) al volume di scritti per la festa in onore del 75° di Kurt Schneider2. Al termine il Maestro, sempre partecipe e sintonizzato sulla corrente di reciproca empatia coi suoi tanti amici e allievi, ha ringraziato felice e (parsimoniosamente) commosso.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: x-small;">1 Angela Ales Bello, Arnaldo Ballerini, Eugenio Borgna, Lorenzo Calvi.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: x-small;">2 Festschrift. Psychopathologie heute. Prof. Dr. med. Dr. Phil. Dr. jur. h.c. Kurt </span><span style="font-size: x-small;">Schneider zum 75. Geburtstag. Hrsgg. von Heinrich Kranz. Thieme, Stuttgart, </span><span style="font-size: x-small;">1962.</span></p>
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		<title>In ricordo di Bruno Callieri di Anna R. Ravenna</title>
		<link>http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/in-ricordo-di-bruno-callieri/</link>
		<comments>http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/in-ricordo-di-bruno-callieri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 12:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michaela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestalt Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[10/02/2012 - E’ morto Bruno Callieri,
uomo buono e giusto ancor prima che pensatore raffinato e affascinante didatta. Ogni incontro con lui è stato per me, e poi per gli allievi del nostro Istituto, un viaggio affascinante e a tutto tondo nella cultura del XX secolo.
Nel suo parlare si intrecciavano sempre analisi profonde dei più diversi aspetti della condizione umana e riferimenti culturali preziosi da lui offerti, a noi assetati di sapere, con l’entusiasmo e la modestia che sempre lo hanno contraddistinto. <a href="http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/in-ricordo-di-bruno-callieri/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicato il 10 febbraio 2012</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em></em>E’ morto Bruno Callieri,<br />
uomo buono e giusto ancor prima che pensatore raffinato e affascinante didatta. Ogni incontro con lui è stato per me, e poi per gli allievi del nostro Istituto, un viaggio affascinante e a tutto tondo nella cultura del XX secolo.<br />
Nel suo parlare si intrecciavano sempre analisi profonde dei più diversi aspetti della condizione umana e riferimenti culturali preziosi da lui offerti, a noi assetati di sapere, con l’entusiasmo e la modestia che sempre lo hanno contraddistinto.<br />
La chiarezza del suo discorso, attraverso una pregnanza argomentativa, accompagnava l’ascoltatore o il lettore sino all’intimità dell’esperienza e dei vissuti nell’incontro con l’Altro sino alle modalità di essere dell’uomo nel mondo ‘in qualunque forma clinica esso sia imprigionato’.<br />
Non sembra azzardato affermare che ripercorrere la vita di Bruno Callieri voglia dire ripercorrere la storia della psichiatria italiana ed europea del novecento e di quel processo che ha portato al riscatto della psichiatria ‘dalle pieghe dell’assurdo e dell’insignificanza anatomo-istologica, prima, psicodinamico-sociologica, durante e, biologico-molecolare, dopo’ ,come scrive Gilberto Di Petta, per giungere alla fondazione della psicopatologia antropologica di cui Bruno Callieri è stato uno dei più significativi fondatori.</p>
<p>Grazie Bruno, grazie per avermi accompagnato nel mondo della vita, per tutti gli incontri e l’affetto che hai voluto regalare a me, a me personalmente, ed a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarti e ad ognuna delle quali tu hai sempre saputo rimandare la sua preziosità, la sua unicità non solo nel mondo, ma soprattutto nel tuo cuore.<br />
Anna Ravenna</p>
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		<title>Transgender Day of Remembrance</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michaela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestalt Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[30/01/2012 - Il 19 Novembre 2011 Anna Rita Ravenna ha preso parte al Transgender Day of Remembrance - Giornata internazionale contro la transfobia. Dialoghi e testimonianze sulla vita delle persone transessuali, un’iniziativa organizzata da AGEDO LECCE, con la collaborazione del CSVSalento per parlare della vita delle persone transessuali. <a href="http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/3273/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Pubblicato il 30 gennaio 2012</em></p>
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<p><em></em>Il 19 Novembre 2011 Anna Rita Ravenna ha preso parte al Transgender Day of Remembrance &#8211; Giornata internazionale contro la transfobia. Dialoghi e testimonianze sulla vita delle persone transessuali, un’iniziativa organizzata da AGEDO LECCE, con la collaborazione del CSVSalento per parlare della vita delle persone transessuali.</p>
<p>Attraverso il susseguirsi di racconti e di interviste l’incontro è stato occasione di conoscenza e riflessione sulle difficoltà, i bisogni e le aspirazioni delle persone transessuali. Si è parlato, inoltre, di transfobia, di ciò che significa e dei gravi danni che causa a livello sociale e personale.</p>
<p>Nei video che seguono sono presenti alcuni interventi di Anna Rita Ravenna.</p>
<p><object style="width: 278px; height: 197px;" width="320" height="240" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VEE7k9CE2oQ?rel=0&amp;showsearch=0&amp;showinfo=0&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="width: 278px; height: 197px;" width="320" height="240" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/VEE7k9CE2oQ?rel=0&amp;showsearch=0&amp;showinfo=0&amp;fs=1" allowFullScreen="true" wmode="transparent" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><span><strong>Anna Ravenna sull&#8217;omofobia</strong></span></p>
<p><object style="width: 278px; height: 197px;" width="320" height="240" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/tXhQUaMdjO0?rel=0&amp;showsearch=0&amp;showinfo=0&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="width: 278px; height: 197px;" width="320" height="240" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/tXhQUaMdjO0?rel=0&amp;showsearch=0&amp;showinfo=0&amp;fs=1" allowFullScreen="true" wmode="transparent" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><strong>Anna Ravenna illustra il progetto Crossing Diversity<br />
promosso dall&#8217;Unione Europea</strong></p>
<p><object style="width: 278px; height: 197px;" width="320" height="240" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/VEOJqqXAUHs?rel=0&amp;showsearch=0&amp;showinfo=0&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="width: 278px; height: 197px;" width="320" height="240" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/VEOJqqXAUHs?rel=0&amp;showsearch=0&amp;showinfo=0&amp;fs=1" allowFullScreen="true" wmode="transparent" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><span><strong>Angela Angelastro e Anna Ravenna presentano il SAIFIP<br />
(Servizio di Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica)</strong></span></p>
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		<title>Etica, Deontologia e  Psicoterapia  della Gestalt</title>
		<link>http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/etica-deontologia-e-psicoterapia-della-gestalt/</link>
		<comments>http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/etica-deontologia-e-psicoterapia-della-gestalt/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:13:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>betti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestalt Blog]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.igf-gestalt.it/?p=3294</guid>
		<description><![CDATA[26/01/2012 - Quali sono i valori ai quali, in quanto gestaltisti, ci richiamiamo nella nostra pratica professionale?
In Gestalt si parte  dall’assunto che ogni relazione ed ogni rapporto si fonda sul contatto.
Non esistono esseri umani isolati, ogni individuo non può essere separato dal contesto in cui è immerso, senza alcuna eccezione né in termini spaziali, né in termini temporali, né in termini relazionali. <a href="http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/etica-deontologia-e-psicoterapia-della-gestalt/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><strong>Liberamente ispirato a scritti di<em> Paolo Quattrini </em>e<em> Anna R. Ravenna</em></strong></p>
<p><em style="text-align: left;">Pubblicato il 26 gennaio 2012</em></p>
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<p><strong style="text-align: left;">Quali sono i valori ai quali, in quanto gestaltisti, ci richiamiamo nella nostra pratica professionale?</strong></p>
<p>In Gestalt si parte  dall’assunto che ogni relazione ed <strong>ogni rapporto si fonda sul contatto</strong>.</p>
<p><strong>Non esistono esseri umani isolati</strong>, ogni individuo non può essere separato dal contesto in cui è immerso, senza alcuna eccezione né in termini spaziali, né in termini temporali, né in termini relazionali.</p>
<p><strong>Nella relazione psicoterapeutica le due persone si pongono l’una di fronte all’altra </strong>nel rispetto della propria soggettività e nella convinzione che ognuna di loro, in quanto essere umano, sia un valore in sé e un fine in sé. Per questo nessuna delle due persone potrà usare l’altro come mezzo per il raggiungimento di propri scopi.</p>
<p><strong>L’azione psicoterapeutica allora è la parte di un tutto</strong>, <strong>rappresentato da ciò che fluisce tra due soggetti etici </strong>(intenzionalmente orientati verso una relazione umanamente paritetica e consapevoli delle proprie responsabilità) <strong>in un contesto etico </strong>(espressamente fondato sulla pariteticità e su regole  esplicite e condivise).</p>
<p>In questo contesto i criteri di giusto/ingiusto, buono/cattivo, così spesso utilizzati nelle valutazioni morali, hanno sempre un valore relativo: per me, qui ed ora (auto-nomia).</p>
<p>La via d’uscita dal relativismo morale sembra essere, allora, quella di rivolgere l’interrogativo morale ad <strong>individui responsabili pronti a rispondere, a pagare i prezzi di comportamenti e di scelte.</strong></p>
<p>Ma le scelte  reali non possono che nascere dal contatto con il mondo emozionale e da consapevoli esperienze con il mondo sensibile, piuttosto che da leggi presunte “naturali” e scaturite da un astratto e deresponsabilizzante mondo delle idee (etero-nomia).</p>
<p><strong>In ottica fenomenologica, l’empatia è lo strumento per porsi di fronte all’altro come soggetto </strong>mantenendo la dualità relazionale e nello stesso tempo comprendendo non solo il processo cognitivo, ma il processo affettivo-emotivo dell’altro. Comprendere è qui usato nel senso di prendere con sé  e contemporaneamente essere in contatto con il processo che in sé stessi viene evocato dalla presenza dell’altro, senza fare confusione tra i due contesti.</p>
<p><strong>Solo ponendosi all’interno di una relazione psicoterapeutica ognuno può scoprire cosa ha valore etico </strong>in base al proprio sentire e all’attuale relazione con l’altro e sviluppare il gusto etico in questo tipo di relazione. Chi ha attraversato un proprio percorso di psicoterapia conosce bene quest’esperienza.</p>
<p><strong>Si tratta di pensare etica e morale come valori che orientano il comportamento umano al servizio dell’uomo stesso</strong>, che recuperano la centralità dell’individuo ed il suo inserimento a pieno diritto nel sociale sottraendolo alla marginalità derivante da marchi discriminanti.</p>
<p><strong>Qual è allora la funzione dei Codici deontologici e, più in generale, della normativa  che regola i comportamenti professionali?</strong></p>
<p>Ogni comunità utilizza dei criteri per legittimare l’ingresso di individui al suo interno e la loro permanenza in essa, nonché prescrive i comportamenti adeguati per il raggiungimento degli scopi che la comunità stessa si prefigge.</p>
<p><strong>Una comunità professionale ha soprattutto la funzione di preservare la fiducia dei clienti ai quali la professione si rivolge ed offrire loro tutela e garanzia della qualità dei servizi prestati.</strong></p>
<p>Questi fini sono perseguiti attraverso una normativa fondata su criteri astratti e mutanti nel tempo. Alcuni professionisti, infatti, trovano questi criteri  non più adeguati ai nuovi contesti e iniziano, a volte in modo implicito, altre in modo esplicito, consapevole e responsabile a disattenderli costruendo le basi per la trasformazione implicita nel loro stesso porsi.</p>
<p><strong>Malgrado questa relatività, le norme svolgono la loro funzione e soprattutto fungono da indicazioni comportamentali per i professionisti che iniziano la loro attività</strong>.</p>
<p>Per questi muoversi su binari precostituiti vuol dire sentirsi protetti e tutelati in un momento della vita professionale in cui la tensione è già naturalmente alta in relazione all’assunzione di rischio e responsabilità. <strong></strong></p>
<p><strong>E’ necessario che i professionisti imparino a muoversi tra due sponde: la liceità dei comportamenti (morale/diritto) e la bontà dei comportamenti (etica).</strong></p>
<p>Le regole codificate permettono di distinguere  comportamenti leciti da comportamenti illeciti mettendo gli operatori al riparo da responsabilità civili e penali, ma non dalla loro coscienza.</p>
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		<title>Gestalt e Spiritualità</title>
		<link>http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/gestalt-e-spiritualita/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>betti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestalt Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[18/01/2012 - In Gestalt il lavoro psicoterapeutico sugli aspetti emozionali è considerato il fondamento di ogni ben-essere.
Esso non può prescindere da quell’aspetto della realtà umana che chiamiamo spiritualità.


La parola psicologia, infatti, viene dal greco ed è composta da psich, che possiamo tradurre con“anima”, e logos traducibile con "discorso”, “argomentazioni su”.

Questo articolo propone un particolare modo di intendere la parola “anima” che ho trovato utile nella professione, sia come psicoterapeuta sia come supervisore-didatta di psicoterapeuti che si formano secondo il modello gestaltico. <a href="http://www.igf-gestalt.it/gestaltblog/gestalt-e-spiritualita/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center"><span style="font-size: medium;"><strong>Liberamente ispirato a scritti di<em> Paolo Quattrini </em>e<em> Anna R. Ravenna</em></strong></span></p>
<p style="text-align: left;" align="right"><em>Pubblicato il 18 gennaio 2012</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Gestalt il lavoro psicoterapeutico sugli aspetti emozionali è considerato il fondamento di ogni <span style="color: #000000;"><strong>ben-essere</strong>.</span><br />
Esso non può prescindere da quell’aspetto della realtà umana che chiamiamo <strong>spiritualità</strong>.</p>
<p><strong>La parola psicologia</strong>, infatti, viene dal greco ed è composta da <em>psich</em>, che possiamo tradurre con<strong>“anima”,</strong> e <em>logos</em> traducibile con<strong> &#8220;discorso”</strong>, “argomentazioni su”.</p>
<p>Questo articolo propone un particolare modo di intendere la parola “anima” che ho trovato utile nella professione, sia come psicoterapeuta sia come supervisore-didatta di psicoterapeuti che si formano secondo il modello gestaltico.</p>
<p>In questa proposta <strong>l’anima è intesa come una realtà fondata sulla materia</strong>, pur non essendo materiale.<br />
<strong>L’anima non è materiale, eppure esiste.</strong><br />
<strong> È ‘l’effetto composizione’ (Gestalt) delle parti dell’organismo,</strong> quell’elemento in più che fa delle parti un tutto che trascende la loro somma.</p>
<p>Come quando in un ambiente si dice che l’atmosfera è intensa; tutti possono fare esperienza di questa realtà così concreta pur non essendo materiale.</p>
<p><strong>Trascendere è un fenomeno puramente naturale</strong>, è impossibile non trascendere. Ma la trascendenza ha una esistenza solo relazionale poiché la qualità, la caratteristica gestaltica, emerge dall’oggetto solo per la persona che ne fa esperienza e solo per lei, soggettivamente, nel qui ed ora dell’esperienza, assume significato.</p>
<p>Qui si evidenzia un problema teorico significativo: abbiamo due tipi di esistenza, <strong>la realtà possibile e la realtà in atto</strong>.</p>
<p>Prima dell’invenzione, o prima del suo montaggio, un computer, per esempio, esiste in potenza, non in atto. Anche dopo che è stato montato, la sua esistenza acquista significato solo in relazione a colui che lo utilizza e l’insieme che essi formano trascende la loro semplice somma.</p>
<p><strong>Secondo Nicolay Hartman</strong> due insiemi non solo trascendono se stessi, ma trascendono anche il loro insieme (‘Dottrina degli strati’). <strong></strong></p>
<p><strong>Qualunque trascendenza è uno strato, all’interno del quale avvengono altre trascendenze che formano, a loro volta, un altro strato:</strong> il mondo dell’invisibile è infinito e si articola all’infinito dal livello inorganico al livello organico vegetale, animale ed umano. Il passaggio dal livello inorganico al livello organico è il risultato di quello che ho chiamato <strong>‘effetto composizione</strong>’, e così il passaggio tra i diversi livelli organici.</p>
<p>Da qui nasce l’idea di anima intesa come tutto ciò che ci apparenta agli animali; in altre parole,<strong> </strong> <strong>gli animali e noi stessi costituiamo tutto ciò che al mondo ha un’anima</strong>.</p>
<p><strong>L’anima</strong>, quindi, potrebbe essere definita come quell’insieme coordinato di relazioni che agevola un certo tipo di coordinamento funzionale delle diverse parti del corpo in modo tale che questo corpo possa venir chiamato ‘essere vivente’, piuttosto che cadavere.</p>
<p>Ora, seguendo la concezione di Hartman secondo cui tutta la realtà trascende se stessa, vi propongo di immaginare che negli esseri umani questo strato che ci apparenta agli animali, trascendendo se stesso, ci colloca in un altro strato che chiamiamo <strong>‘spirito’</strong>.</p>
<p><strong>L’anima, a differenza dello spirito, è meccanica</strong>: non c’è alcuna possibilità di sottrarsi ai meccanismi emozionali. I meccanismi cosiddetti psicologici  sono sempre gli stessi, la logica delle emozioni è una logica di ferro.</p>
<p><strong>Ogni essere umano, al contrario, può esprimersi in miliardi di modi, e questo intendo per spirituale.</strong></p>
<p>Lo spirito, di per sé, non può essere indagato poiché, non essendo meccanico, non è prevedibile:<strong></strong> <strong> il livello dello spirito è il livello della libertà.</strong></p>
<p>Il punto dove finisce l’anima ed inizia lo spirito è il punto dove finisce la psicologia ed inizia tutto ciò che indaga lo spirito, cioè l’arte e tutte le dottrine dello spirito.</p>
<p>Sul piano psicoterapeutico è molto importante la differenza tra questi due livelli perché occorre tener presente che il cliente per qualche verso è indagabile e per qualche verso non lo è. <strong></strong></p>
<p><strong>Il lavoro psicoterapeutico, ed in particolare quello gestaltico, può essere immaginato come un lavoro che avviene sull’interfaccia tra l’anima e lo spirito.</strong></p>
<p><strong>Lavorando con l’anima</strong>, si lavora con le difficoltà emozionali dell’essere umano che, in quanto meccaniche, possono essere indagate ed elaborate. <strong>Ma l’invenzione di nuove modalità di vita soddisfacenti viene</strong> <strong>dal cliente e dalla sua parte spirituale</strong>, nessuno può inventare per lui. Possiamo immaginare la psicoterapia come tenere il cliente su questa interfaccia tra l’anima e lo spirito, tenerlo come sulla riva del mare, sulla spiaggia, sul limite del tuffarsi in acqua; ma poi si potrà tuffare in acqua solo lui, non abbiamo, e non vorremmo mai avere, il potere di farlo noi al suo posto.</p>
<p>Si dice che Paloma Picasso, da bambina, portasse i suoi disegni al padre chiedendogli se fossero belli o brutti e che Picasso le rispondesse: <strong> ’Non sono né belli né brutti, sono tuo</strong>i’.</p>
<p>Quando accompagnate un cliente nel regno dello spirito, ricordatevi che qui non ci sono scelte belle o brutte, giuste o sbagliate, ci sono solo le sue scelte secondo i suoi gusti, i suoi valori, in definitiva secondo il suo ‘intero’.</p>
<p>Ed è a questo che <strong>dobbiamo guardare</strong>, non alle parole, non ai contenuti, non alla parte, ma a <strong></strong><strong>all’intero che si svela nel processo relazionale se lo psicoterapeuta ha,</strong><strong> come diceva Nietzsche, orecchie dietro le orecchie che gli consentono di </strong><br />
<strong>cogliere l’insieme ‘uomo’ in tutta la sua complessità.</strong></p>
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		<title>Sono aperte le iscrizioni al Corso in Gestalt Counselling</title>
		<link>http://www.igf-gestalt.it/news/sono-aperte-le-iscrizioni-al-corso-in-gestalt-counselling/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 11:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>michaela</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo il modello gestaltico la formazione si fonda su un lavoro teorico-esperienziale  attraverso il quale  la persona conosce sé stessa e gli altri, riconosce le proprie possibilità ed abilità, prende decisioni e le tramuta in azioni nella sua vita personale &#8230; <a href="http://www.igf-gestalt.it/news/sono-aperte-le-iscrizioni-al-corso-in-gestalt-counselling/">Segue <span class="meta-nav">&#8230;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il modello gestaltico la formazione si fonda su un lavoro <strong><em>teorico-esperienziale</em></strong>  attraverso il quale  la persona conosce sé stessa e gli altri, riconosce le proprie possibilità ed abilità, prende decisioni e le tramuta in azioni nella sua vita personale e professionale in contesti individuali e di gruppo secondo  il principio del “<strong><em>aiutare ad aiutarsi</em></strong>”.</p>
<p>Il corso avrà inizio  nei giorni <strong>11 e 12 febbraio p.v. </strong> previo raggiungimento numero minimo dei partecipanti.</p>
<p>Per maggiori informazioni, consultare la pagina web: <a href="http://www.igf-gestalt.it/formazione/gestalt-counselling/"></p>
<p>http://www.igf-gestalt.it/formazione/gestalt-counselling/</a></p>
<p>o contattare la Segreteria dell&#8217;Istituto al n.06/37514179</p>
<p>&nbsp;</p>
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