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III CONVEGNO DI ARTI E GESTALT – Le Arti della Gioia


Dettaglio eventi


Le arti della gioia.
La bellezza nascosta: dalla desolazione a un nuovo mondo in comune.

Programma convegno 1-2 dicembre

Antico Spedale del Bigallo – Bagno a Ripoli – Firenze

 

Sabato 1 dicembre

9.00-10.00 Registrazione
10.00-11.00 Apertura del Convengo
11.00-11.30 Pausa caffè
11.30-13.00 4 workshops in contemporanea
Shobha Arturi: “L’imprevisto”
G. Paolo Quattrini: “Amore e appartenenza”
Valentina Barlacchi: “Il Teatro delle voci: dalla desolazione alla bellezza nascosta”
Francesca Sanità: “Women Life Love: la malattia come esperienza di vita. Un progetto teatrale”
13.00-14.30 Pranzo
14.30-16.00 4 workshops in contemporanea
Tiziana Longo: “Everything and nothing” – Workshop di danza Butoh
Patrizia Menichelli: “Luoghi perduti ed esperienze: ciò che resta”
Anna R. Ravenna: “Famiglia”: passato, presente e futuro. Perdita di valori o nuove opportunità?
Pierluca Santoro: “Inquadrature esistenziali – Narrazioni fototerapeutiche”
16.00-16.30 Pausa caffè
16.30-18.00 Process Groups
18.00-19.00 Plenaria
Chairman: Chiara Bartoletti
19.30-21.00 Aperitivo-cena buffet
21.00 Spettacolo con musica dal vivo con Alessandra Bedino – attrice, Gianluigi Tosto – attore, Emanuele Le Pera – percussionista, Savino Pantone – violinista, Daniele Biagini, pianista, Valentina Barlacchi – voce

Domenica 2 dicembre

10.00-11.30 4 workshops in contemporanea
Gianluca Taddei: “Teatro sonoro dell’immaginario”
Alessandra Petrone: “Libertà e dittatura”
Claudia Bombardella: “Il mondo sommerso della voce”
Gianni Capitani: “Un’azione umana verso la bellezza”
11.30-12.00 Pausa caffè
12.00-13.30 Reading workshop con Chandra Livia Candiani “Le parole che mettono al mondo”
13.30-14.30 Pranzo
14.30-15.30 Process groups
15.30-16.30 Plenaria finale

 

INTRODUZIONE

Se i luoghi di archeologia industriale evocano e mostrano l’abbandono di un tempo lontano e di un’umanità dissolta nei giorni, allo stesso tempo svelano anche una bellezza che solo si può riconoscere attraversando le lande solitarie della desolazione.
La desolazione non è squallore. È una forma che si dissolve, che si piega alla legge del tempo e della storia di vita e di morte, che include la fine e nuovi inizi. È ciò che resta di una performance condivisa da uomini che, entrata in scena, con il suo potere (Macht come lo chiama Hannah Arendt), ha messo in gioco la vita della sfera pubblica e ora se ne è uscita attraversando la sua nascita, la sua libertà di gioco tra le parti, come
un’azione scenica che si risolve e si consuma.
Dal dissolversi di forme emerge qualcosa che può apparire desolante, ma che apre il cammino a una riconciliazione interna di parti dimenticate, rinnegate, umiliate, come poco adeguate, poco di successo, poco promettenti verso la scalata di un potere compatto e unitario che non preveda conflitti e dubbi, incrinature né crepe, ma si riconosce in un’unica immagine.
L’archeologia industriale ci porta in luoghi fisici dove lo smalto è passato da tempo, dove le crepe hanno incrinato in maniera indelebile la “forma bella” e lo sguardo è invitato a trascendere, cercando un insieme, tra i pezzi rimanenti, incrinati, che apra la società dell’immagine alla molteplicità, a “illuminazioni profane”, come diceva Walter Benjamin, sul senso dell’esperienza. Dall’uno a molti, da una a molte bellezze.
Quando si frattura la forma, si perde anche il senso del reale e allora nelle fratture della comprensione, quando non si capisce più niente, tra le crepe desolanti può fiorire una conoscenza soggettiva che dà vita al nuovo.
La molteplicità di sguardi aiuta le persone a partecipare a varie forme di bellezza; è un’educazione alla bellezza come fine dell’uomo e come aspirazione alla trascendenza, che prescinde dalle singole forme per rendersi aperta e disponibile a cogliere una nuova relazione invisibile, perché non equivale alla somma delle sue parti ma le trascende tutte, in un insieme.
Questa apertura di sguardo, che si posa come la scelta di una messa a fuoco fotografica, rivela l’illusorietà della percezione in quanto reale oggettivo; apre alla soggettività, alla parzialità di un reale che altro non è che una storia raccontata dall’occhio di chi guarda.
Ogni punto di vista determina la storia narrata, ed è necessariamente politico, nel senso che costruisce un edificio di senso e di valore, con le sue conseguenze sul vivere comune.
Si può dire che sempre e in ogni più semplice atto del vivere, il nostro agire nelle relazioni sia un agire politico, che si appoggia su una certa visione del mondo e la segue, augurabilmente fintanto che il senso del valore la sorregga.
Il senso del valore implica apprezzarlo, riconoscerlo, essere consapevoli di quale sapore etico persegua la nostra intenzione; ma non sempre è così facile, come ci mostra Hannah Arendt in “La banalità del male” e prima ancora De La Boetie in “Discorso sulla servitù volontaria”.
L’arte e l’estetica sono un gesto politico, testimoniano, esprimono la storia, l’epoca di un sentire individuale e collettivo percepito. Possiamo pensare a Guernica di Picasso e il senso di trascendenza appare potente e inspiegabile.
L’arte educa al senso di bellezza che non può avere padroni per potersi esprimere, non può rispondere ad un unico capo, per poter cercare nelle pieghe dei paradossi della vita umana da cui si genera.
L’arte ha bisogno del conflitto, della contrapposizione di opposti, della pluralità; l’arte ha bisogno che l’uomo si riappropri del suo essere politico, capace di esperire la libertà come un rischio e per fare questo non possa fare a meno dell’esperienza dello stupore, di ciò che appare come fenomeno inaspettato, non prevedibile.

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
(…)
Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta
Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne
Gli uomini vuoti – T. S. Eliot

I luoghi dell’archeologia industriale diventano scenario reale e metafora del mondo come teatro, in cui la scena, come diceva Jerzy Grotowski, prevede che ci sia almeno uno spettatore, perché il teatro è “ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore”. Quel mondo in comune è dato dalla relazione tra attore e spettatore, tra azione e l’effetto che suscita.

-Valentina F. Barlacchi-

 

Costi e Organizzazione:

– Aperitivo-cena di apertura al Festival con conferenza di G. Paolo Quattrini e concerto dal vivo di “La Metralli”, lunedì 26 novembre (ore 19.00): 12€

– Aperitivo-cena e conferenza con Maura Gancitano (TLON), mercoledì 28 novembre (ore 19.30): 8€

– Workshop “Il giardino dei sentieri che si biforcano” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre (ore 10.00-19.00): 50€ (30€ per chi è iscritto anche al convegno)

– Aperitivo-cena e proiezione “Sguardi sulla Fortezza” con Armando Punzo, venerdì 30 novembre: (ore 19.30) 15€

– Convegno sabato 1 e domenica 2 dicembre: 110€ (iscrizione entro il 10 novembre) – 140€ (iscrizione dopo il 10 novembre). Allievi/Ex-allievi IGF, Iscritti AICo, Ex-allievi Azioni e Contaminazioni: 110€

Il costo di partecipazione al convegno comprende i pranzi del sabato e della domenica e le pause caffè delle due giornate.

– Aperitivo-cena e spettacolo teatrale e musicale, sabato 1 dicembre (19.30): 15€

 

L’Ostello del Bigallo dispone di 48 posti letto con diverse possibilità di sistemazione: camere, camerate e alcove. Le tariffe includono lenzuola e prima colazione a buffet.

Le sistemazioni si esauriscono in fretta; a chi è interessato, si consiglia di contattare il prima possibile la struttura per fermare il posto letto.

 

– Alcova uso singolo €29 (1 notte) – €56 (2 notti) – €84 (3 notti)

– Posto letto Alcova/Dormitorio €24 (1n.) – €42 (2n.) – €63 (3n.)

– Camera doppia €66/notte  –  Camera tripla €78/notte

– Badessa (family room 3+2) €125/notte

– Letto aggiuntivo €12/notte

– Supplemento riscaldamento €5/persona/soggiorno (indipendentemente dal numero di notti)

– Set asciugamani per Alcova/Dormitorio €2

 

Per il pernottamento riferirsi direttamente al Bigallo:      ostello@anticospedalebigallo.it

http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/

www.facebook.com/bigallohostel

Come arrivare all’Antico Spedale del Bigallo: http://www.anticospedalebigallo.it/ostellobigallo/dove-siamo/

 

L’antico spedale del Bigallo

Un antico edificio medievale chiamato l’Antico Spedale del Bigallo dove già dal XIII secolo pellegrini viandanti cercarono rifugio.

Oggi è stato restaurato e dotato dei comfort necessari per garantire, come allora, un rifugio, un’esperienza di viaggio unico, sempre mantenendo la sua caratteristica atmosfera medievale.

All’Ostello del Bigallo, con i suoi 48 posti letto suddivisi in affascinanti dormitori e camere, c’è l’opportunità di soggiornare sulle colline a sud di Firenze, immersi in un contesto naturale unico e strettamente connesso al territorio e alle sue peculiarità e tradizioni.

 

Con la partecipazione di:

 

Shobha Arturi– medico psicoterapeuta, pratiche meditative, danza e consapevolezza corporea (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Valentina Barlacchi – psicoterapeuta, ricercatrice di teatro e voce nella performance e nel lavoro terapeutico (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Claudia Bombardella– polistrumentista, cantante, compositrice

Chandra Livia Candiani– poetessa

Maura Gancitano– scrittrice, filosofa, fondatrice del progetto TLON

Tiziana Longo– danzatrice (Motimaru/Dance Company)

Patrizia Menichelli– designer, performer, regista, ricercatrice (Teatro de los Sentidos Barcelona)

Alessandra Petrone– psicoterapeuta (Istituto Miriam Polster)

Armando Punzo– drammaturgo, regista teatrale, direttore artistico della Compagnia della Fortezza Volterra

Paolo Quattrini– psicoterapeuta, direttore scientifico IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Anna Rita Ravenna– psicoterapeuta, direttrice didattica IGF (Istituto Gestalt Firenze)

Francesca Sanità– conduttrice di gruppi, regista, mediatore familiare (Associazione ARBUS)

Pierluca Santoro – psicoterapeuta, foto-videoterapeuta (Istituto Gestalt Firenze, Azioni e Contaminazioni)

Gianluca Taddei– counsellor, musicista, musicoterapeuta, didatta al Conservatorio dell’Aquila (ATMOS Arti Terapeutiche)

 

SCARICA LA SCHEDA ISCRIZIONE

 

Convegno organizzato da

Azioni e Contaminazioni

e Istituto Gestalt di Firenze

Per info sui costi e prenotazioni:

art-counselling.it

Segreteria:

info@art-counselling.it

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